Economia

Montezemolo, il nuovo capitano coraggioso?

31 agosto 2009

Luca Cordero partecipa alla cordata dell’armatore Grimaldi che tenterà di aggiudicarsi Tirrenia, il carrozzone dei mari. Per replicare il colpo di Alitalia?

“Scusate, se lo fa Colaninno io chi sono, il figlio della serva?”: questo si deve essere detto Luca Cordero di Montezemolo per decidersi finalmente al Grande Passo. No, non quello di entrare in politica come favoleggiato da più parti e sempre ipotizzato quando arriva l’estate, ma la decisione di salvare un altro famigerato cadavere del capitalismo di Stato nostrano: l’ineffabile Tirrenia.

SCUSI, CHE NAVE PRENDE? - La compagnia, controllata al 100% da Fintecna (ex Iri), è uno dei carrozzoni pubblici più sgarrupati d’Italia, e arriva a perdere quasi 200 milioni di euro l’anno, generosamente ripianati dallo Stato a ogni chiusura di bilancio: solo nel periodo 2000-2007 i trasferimenti sono arrivati a un miliardo e mezzo di euro. La Tirrenia ha 2.836 dipendenti, per ognuno di loro la compagnia accumula 73 mila euro di debito. Un rapporto tre volte maggiore rispetto all’emblematico caso Alitalia, dove, per competere sul mercato, sono stati sacrificati 8 mila dipendenti (su 24 mila). E fosse solo questo: tra notizie delle zecche a bordo dei battelli, e le cronache degli immancabili ritardi e disagi a cui devono fare fronte i passeggeri, la compagnia di cabotaggio ne avrebbe, di voglia di finire sul mercato. Chi la può considerare un affare? Anche perché chiunque entri, dovrà scontrarsi con un recordman: Franco Pecorini, cavaliere del Lavoro e Gentiluomo di Sua Santità e – soprattutto – venticinque lunghi anni al timone di Tirrenia nonostante gli scarsi risultati economici ottenuti. Nominato da Romano Prodi ai bei tempi dell’Iri, sembrava che fosse venuta la sua ora quando Silvio Berlusconi, all’annuncio della privatizzazione della compagnia, aveva detto che sarebbe stato “incoerente” mantenere in carica l’a.d. che l’aveva guidata finora. Detto, fatto: Tremonti qualche tempo dopo gli ha rinnovato il mandato non per uno ma per tre anni. Il decreto anticrisi finanzia la privatizzazione con 65 milioni di euro l’anno per il 2009-10-11. Su questo strada della riconversione ci sono però ostacoli che sembrano macigni, che la Corte dei Conti ha impietosamente messo in rilievo nella relazione sulla gestione finanziaria della società nell’ultimo quinquennio. «L’enorme esposizione debitoria, prevalentemente verso gli istituti di credito, oltre a generare notevoli interessi passivi, dimostra scarsa potenzialità dell’impresa a creare risorse finanziarie per garantire nel tempo l’equilibrio di bilancio»: personale in calo, flotta ridotta di 16 unità nel periodo, «con undici navi che hanno un’età che va dai 13 ai 32 anni» e «buona parte della flotta gravata da ipoteca a favore di banche». Passeggeri disamorati (-5% ogni anno), collegamenti abbandonati.

Aldo Grimaldi

4 commenti a Montezemolo, il nuovo capitano coraggioso?

  1. PRIMA!!!!!

    anche stavolta missione compiuta.

  2. redmail

    x Maria Teresa: Sindrome da casting del Grande Fratello?

  3. redmail

    E poi si dice che il Paese affonda.

  4. AngelDevil

    First of all: bentornati : ) Dopodiché, per chi non avesse ancora mai fatto un viaggio sulla nave Tirrenia, consiglio di prendere la nave “Flaminia” con un equipaggio gestito interamente da fantasiosi napoletani che vi intratterranno con dei comunicati esilaranti, del tipo “I ragazzi zainati sono pregati di rimettersi le scarpe in sala bar”, il tutto con una certa convinzione. Prima che quel “barone rampante” di Montezemolo la privatizzi, dovete regalarvi questa esperienza unica: nave+teatro in un'unica soluzione e l'Unione Europea che spinge per la privatizzazione, ha sottovalutato le risorse artistiche che contraddistinguono l' animo italiano !

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