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pubblicato il 1 settembre 2009 alle 15:29 dallo stesso autore - torna alla home

Non solo D’Addario. Due assessori della giunta regionale pugliese incappati in giri di prostituzione. Non solo con escort, ma anche con disoccupate a cui promettevano lavoro in cambio di prestazioni

GiampaoloTarantini Bari, nuova indagine su sesso e politica: coinvolta la giunta VendolaDue ex assessori della prima giunta regionale pugliese guidata da Nichi Vendola (che ha subito un rimpasto all’inizio del luglio scorso) sono coinvolti in una nuova indagine della procura di Bari su sesso, affari e politica. I nomi dei due politici non sono al momento iscritti nel registro degli indagati, anche perchè sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Guardia di finanza. Ai due politici – che sono stati intercettati – gli investigatori sono arrivati mentre indagavano sull’esistenza di una presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso a cui avrebbero preso parte sei indagati: dirigenti e funzionari dell’assessorato regionale alla sanità e imprenditori. Nell’indagine è coinvolto ancora una volta l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, il cui nome è soprattutto legato alla escort Patrizia D’Addario e alle ragazze immagine che egli ha mandato a più riprese, pagandole, a feste organizzate nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi.

LA STORIA - In questa nuova inchiesta dei pm Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro emergerebbe che Tarantini avrebbe fornito ai due ex assessori regionali le prestazioni sessuali non solo di escort da lui pagate, ma pure di donne disoccupate, alcune anche con figli, che erano alla ricerca di un posto di lavoro e, in un caso, di una avvocatessa salentina di 28 anni che voleva far carriera nella pubblica amministrazione. Le escort venivano inviate – secondo le indagini – direttamente da Tarantini per ottenere qualche aiuto dai due politici al fine di aggiudicarsi dalla Regione Puglia appalti in campo sanitario. Donne disoccupate si erano invece rivolte a Tarantini per essere messe in contatto con uomini politici ai quali avrebbero offerto sesso in cambio della promessa di un posto di lavoro in un ente pubblico, Regione Puglia e Camere di Commercio. La ventottenne professionista salentina sarebbe andata a letto con uno o entrambi gli ex assessori regionali coinvolti ricevendo in cambio la promessa di un soddisfacente contratto di consulenza con la Regione Puglia. I componenti sostituiti da Vendola in occasione del rimpasto di luglio erano gli assessori alla Pubblica Istruzione Mimmo Lomelo (Verdi), al Turismo Massimo Ostillio (ex Udeur), all’Agricoltura Enzo Russo (Pd) e alla Formazione professionale Marco Barbieri, uno dei tecnici della precedente giunta. Il rimpasto aveva anche scatenato una ridda di polemiche tra i dalemiani del PD e i vendoliani, con il governatore pronto a confidare ai suoi amici intimi, di aver paura che ci fosse un complotto contro di lui.

UNA DONNA – E c’è anche una mamma di due bambini in tenerà età che aveva trovato il coraggio di lasciare il marito che la picchiava tra le donne che avrebbero avuto rapporti sessuali con uno dei due ex assessori della Regione Puglia coinvolti nella nuova indagine su sesso, politica e affari. La donna, che era disperata perchè non aveva danaro per far vivere i suoi bambini in modo dignitoso, tramite l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini avrebbe incontrato almeno uno dei due ex assessori con i quali avrebbe poi avuto rapporti sessuali. La donna – secondo le indagini della procura di Bari – avrebbe deciso di prostituirsi ricevendo in cambio la promessa di un posto di lavoro. Dalle intercettazioni captate dalla Guardia di finanza emerge che l’offerta di posti di lavoro era solitamente o presso la Regione Puglia o presso la Camera di commercio. Nel corso delle indagini è stato anche accertato che, dopo aver consumato un rapporto sessuale con una escort, uno dei due assessori andò a pranzo con Tarantini e con la ragazza per parlare di lavoro. Interrogata dagli investigatori la giovane escort ha detto di non ricordare il contenuto della conversazione. «Ero distratta», ha aggiunto.

BUTTARLA IN POLITICA – E nel frattempo arriva anche l’attacco politico: «Mentre le cronache giudiziarie italiane e pugliesi si arricchiscono di particolari ogni ora più raccapriccianti sulle inchieste che riguardano la Giunta Vendola e la sinistra pugliese, il Presidente si ‘rifugià su El Pais per calunniare il centrodestra», afferma Rocco Palese, capogruppo Fi-Pdl alla Regione Puglia, sottolineando che le dichiarazioni di Vendola, «stavolta troppo pesanti per non divenire oggetto di attenzione, e immagino anche di specifiche iniziative da parte degli interessati, sono vergognose». Palese dice che nell’intervista Vendola «si autodefinisce bonificatore della politica, difensore dell’etica e della morale mentre si legge nelle agenzie di stampa che uomini scelti da lui per governare la Puglia sono sospettati di aver fatto l’esatto contrario. A questo punto dobbiamo supporre che Vendola sapesse di queste accuse ben prima di oggi visto che più di un mese fa era già stato in grado di mandare a casa quegli assessori apparentemente senza motivo. Diventa ogni giorno più patetico questo presidente che sui giornali italiani e pugliesi non ha più la faccia di comparire tanto da far chiedere al Pd una ‘moratorià sul suo nome e la sua immagine e per sparare le sue ultime cartucce usa giornali stranieri ormai noti per la capacità di raccogliere e schizzare fango»

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