La strage di Stato che non lo era

di

La strage di Stato che non lo era
0

E così, la mafia non c’entrava niente. Il terrorismo non c’entrava niente. I poteri occulti, neanche. Men che meno gli integralisti islamici e tutte le altre fantasiose ipotesi che si sono rincorse dopo l’attentato di Brindisi. Melissa è morta per mano di un individuo che ha agito da solo, uno squilibrato psicolabile in cerca di vendetta, non si capisce bene ancora per quale motivo. Rassegnatevi, o voi che siete prontamente scesi in piazza a manifestare contro le mafie e le violenze, con le vostre candele e le vostre indignazioni prêt-à-porter: è ancora una volta la vecchia storia del mondo, dell’uomo che ad un certo punto svalvola e se la prende con degli innocenti. Breivik non è stato mica il primo pazzo, né purtroppo l’ultimo. Legioni di psichiatri studiano il fenomeno, chiedete a loro i motivi. Anzi, aspettate, tanto tra poco accorreranno a frotte nei talk show televisivi a spiegarci il perché e il percome.

E ancora c’è chi non si arrende, chi invoca comunque il complotto, dall’alto della sua competenza di assiduo fruitore di Fox Crime e di lettore di editoriali di Saviano o di Travaglio. Il popolo dei non violenti, degli ambientalisti, i sindacati, i movimenti d’opinione, i guru del giornalismo: tutti rimasti così, con un palmo di naso, di fronte al giocattolo smontato dai risultati delle indagini degli inquirenti. E adesso? Che vogliamo fare? Vogliamo scendere in piazza per protestare contro la follia? Che epilogo deludente, quasi frustrante. Al massimo, adesso si potrà urlare al mostro, qualcuno potrà invocare pene esemplari, forse addirittura la pena di morte per crimini come questi. Ma vuoi mettere un nemico nobilitante ed aggregante come la mafia? Che ci fa sentire tutti più giusti e moralmente superiori mentre sfiliamo per strada con in mano i nostri cartelli con i nostri slogan intelligenti, dimostrando sensibilità e senso civico a pacchi?

Nessuno ha aspettato la fine delle indagini, dopo tre ore già si organizzavano cortei. Si era già scelto il mandante più opportuno per sfogare le nostre pulsioni solidali e umanitarie, e a niente sono valsi gli appelli alla prudenza, le obiezioni fondate degli inquirenti, le sottolineature che modalità del genere poco si sposavano con quelle solite della mafia. No, come tanti bambini capricciosi ci si è impuntati. Tanto, come mi sono sentita dire, “male non fa”. E no, cavolo! Indignazione, sdegno sono parole importanti, che vanno usate con parsimonia. Fanno riferimento a sentimenti e pulsioni nobili e profonde, che si sviliscono se sollecitate ad ogni piè sospinto. Non sto dicendo che la morte di una ragazzina innocente non debba suscitare commozione e raccapriccio. Né che non ci sia stata una parte consistente di voglia di condividere un dolore per l’orrore del fatto, di partecipare ad un lutto che ci ha tutti colpiti profondamente. Dico che aspettare la fine delle indagini sarebbe stato più opportuno, e che ormai si sta abusando dello strumento della pubblica indignazione.

C’è una fiducia ormai quasi cieca nel potere risolutorio della piazza, nell’efficacia della protesta urlata. Ma la storia ci insegna altro. La storia insegna che le uniche piazze che hanno davvero cambiato la storia sono quelle che si sono ribellate contro l’ordine costituito, che hanno rovesciato il potere con il sangue, la violenza, la lotta. Non con gli slogan ad effetto e poi tutti a casa a rivedersi in tv. Rassegnatevi: Berlusconi non è caduto grazie ai milioni di persone che sono scese in piazza a manifestare contro di lui. Berlusconi è caduto per colpa di una minorenne marocchina, e perché qualcuno (che non è la piazza, statene certi) ha deciso che ormai bastava così, che oltre non ci si poteva sputtanare. D’altro canto, le rivoluzioni più profonde a livello culturale sono quelle lente, che si costruiscono quotidianamente con i comportamenti, con il cambio delle convinzioni. Un corteo ogni tanto potrà portare per un po’ all’attenzione il problema, ma non potrà mai risolverlo. Soprattutto quando è usato a sproposito.

LEGGI ANCHE:

 

 

 

0

8 Commenti

  1. Oscaruzzo scrive:

    Quindi visto che questa bomba non era “di mafia” allora i mafiosi sono dei poveri innocenti e le fiaccolate sono state una tremenda ingiustizia.

    Giusto?

    • Hyksos scrive:

      Hai presente la differenza tra una generica fiaccolata, e una fiaccolata organizzata come risposta all’evento X?

      Nemmeno al-Qaeda è fatta da poveri innocenti: organizziamo una fiaccolata antiqaedista in risposta alla prossima rapina in banca?

  2. Rats scrive:

    Gentile Cutrera, Lei ha scritto un articolo come se si fosse già svolto il processo…fa la morale sui cosidetti “complottisti” e dà per scontato un colpevole tutto da verificare.
    In Italia purtroppo things aren’t what they seem…staremo a non-vedere, allora.

  3. Mario R. scrive:

    La gentile Cutrera ha scritto quando si poteva scrivere qualcosa.
    Dopo 3 ore già si tirava in ballo Portella della ginestra e altro,bastava fare il giro dei giornali che tutti avevano sentito odore di zolfo.
    nessun processo ma un serio indiziato,reo confesso ma che non fermerà l’ondata di dietrologia perchè signora mia sì l’hanno preso ma figurati.
    il complottismo è la religione 2.0.

    • Rats scrive:

      Anche Misseri è reo confesso, ma questo non ne fa ancora il colpevole del delitto di Avetrana. Proprio perché son passate solo poche ore bisognerebbe stare attenti a puntare il ditino contro, chiunque sia. E visti i precedenti “esplosivi” in Italia, direi che le varie supposizioni son del tutto comprensibili. Lei sig. Mario non se l’è fatta un’idea sua personale di chi potrebbe esser stato? Chiunque se l’è fatta, visto che abbiamo un cervello che ragiona (si spera) e che risponde agli stimoli e gli eventi. Ma se si inizia a stare appresso alle chiacchere su internet e in TV e ci si scrive sopra anche un editoriale…

      • Mario R. scrive:

        gentile signor Rats
        appunto per i precedenti esplosivi era meglio che qualche commentatore di punta,ci sono nomi grossissimi, ci pensasse bene ma bene prima di invocare Portella della ginesta.
        La saluto ciao

        • Carlone scrive:

          siòr Mario, che mi dice mai: commentatori di punta?
          non so chi siano, saranno i soliti vespa-ferrara e i “servi di regime”… figurarsi se queste cose le avessero asserite
          GRILLO, SANTORO, INGROIA
          tanto per dire i primi sant’uomini in buonafede, sa come si sarebbero indignati gli italiani “progressisti”?

  4. Mario R. scrive:

    sì,
    è stato un idiota.
    Capita

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie