Può uno stato togliere un figlio alla propria madre perché non parla la lingua del paese che la ospita? Questa è una storia che va oltre la questione dell’immigrazione clandestina. Per capire fino a che punto i diritti umani siano veramente universali
Cirila Baltazar Cruz nel novembre 2008 a Pascagoula, Mississippi, dà alla luce una bambina, Rubí . Cirila è straniera, è povera, è clandestina, è arrivata all’inizio di questo decennio da una zona montuosa dello Stato meridionale di Oaxaca, nel Messico, e ha trovato lavoro in un ristorante cinese. Ha preso questa decisione per sfuggire alla miseria del suo villaggio abitato in gran parte da indios Chatino, nella speranza di mandare soldi ai due figli che aveva lasciato alle cure di sua madre; Cirila parla solo Chatino, una lingua indigena messicana in uso solo da 50.000 persone in tutto il mondo, e quasi per nulla lo spagnolo e l’inglese. Così, quando partorisce in ospedale , un assistente sociale chiamata dal Mississippi, Clarion-Ledger, pensa bene di togliere Rubì alla madre, che giudica incapace di crescere la neonata, adducendo come motivazione che è clandestina e non parla inglese. Ora Cirila rischia l’espulsione, mentre un giudice della contea di Jackson a maggio ha dato in adozione la sua bambina ad una tranquilla coppia benestante a Ocean Springs. La bimba rimane negli Usa, la madre torna in Messico. Però in tutti questi mesi nessuno si è preoccupato di accertarsi se là Cirila è in grado di mantenere sua figlia: in questi anni infatti ha acquistato una casa nel suo paese di origine e un negozio che le fornisce un sicuro sostegno finanziario, senza contare la presenza di una famiglia amorevole che comprende i due fratelli di Rubì, una nonna, zie, zii e altri familiari.
DATI DI FATTO – Circa il 65 per cento dei 26.00 abitanti di Pascagoula sono bianchi, solo 904 residenti sono stranieri, e più o meno 20 di loro provengono dall’ America Latina. Sarà forse per questo che si è agito prima di controllare? Il caso Baltazar Cruz è sostenuto ora dal MIRA , l’alleanza per i diritti degli immigrati del Mississippi e dal SPLC, un centro di assistenza legale per i meno abbienti, il cui direttore legale Maria Bauer, afferma che: “ l’idea che una madre possa perdere l’affidamento dei figli, solo perchè non parla una lingua particolare è una scandalosa violazione dei diritti umani“.
Il DHS, il dipartimento per i servizi sociali, dichiara d’altra parte che “il linguaggio parlato dalla Baltazar Cruz non ha nulla a che fare con l’esito delle indagini“. Secondo l’ospedale Clarion-Ledger Cirila è arrivata in ospedale accompagnata da un agente di polizia che l’aveva trovata nelle vie della città, e lei si è dichiarata una prostituta desiderosa di dare in adozione il bambino dopo il parto. Cirila, tramite i suoi avvocati ha categoricamente respinto queste affermazioni: infatti secondo il MIRA un lontano parente arrivato successivamente per fare da interprete è stato allontanato dal personale ospedaliero per essere sostituito da un operatore portoricano fornito dai servizi sociali che non parlava chatino e che non è stato in grado di comunicare correttamente con la donna.
MADRE NEGLIGENTE – Cirila è stata anche accusata di non aver provveduto a portare vestiti, pannolini e latte in polvere per la neonata, dimostrando così di essere una madre negligente, ma non si è tenuto conto che le madri di Oaxaca tradizionalmente usano portare i loro bambini in uno scialle, allattandoli al seno per un anno. Un altro timore espresso dai servizi sociali è che la madre non possa assicurare a Rubì servizi essenziali come il 911, il pronto soccorso, per il suo handicap linguistico. Ma la Bauer spiega che: ” Per oltre un secolo milioni di bambini sono stati allevati in modo sicuro negli Usa da genitori non-anglofoni. Se si fosse seguito lo stesso criterio tutti gli emigranti italiani o russi, ad esempio, avrebbero dovuto lasciare i loro bambini a Ellis Island.”




Volevo scrivere un commento ma poi ha pensato che non era un argomento per “” provocare”".
non so se ridere o piangere
tutto dev'essere omologato. Il concetto di “differenza” non esiste…
Beh questo è veramente ridicolo. Se qui in Germania avessero ragionato così, sapete quanti bambini italiani o turchi avrebbero dovuto essere dati in adozione?
La costituzione americana si apre con un bellissimo preambolo che inizia con un “Tutti gli uomini sono stati crati uguali”.
Gerore Orwell, nella sua “Fattoria degli animali”, che parlava della Russia, ma in questo contesto non importa, ci aveva ricordato che “Alcuni però sono più uguali degli altri”
Ecco, appunto.
Bravissima
C.