Scrive Dino Boffo nella lettera inviata al card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana dove presenta le dimissioni irrevocabili dal quotidiano Avvenire, da Tv2000 e da Radio Inblu: “Da sette giorni la mia persona è al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L’attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano ‘Il Giornalè guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da ‘Liberò e dal ‘Tempò, non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l’ha oggi e non l’avrà domani.
Qualcuno, un giorno, dovrà pur spiegare perchè ad un quotidiano, ‘Avvenirè, che ha fatto dell’autonomia culturale e politica la propria divisa, che ha sempre riservato alle istituzioni civili l’atteggiamento di dialogo e di attenta verifica che è loro dovuto, che ha doverosamente cercato di onorare i diritti di tutti e sempre rispettato il responso elettorale espresso dai cittadini, non mettendo in campo mai pregiudizi negativi, neppure nei confronti dei governi presieduti dall’onorevole Berlusconi, dovrà spiegare, dicevo, perchè a un libero cronista, è stato riservato questo inaudito trattamento – prosegue Boffo – E domando: se si fa così con i giornalisti indipendenti, onesti, e per quanto possibile, nella dialettica del giudizio, collaborativi, quale futuro di libertà e di responsabilità ci potrà mai essere per la nostra informazione?
Quando si andranno a rileggere i due editoriali firmati da due miei colleghi, il ‘prò e ‘contrò di altri due di essi, e le mie tre risposte ad altrettante lettere che ‘Avvenirè ha dedicato durante l’estate alle vicende personali di Silvio Berlusconi, apparirà ancora più chiaramente l’irragionevolezza e l’autolesionismo di questo attacco sconsiderato e barbarico. Grazie a Dio, nonostante le polemiche, e per l’onestà intellettuale prima del ministro Maroni e poi dei magistrati di Terni, si è chiarito che lo scandalo sessuale inizialmente sventagliato contro di me, e propagandato come fosse verità affermata, era una colossale montatura romanzata e diabolicamente congegnata – scrive Boffo a Bagnasco – Fin dall’inizio si era trattato d’altro.
Questa risultanza è ciò che mi dà più pace, il resto verrà, io non ho alcun dubbio. E tuttavia le scelte redazionali che da giorni taluno continua accanitamente a perseguire nei vari notiziari dicono a me, uomo di media, che la bufera è lungi dall’attenuarsi e che la pervicace volontà del sopraffattore è di darsi ragione anche contro la ragione. Un dirigente politico lunedì sera osava dichiarare che qualcuno vuole intimorire Feltri; era lo stesso che nei giorni precedenti aveva incredibilmente affermato che l’aggredito era proprio il direttore del ‘Giornalè, e tutto questo per chiamare a raccolta uomini e mezzi in una battaglia che evidentemente si vuole ad oltranza». «E mentre sento sparare i colpi sopra la mia testa mi chiedo: io che c’entro con tutto questo? In una guerra tra gruppi editoriali, tra posizioni di potere cristallizzate e prepotenti ambizioni in incubazione, io, ancora, che c’entro? Perchè devo vedere disegnate geografie ecclesiastiche che si fronteggerebbero addirittura all’ombra di questa mia piccola vicenda? E perchè, per ricostruire fatti che si immaginano fatalmente miei, devo veder scomodata una girandola di nomi, di persone e di famiglie, forse anche ignare, che avrebbero invece il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuto da tutti il rispetto fondamentale? Solo perchè sono incorso, io giornalista e direttore, in un episodio di sostanziale mancata vigilanza, ricondotto poi a semplice contravvenzione?



io non conosco le finalità di Feltri e c.
e non mi interessano
ma da oggi il mio vero piacere sarà di vedere la caduta di tanti, troppi personaggi delle gerarchie ecclesiastiche che hanno retto per troppo tempo il gioco e difeso l0' indifendibile
oggi è un giorno importante non per le dimissioni di un “povero” direttore di giornale
vaso di coccio tra vasi di ferro
ma è un giorno importante perchà troppi cristiani hanno capito, si sono accorti di che pasta sono i loro presunti rappresentanti verso il Padreterno
si spera e ci impegneremo che quella di bosso sarà solo la prima testa a cadere
vogliamo una Chiesa di popolo tra la gente, per la gente e con la gente
vogliamo la chiarezza e la semplicità di s. Francesco
vogliamo le teste degli ipocriti rappresentanti solo delle loro vanità
che faccia da culattone che ha boffo
Name, modera il linguaggio. Prima che te modero io.
Juppes, avevo letto il tuo commento prima. Sono tornata solo per rileggerlo, perchè mi illumini il pomeriggio.
Quando tenti di essere così serio e tonante, sei esilarante. Continua così. XD
C'è un'incongruenza: il tuo commento risulta postato “Today alle 10.07 AM” quassù. Nella lista degli ultimi commenti quaggiù risultava postato “2 ore fa”, alle ore 18.14. Wow, quale chiarezza!
Che dirà S. Francesco? Fratello cesso, che mondo de merda?
Name di qui non è lo stesso Name di lì. Quelli che si firmano Name sono quei furbacchioni che non capiscono che si tratta di inserire il proprio nome/nomignolo.
Sul tuo epifanico blogghe, peraltro, l'ora di pubblicazione di articoli e commenti è più sballata dei conti di Tremonti. Per cui, da che pulpito arriva il predicozzo. xD
P.S: che dirà Eluana?