Io, gay cacciato dalla Chiesa: “Boffo dovrebbe dimettersi”

Il vescovo apostolico Giovanni Climaco Mapelli, da laico, aveva confessato la sua omosessualità al cardinale Carlo Maria Martini, con il...

Il vescovo apostolico Giovanni Climaco Mapelli, da laico, aveva confessato la sua omosessualità al cardinale Carlo Maria Martini, con il risultato di perdere il suo lavoro di insegnante di religione cattolica. E oggi dice: “La Chiesa dovrebbe riconoscere i diritti umani e civili degli omosessuali. E il direttore di Avvenire non può predicare bene e razzolare male”

Nella vicenda Boffo, la posizione della CEI è stata di totale appoggio e solidarietà al direttore dell’Avvenire. I vescovi si sono scagliati con veemenza contro il killeraggio mediatico ingaggiato da Il Giornale, e Monsignor Coletti si è addirittura sbilanciato tacciando Feltri di immoralità. Non certo dello stesso appoggio ha goduto invece Monsignor Giovanni Climaco Mapelli, Primate della Chiesa Antica Cattolica ed Apostolica di Monza, Milano e Lombardia. Da laico, Mapelli studia  in un’università cattolica, viveper gran parte della sua vita in ambienti cattolici, diventa uno stimato insegnante di Religione cattolica dal 1982 al 1993 per la Diocesi di Milano, in circa 20 Istituti di Istruzione Superiore presenti in Milano, Monza e Bergamo, dietro nomina del Cardinale Carlo Maria Martini. Poi nel 1993 l’uomo Mapelli avverte l’urgenza di scrivere una lettera al Cardinale, confessando la sua omosessualità. La conseguenza fu il licenziamento: Mapelli non è stato più considerato idoneo a svolgere il suo lavoro di docente. Queste alcune domande che gli abbiamo rivolto in merito alla sua esperienza e alla posizione della Chiesa sul caso Boffo.

Quali sono le ragioni che la spinsero nel 1993 ad inviare una lettera al Cardinale Carlo Maria Martini dichiarandosi apertamente omosessuale?

Una forte crisi interiore, un insostenibile dramma personale. Non sarei più riuscito a vivere nella menzogna. Volevo con il mio gesto anche porre all’attenzione della Chiesa la necessità di riconoscere i diritti umani e civili degli omosessuali, ma forse quando mi decisi a farlo i tempi non erano abbastanza maturi. Era a ridosso della risoluzione del Parlamento Europeo dell’8 febbraio 1994 sulla parità di diritti per gli omosessuali nella Comunità.

Quale fu la reazione del Cardinale alla sua confessione?

La mia fu una lettera rivolta al Cardinale, credevo avrebbe gestito la questione in modo discreto. Poi mi accorsi che la notizia era trapelata e mi sentì costretto a pubblicarla per spiegare le mie ragioni e la mia sofferenza. All’improvviso persi tutto. Non avevo più il mio lavoro, nessun appoggio dalla Curia e nessuno nemmeno dalla mia famiglia. A volte penso che l’omosessualità sia la peggiore tra le discriminazioni, poiché spesso non si è accettati nemmeno dai propri genitori. L’Italia è in forte regressione sul versante omofobia ed è ancora troppa l’ignoranza e l’ipocrisia diffuse. Soprattutto negli ambienti cattolici.

La Chiesa ha avuto attestati di stima e solidarietà contro questo attacco dando pieno appoggio a Boffo, nonostante si alluda pesantemente a una sua presunta omosessualità. Come si spiega questa reazione solidale contrapposta alla posizione dura che fu presa nei suoi confronti?

Che cosa le debbo dire? Evidentemente Boffo è più potente di me. L’ambiente cattolico è molto moralista e non ha niente a che fare con la spiritualità e il messaggio d’amore di Gesù. Molti all’interno della gerarchia ecclesiale sono omosessuali e tutti all’interno lo sanno, ma amano riempirsi la bocca di parole che definiscano gli omosessuali come pervertiti e contro natura, o meglio di parole che richiamano al valore sacro della famiglia. Penso che siano molto vicini a quelli che Gesù chiamava Farisei. Io sono stato una voce fuori dal coro per questo sono stato allontanato senza troppe cortesie, ho chiesto di guardare la realtà e non solo la dottrina.

Perché secondo lei la CEI ha appoggiato Boffo, che continuerà a dirigere l’Avvenire?

Dico che il caso Boffo è buffo. Credo che abbiano paura che quello sia solo un avvertimento, che a Boffo seguano altri nome e ce ne sarebbero da fare. Io ne ho conosciuti tanti, all’interno di quell’ambiente. Purtroppo la sessualità è vista con morbosità, associata al senso di colpa, repressa, spesso inevitabilmente quella pulsione implode. E comunque Boffo dovrebbe dimettersi, non perchè omosessuale, ma per coerenza. Non si può predicare bene e razzolare male.

La Chiesa si è spesso trovata al centro di aspre polemiche per gli scandali sulla pedofilia e una presunta rete di omertà nel suo interno. Come fosse preoccupata più di nascondere sotto il tappeto una realtà scomoda, piuttosto che affrontarla ammettendo pubblicamente l’esistenza del problema. Cosa ne pensa?

Dico che se venissero alla luce, come è già successo in America, gli scandali e i casi di pedofilia che la Chiesa copre sarebbe un disastro. Il Papa è stato solerte a far processare i teologi progressisti, ben 220, mentre ha finto di non vedere le migliaia di fascicoli di documentazione sui casi di pedofilia commessi da preti. Per molti versi ritengo che i preti pedofili siano vittime oltre che carnefici. Della loro stessa falsa morale.

E lei? Rifarebbe tutto quello che ha fatto?

Ho continuato sempre a pregare il Signore, anche dopo che la Chiesa mi ha allontanato. In seguito alla mia dichiarazione di omosessualità ho perso tutto, ma la dignità di un uomo vale tutto il resto.