Spalletti-Ranieri, a Roma si cambia per non cambiare

01/09/2009 - Lucianone se ne va, e al suo posto arriva l’ex Juventus, che ha il merito di essere nato a Testaccio. Ma i destini di una squadra in disfacimento non mutano Non è ancora ufficiale, ma poco ci manca. Con un

     
 

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Lucianone se ne va, e al suo posto arriva l’ex Juventus, che ha il merito di essere nato a Testaccio. Ma i destini di una squadra in disfacimento non mutano

Non è ancora ufficiale, ma poco ci manca. Con un anno e mezzo di ritardo su quando doveva succedere, i destini della Roma e quelli di Luciano Spalletti si dividono: l’allenatore si è dimesso, e al suo posto dovrebbe arrivare il testaccino Claudio Ranieri.
BRAVI TUTTI – Bloccato nelle sue ambizioni da un contratto lucroso ma troppo lungo per le sue capacità, Lucianone avrebbe potuto accasarsi questa estate alla Juventus, che poi ha ripiegato su Ciro Ferrara; se la società fosse stata una vera società, invece, Spalletti doveva essere salutato non appena si seppe, l’anno scorso, che si era offerto al Chelsea per raccogliere l’eredità di Mourinho. Dopo quell’episodio, che testimoniava che il suo ciclo a Roma era finito (ma si vedeva anche da certe reazioni che avevano alcuni giocatori e dal gioco della squadra), si poteva salutare l’allenatore e ricominciare da un piazzamento in Champions League e qualche soldo in cassa per fare mercato. Invece, si è deciso di far incancrenire la situazione fino ad arrivare alla peggiore delle scelte possibili: cambiare la guida tecnica a campionato iniziato, con ritiro e preparazione da buttare. Complimenti al presidente giallorosso, (ca)Rosella Sensi, che così ha dimostrato per l’ennesima volta di non sapersi guadagnare lo stipendio di 1,2 milioni di euro con il quale comunque lei “non mangia”, come ha fatto sapere nella conferenza stampa convocata con giornalisti embedded che si è degnata di fare un mesetto fa.
SLIDING DOORS – Il risultato di oggi affonda le radici in quanto accaduto l’anno scorso, soprattutto in sede di mercato. Dove la società e l’allenatore avevano correttamente individuato le necessità della squadra (un laterale sinistro per rimpiazzare Tonetto, morto non appena gli è stato rinnovato il contratto; un trequartista fisico che sapesse anche fare goal; un giocatore che desse fantasia e rimpiazzasse Mancini e Cassano), ma aveva clamorosamente sbagliato gli uomini: né Riise, né Baptista, né Menez hanno avuto l’anno scorso un rendimento decente, finendo nel disastro di un organico che è riuscito ad avere contemporaneamente sette titolari infortunati alla vigilia di un quarto di finale di Champions League. Spalletti ci ha messo del suo: inquietantemente la squadra ha continuato a sbagliare tutto quello che si poteva sbagliare, e soprattutto a fare sempre gli stessi errori – come se la guida tecnica non se ne accorgesse, o non volesse correggerli. Montato da un ambiente che non appena un giocatore fa due finte lo crede il nuovo Garrincha, l’allenatore ha creduto di poter fare davvero il Ferguson di Roma, senza rendersi conto che lo faceva fin tanto che dietro di lui non c’è nessuno. E soprattutto aveva la squadra contro: la battutina di Totti (“Spalletti resta? Certo, non c’erano alternative…”) era sintomatica di un ambiente che, a torto o a ragione, non lo reggeva più.
CIAO, SONO WOLF, RISOLVO PROBLEMI – Purtroppo i problemi della Roma non li risolverà Ranieri. Che è un buon allenatore, ha fatto bene con la Juventus nonostante quello che comunemente si pensa, ed è un ottimo motivatore: la squadrà avrà finalmente la squadra alta, le scariche elettriche, l’adrenalina. Ma non un centravanti che fa goal, né una società che è in grado di assumersi le proprie responsabilità. Allontanato l’incubo Fioranelli (a proposito, cronisti sportivi e radio-speaker: quand’è che ricordate a Vinicio che ci aveva promesso una conferenza stampa per spiegare quanto era successo?), rimane la realtà di gente che non ha interesse, motivazioni e forza economica per continuare a gestire una società come la Roma. E nessuno all’orizzonte, a parte il dottor Angelini, il quale – anche lui – ha deciso che le trattative di acquisizione delle società si fanno sui giornali, e non negli uffici finanziari e legali: ecco un altro che vuole andare su a furor di popolo, perché evidentemente in altri modi non può né vuole farlo. Per la Roma, ci vorrebbe che qualcuno a cui Roma ha obiettivamente dato tanto si mettesse una mano sulla coscienza e una sul portafogli: Francesco Gaetano Caltagirone, che difficilmente realizzerà la sua ambizione di essere sindaco della Capitale, potrebbe però diventare molto di più soltanto vincendo qualcosa qui.

Non è ancora ufficiale, ma poco ci manca. Con un anno e mezzo di ritardo su quando doveva succedere, i destini della Roma e quelli di Luciano Spalletti si dividono: l’allenatore si è dimesso, e al suo posto dovrebbe arrivare il testaccino Claudio Ranieri.

BRAVI TUTTI – Bloccato nelle sue ambizioni da un contratto lucroso ma troppo lungo per le sue capacità, Lucianone avrebbe potuto accasarsi questa estate alla Juventus, che poi ha ripiegato su Ciro Ferrara; se la società fosse stata una vera società, invece, Spalletti doveva essere salutato non appena si seppe, l’anno scorso, che si era offerto al Chelsea per raccogliere l’eredità di Mourinho. Dopo quell’episodio, che testimoniava che il suo ciclo a Roma era finito (ma si vedeva anche da certe reazioni che avevano alcuni giocatori e dal gioco della squadra), si poteva salutare l’allenatore e ricominciare da un piazzamento in Champions League e qualche soldo in cassa per fare mercato. Invece, si è deciso di far incancrenire la situazione fino ad arrivare alla peggiore delle scelte possibili: cambiare la guida tecnica a campionato iniziato, con ritiro e preparazione da buttare. Complimenti al presidente giallorosso, (ca)Rosella Sensi, che così ha dimostrato per l’ennesima volta di non sapersi guadagnare lo stipendio di 1,2 milioni di euro con il quale comunque lei “non mangia”, come ha fatto sapere nella conferenza stampa convocata con giornalisti embedded che si è degnata di fare un mesetto fa.

SLIDING DOORS – Il risultato di oggi affonda le radici in quanto accaduto l’anno scorso, soprattutto in sede di mercato. Dove la società e l’allenatore avevano correttamente individuato le necessità della squadra (un laterale sinistro per rimpiazzare Tonetto, morto non appena gli è stato rinnovato il contratto; un trequartista fisico che sapesse anche fare goal; un giocatore che desse fantasia e rimpiazzasse Mancini e Cassano), ma aveva clamorosamente sbagliato gli uomini: né Riise, né Baptista, né Menez hanno avuto l’anno scorso un rendimento decente, finendo nel disastro di un organico che è riuscito ad avere contemporaneamente sette titolari infortunati alla vigilia di un quarto di finale di Champions League. Spalletti ci ha messo del suo: inquietantemente la squadra ha continuato a sbagliare tutto quello che si poteva sbagliare, e soprattutto a fare sempre gli stessi errori – come se la guida tecnica non se ne accorgesse, o non volesse correggerli. Montato da un ambiente che non appena un giocatore fa due finte lo crede il nuovo Garrincha, l’allenatore ha creduto di poter fare davvero il Ferguson di Roma, senza rendersi conto che lo faceva fin tanto che dietro di lui non c’è nessuno. E soprattutto aveva la squadra contro: la battutina di Totti (“Spalletti resta? Certo, non c’erano alternative…“) era sintomatica di un ambiente che, a torto o a ragione, non lo reggeva più.

CIAO, SONO WOLF, RISOLVO PROBLEMI – Purtroppo i problemi della Roma non li risolverà Ranieri. Che è un buon allenatore, ha fatto bene con la Juventus nonostante quello che comunemente si pensa, ed è un ottimo motivatore: la squadrà avrà finalmente la squadra alta, le scariche elettriche, l’adrenalina. Ma non un centravanti che fa goal, né una società che è in grado di assumersi le proprie responsabilità. Allontanato l’incubo Fioranelli (a proposito, cronisti sportivi e radio-speaker: quand’è che ricordate a Vinicio che ci aveva promesso una conferenza stampa per spiegare quanto era successo?), rimane la realtà di gente che non ha interesse, motivazioni e forza economica per continuare a gestire una società come la Roma. E nessuno all’orizzonte, a parte il dottor Angelini, il quale – anche lui – ha deciso che le trattative di acquisizione delle società si fanno sui giornali, e non negli uffici finanziari e legali: ecco un altro che vuole andare su a furor di popolo, perché evidentemente in altri modi non può né vuole farlo. Per la Roma, ci vorrebbe che qualcuno a cui Roma ha obiettivamente dato tanto si mettesse una mano sulla coscienza e una sul portafogli: Francesco Gaetano Caltagirone, che difficilmente realizzerà la sua ambizione di essere sindaco della Capitale, potrebbe però diventare molto di più soltanto vincendo qualcosa qui.

     
 

7 Commenti

  1. comicomix scrive:

    Da non tifoso romanista: coraggio, passerà… :-)

  2. ricchiuti scrive:

    I migliori auguri di buon lavoro al mister Claudio Ranieri. Che ha fatto bene alla Juventus e farà bene anche nella nuova squadra.
    Msn sport e Libero riportano un errore, che cioè il rapporto tra Ranieri e la Juve sia ancora in essere.
    Non è vero, han transato l'ultimo anno di contratto e ora l'ingliscmen da Testaccio è liberissimo di essere ingaggiato da chiunque. Di certo, a un prezzo più basso di quanto prendesse l'ottimo Spalletti.
    Il quale se si è dimesso rinunciando ai soldi avrà qualche club all'orizzonte. O una coscienza sin troppo esigente. O la trimestrale di cassa sugli emolumenti in pagamento sott'occhio.
    La Roma di Spalletti avrebbe comunque fatto bene, la Roma di Ranieri che mi ricorda un po' l'arrivo di Ottavio Bianchi dopo anni di calcio offensivo farà altrettanto. L'Europa League è una buona e comoda vetrina, se la piazza si calma e con un po' di fortuna in più è tra le prime 4.

  3. radoilfigo scrive:

    Anche perché fosse ancora sotto contratto colla Juve non potrebbe andare da nessun'altra parte. Mentre a Spalletti per questa stagione gli è preclusa qualsiasi altro club italiano.

  4. ricchiuti scrive:

    Pensavo al Milan l'anno prossimo, salvo non prendano Rijkard subito. Alla Juve lo avevano già preso gli Ellkann ma ha fermato tutto l'amministratore, il quale ha optato per Ferrara, seicentomila euro di juventinità contro i novecentomila di Conte.
    Ho letto che Ranieri ha ottenuto un contratto di un solo anno ma ben pagato, due milioni di euro, visto che alla Juve ne prendeva quasi la metà.
    Uno e due, quanto la signora Sensi.

  5. ciasky scrive:

    Caltagirone??…spero fosse sarcastica la chiusura del pezzo…

  6. radoilfigo scrive:

    a ricchiuti:
    pensavo ti riferissi allo spiffero che vuole Spalletti gia a Leningrado sulla panca dello Zenit. Col quale al limite fare due mezze stagioni e poi sbarcare al Milan.

  7. rebyjaco scrive:

    Finalmente. Era l'ora. Spalletti non merita la Roma, La Roma merita un duo del tipo Lippi/Moggi o meglio ancora, solamente Moggi, Lippi è troppo.

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