Interni

L’Italia rivoltata come un calzino. Da Berlusconi.

31 agosto 2009

Un decennio di vero rinnovamento, quello di Silvio. Ecco dove, come e perché la querela alle dieci domande non è una fuga, ma una prova di coraggio.

Rivoltare l’Italia come un calzino era il sogno dei giustizieri democratici di Mani Pulite ma lungi da rappresentare una rivoluzione culturale l’esibita moralizzazione della politica italiana costituì in realtà il più ortodosso dei richiami all’ordine repubblicano da parte delle forze più conservative di una penisola che sfuggiva loro di mano giorno dopo giorno. Una stanca aristocrazia di denari si univa ad una stanca aristocrazia intellettuale per tenere sotto i piedi la marmaglia della gente nova.

RESISTANCE - I quindici anni della resistenza berlusconiana – quella vera – sono riusciti a mettere in crisi definitivamente quell’Italietta miserabile soffocata e umiliata in modo innaturale dalla dicotomia fascista-antifascista, dai gerarchi di prima e da quelli di dopo. Non è stata un’opera di distruzione. E’ un’Italia che ha ripreso il cammino, è l’Italia in cammino, per riprender il titolo di un libro di ottant’anni fa del grande storico “nazionalistaGioacchino Volpe; un organismo liberato da una camicia di forza che ha ripreso a respirare e quindi anche a sudare, e pazienza se questa ridiscussione sulle origini e i fondamenti della nazione ha prodotto degli effluvi non proprio deliziosi. Era inevitabile e necessario. Ma visti in prospettiva storica, ad esempio, anche i partiti del nord e i partiti del sud, il revival dei dialetti o delle proteiformi e mai codificate madrelingue regionali che dir si voglia, costituiscono più uno sfogo che la messa in discussione dell’unità nazionale.

SUCCESSI - E’ la stagione berlusconiana che ha reso possibile la “costituzionalizzazione” della destra; che ha sdoganato il “liberalismo” (fin qui a parole, s’intende, perché con gli antichi appetiti dei capetti della nuova classe politica e col panico intellettuale causato dalla crisi dell’economia mondiale i buoni propositi si sono squagliati come neve al sole: ma almeno il primo passo è stato fatto); che ha fatto germogliare fiori strani – per la nostra epoca storica – ma eloquenti come il “liberismo di sinistra”; che ha permesso di superare in politica con non disprezzabile equilibrio e maturità gli steccati obsoleti fra “laici” e “cattolici”, evitando di cadere, seguendo le sirene dei cattolici “adulti”, in un moderno cesaropapismo nel quale i cattolici si sarebbero dovuti inchinare ai gran sacerdoti del culto feticista della Costituzione laica e repubblicana; perfino lo stesso Fini neo radical-liberaliggiante è un prodotto della “liberazione” berlusconiana.

22 commenti a L’Italia rivoltata come un calzino. Da Berlusconi.

  1. Io, Zamax, tutta 'sta rivoluzione stento a vederla, a 15 anni dalla discesa. Mi pare che il Zilvio abbia sì costituito una valida alternativa al “comunismo”, ma si sia seduto su questa e basta. Sta lì, sul trono, tomo tomo cacchio cacchio, ma mica fa niente, non trovi?

  2. Tetsuo

    “un'italia faticosamente in cammino manco ci sogneremmo”

    ecco proprio di siogno trattasi, visto che l'italia è ferma al palo da un bel pò di anni e statisticamente parlando il 15ennio berlusconiano a segnato il peggior periodo per il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti… ma quale cammino, qui stiamo nelle sabie mobili!

    Dichiari essere un successo riempirsi la bocca di “liberismo” e ritrovarsi uno statalismo vecchia maniera?
    Be si vede che ti accontenti della chiacchiera e non della sostanza, basta dirle le cose… poi a farle c'è sempre tempo, ne vero?
    Io non sono ne liberale, ne statalista… sono per la classica via di mezzo con cose gestite dallo stato e cose gestite dal mercato… ma lo stesso riesco a capire che di liberismo economico c'è solo il nome del partito, per il resto mi sembra molto da DC fare quello che è stato fatto con Alitalia.
    Sempre di successo parli per la diatriba laici cattolici… be lo stato è laico e su questo non ci piove… ma non capisco dove starebbe il successo di berlusconi?
    Nel scrivere una legge sul testamento biologico a 4 mani con la chiesa?
    Nel predicare il family day e poi circondarsi di ragazze più o meno vestite per passare la notte?
    E' una vittoria querelare chi ti fa delle domande scomode?
    E' una vittoria far capire che chi dissente dal governo non è ben accetto?
    E' una vittoria sparare cacca sugli Agnelli (basandosi solo sulle supposizioni di una parte in causa di un processo e non su dati di riscontro oggettivo) per far vedere che non sono da meno dei Berlusconi?

    Sinceramente non capisco il senso dell'articolo o meglio non capisco dove siano sti successi conclamati del decennio (sono 15 gli anni) di Berlusconi in politica… be lui personalmente di successi ne ha avuti parecchi dalla discesa in campo, basti guardare le sue proprietà che hanno moltiplicato il loro valore ed azzerato (??) i debiti , oppure si guardi le numerose leggi che fatte per il popolo (e si tutti facciamo falso in bilancio o tutti siamo nelle 4 cariche istituzionali) hanno avuto come effetto collaterale di adattarsi alla sua persona.
    Lui in 15 anni ha avuto molti successi ed ha guadagnato… personalmente!
    L'italia… be io non vedo tutta sta ricchezza economica e morale in giro!

  3. tupacamaru

    La “levata di scudi [...] tanto corale quanto evasiva nel merito della questione” è una tecnica comune nella politica italiana, ma mi sembra che proprio con Berlusconi e la sua potenza di fuoco (in termini di informazione) sia diventata un'arte. Ma forse sbaglio…

  4. Lelith

    io non vedo nessun salto tra la cosidetta prima repubblica e la cosiddetta seconda: berlusconi è il prodotto della prima e non rappresenta in nessuno modo uno “iato” ma ne è il naturale sviluppo. Tutto il fenomeno del berlusconismo nella sua sostanza è niente altro che la sopravvivenza della struttura del potere pre mani pulite in altre forme.
    Basti pensare a quanti esponenti politici della prima repubblica siano ancora attuali esponenti politici. Come si può pensare che le cose cambino se persino gli uomini restano gli stessi? Uguali gli uomini, uguali i centri di potere (con i quali lo stesso berlusco silvioni deve venire a patti), uguali i sistemi per garantirsi il potere politico ed economico.
    Nella sostanza nulla di nuovo, merda era prima e merda è adesso.
    Non c'è differenza nemmeno nello squallore del gossip: chi si ricorda le amanti di craxi il cinghialone? e i casi di politici beccati a letto con le prostitute o a pippare coca?
    La sola differenza è che mentre prima l'arroganza del potere tendeva a nascondersi nelle pieghe dell'indifferenza generale adesso berlusco silvioni te la sbatte in faccia.
    Lui è lui è noi non siamo un cazzo e ce lo dice senza remore: lui si può permettere di delinquere per legge senza essere punito, lui si può permettere di cambiare le regole come gli aggradano, lui si può permettere di andare a mignotte (e che mignotte!) senza pagarne lo scandalo, lui si può permettere di mentire senza essere sbugiardato luisi può permettere di mettertelo i quel posto ed essere anche ringraziato.
    Una cosa però gliela devo riconoscere: rispetto ai politici della prima repubblica berlusco silvioni almeno le cose te le dice in faccia.
    Il che per uno come zamax è una aggravante dato che continua a vivere in un mondo popolato di feroci comunisti trinariciuti mangiabambini statalisti centralisti demoplutocattogiudaici che vogliono abbeverargli i cavalli cosacchi nella vasca da bagno di casa.

  5. Luca

    Non sono di sinistra e addirittura ho votato Berlusconi nel '94, eppure questo articolo non mi convince. E' solo bassa propaganda, o un esercizio di fantasia. 15 anni sono tanti e il risultato, dopo tante chiacchiere sul liberalismo, è un governo socialista, statalista, guidato in modo autoritario da una persona evidentemente disturbata che si permette di dire e fare cose che nei paesi civili a un politico non sarebbero permesse. Nessuna indicazione fa sperare in un'inversione di rotta. Abbiamo un ministro dell'economia che cita la Bibbia, un ministro dell'istruzione che fa ricorsi per infilare i preti negli scrutini. Il problema dei cattolici non solo non è risolto ma continuerà ad avvelenare il paese per anni. Tutta la faccenda dei presunti dialetti regionali è fumo negli occhi per gonzi analfabeti.

  6. giuspe

    ..sssssí.

    e Mussolini ha fatto delle cose buone, comunque.

    <macro mode ON>
    RGHT_CLICK->Move_to_trash.
    RGHT_CLICK->Empty_recycle_bin.
    [sfruuuush!]
    <macro mode OFF>

  7. pietro60

    Effettivamente se si fa un bilancio dei 15 anni di attività politica di Berlusconi il risultato è abbastanza penoso: si parla di rinnovamento, ma io non ne vedo, dal punto di vista dell'alternativa al comunismo mi sembra che i risultato siano stati anche peggio, solo dopo la discesa in campo di Belrusconi e grazie alla sua inettitudine i comunisti sono riusciti ad andare al governo per ben 2 volte.
    I politici che ci troviamo al governo e all'opposizione sono gli stessi e hanno le stesse idee di quelli di 20 anni fa, se il fatto che i partiti abbiano cambiato nome e si siano rimescolati a Zamax sembra un gran cambiamento non so, e di grandi cambiamenti reali finora non se ne sono visti.

  8. aliantes

    Purtroppo il calzino è lercio e puzzolente proprio grazie alla classe politica primarepubblichina rappresentata in modo eccelso in tutte le “virtù” da Al Pappone. Basta leggere le UNDICI domande a Berluskaz (anche quelle senza risposta, ma erano altri tempi) della Padania del 1998 per capire il rinnovamento che ha portato Al Buffone.

    Nulla di nuovo sotto il sole se si esclude la nascita di un centrodestra monolitico (in senso negativo) e senza idee ed un centro sinistra che appena nato e già sgretolato come un wafer sotto il culo di un elefante.

    Se vi accontentate di questo in 15 anni, beh, alla faccia del rinnovamento!

  9. Ma ragazzi, cercate di vedere le cose con gli occhi della storia e non con quelli della cronaca. Non fatevi incantare dalle chiacchiere sulle prime e le seconde repubbliche. La bella politica non ci sarà mai e i protagonisti della politica saranno sempre in generale degli esempi di mediocrità. La politica, anche se il concetto è necessariamente un po’ vago, dovrebbe rappresentare la società e i rapporti di forze al suo interno. Entra in crisi quando vi è un decifit di rappresentazione e si forma un tappo alla sua porta d’ingresso. Alla fine degli anni ’70, anche a causa della situazione internazionale, l’Italia aveva raggiunto il massimo della mummificazione politica: la balena rossa e la balena bianca, ovvero un elettorato comunista così massiccio da costituire la più grande anomalia delle nazioni occidentali, e un elettorato bianco che votava sempre più turandosi il naso visto che per la DC – sempre a causa in gran parte della situazione internazionale – la politica era una sinecura e del suo elettorato fondamentalmente “conservatore” (non in senso religioso, ma nel senso dell’allergia alle tasse e alla burocrazia, per dirla in soldoni) se ne sbatteva altamente. In campo economico c’era il gruppo di potere intorno alla FIAT e satelliti da una parte e i sindacati storici – soprattutto la CGIL – dall’altra. Queste forze, ciascuno nel suo ambito, “gestivano” il paese. Col craxismo si aprì la prima breccia a sinistra. Il nuovo genera il nuovo e quindi il craxismo insensibilmente, quasi sotto traccia, piano piano cominciò a mettere in crisi le sinecure della DC. Infatti una parte dell’elettorato conservatore, incoraggiato dall’indebolimento dell’egemonia comunista, cominciò a guardarsi intorno per trovare un altro interprete dei suoi interessi e lo trovò nella Lega. Le prime Leghe nacquero in Veneto, me lo ricordo bene, perché la Liga Veneta cominciò a farsi un nome proprio nella Marca Trevigiana. Ma era più che altro un fenomeno culturale, quasi folcloristico, più che politico. La Lega Lombarda, che nacque dopo sull’esempio veneto, fin dall’inizio ebbe un carattere prettamente e quasi violentemente politico. I toni nettamente più duri. Tuttavia non vi fu alcun boom della Lega Lombarda fino a quando, invece di limitarsi ai temi identitari, Bossi non cominciò a battere il pugno sul tavolo al grido di “Basta tasse!”. A parte la breve stagione dell’Uomo Qualunque, questa era la prima volta che da una forza politica si prendesse in mano l’artiglieria retorica antitasse, ma la stranezza non è che la Lega finalmente lo facesse ma che in Italia nessuno mai l’avesse fatto prima, perché in realtà questa retorica è merce comune e naturale di quasi tutti i partiti “conservatori” occidentali. E significava anche che la DC non si era mai evoluta e si era oramai disabituata ad ascoltare il suo elettorato. Non bisogna farsi ingannare che la Lega usasse toni fortemente antisocialisti; Milano era il centro del potere di ambedue le forze politiche; ma tutte e due erano il Nuovo nel panorama politico italiano. Non è un caso che Mani Pulite sia esplosa proprio in Lombardia e poi nel Veneto: era il territorio dove le forze politiche tradizionali risultavano più fragilizzate e i venti di novità si facevano più sentire. In un certo senso Craxi fu vittima di se stesso e dei meccanismi che aveva messo in moto. L’idillio degli italiani con Mani Pulite durò solo qualche mese. Si vide ben presto che in mano a magistrati politicizzati essa doveva servire a eliminare proprio tutti gli avversari del Vecchio rappresentato dal PCI, dalla DC, ossia quella disposta a diventare la ruota di scorta del PCI, dall’incartapecorito establishment confindustriale attorno alla galassia del Nord, dai prefetti della Cultura Egemone, dalla burocrazia, dai ventriloqui della Costituzione nata dalla Resistenza ecc. ecc.
    Non a caso per quindici anni questi ultimi hanno sempre sostenuto la sinistra. Non a caso leghisti e socialisti craxiani fanno parte dell’esercito berlusconiano. E’ una lotta di potere che in quindici anni ha visto il Nuovo resistere e fortificarsi. Con le ultime elezioni l’Olimpo Confindustriale si è arreso alla nuova realtà. Per questo oggi i killers di lunghissima milizia di Repubblica fanno meno paura e si risponde loro con le loro stesse armi e perfino sbeffeggiandoli. E’ una lotta di potere ma le ragioni della storia e della democrazia stanno dalla parte di Berlusconi, perché la democrazia reale sta anche nel riequilibrio delle forze rappresentate. Per la bella politica, o meglio, per quella presentabile ci risentiremo quando l’Italia sarà un paese “normalizzato” e quando la sinistra seppellirà definitivamente l’ascia di guerra. Questo è il presupposto necessario per l’Italia fighissima che ognun nel suo pensier si finge…

  10. pietro60

    La politica è avere idee e saperle mettere in pratica nella forma di leggi e provvedimenti che portino cambiamenti reali nella vita dei cittadini, non la vuota retorica del nuovo che è solo spoil system, della finta lotta alle tasse che aumentando la spesa pubblica improduttiva porta alla fine ad un aumento della pressione fiscale, della lotta alla burocrazia che moltiplica le poltrone per gli amici.
    Zamax veramente pensa la stotia darà più importanza alla vuota retorica del nuovo che non cambia niente nella vita dei cittadini e un politico come Bassanini che con alcune semplici leggi ( come l'autocertificazione ) ha portato più miglioramenti nella vita dei cittadini di 15 anni di berlusconismo ?

  11. Pingback: L’Italia rivoltata come un calzino. Da Berlusconi. « Zamax

  12. Abr

    Pezzo estremamente centrato Zmax, complimenti.
    Due i punti qualificanti: e' considerato scorretto, sconcertante e fuor dalle regole del protocollo che uno “non progressista” risponda al fuoco con il fuoco: il secondo e' la scossa che il Cav., volenti o nolenti, ha dato all'Italietta della conservazione dei soliti, appoggiati dal culto delle masse, vedi Avvocato.
    Quanto alle reazioni quasi unanimi non ti preoccupare Zamax, sono implicite conferme alla tua tesi.
    Hai presente i bambini che chiudono gli occhi, si tappano le orecchie e gridano lalalalala per non sentire? Ecco, e' l'Italia media di quelli che “siinformano”, disturbata nel suo dolce sogno artificiale dalle tue considerazioni fuori dal coro, che ti risponde.
    cioa, Abr

  13. AG

    Storicamente? Storicamente siamo allo sfascio. Economia ingessata, PIL che da 15 anni ha l'encefalogramma piatto, debito pubblico agli stessi livelli di quando lasciò la mano Cirino Pomicino, l'istruzione uguale se non peggio (non mi pare di aver visto nuovi centri di eccellenza universitari) con tutti i baroni ancora lì ma però saremo salvati dal dialetto, informatizzazione della PA rinviata sempre alle calende greche perchè non ci stanno i fondi, meglio non continuare…
    Sai caro Zamax l'unico personaggio che rimarrà nella storia? Il povero Prodi, si, si, il Mortadella. Che ci ha portato nell'Euro, unico atto di governo sostanziale degli ultimi 15 anni, e ci ha salvati dalla bancarotta in stile argentina.
    Adesso bravi, tu e Abr potete pure tornare a giocare a Capitan Berlusconi contro gli Stalinisti cattivi, ma non fate troppo chiasso che gli adulti lavorano.

  14. exmj

    Certi sostenitori di Berlusconi fanno quasi tenerezza. Quasi. Berlusconi risponderebbe ad attacchi partiti per primi da altri eh? Già, me lo ricorderò solo io allora che il primo giornale a virare sugli attacchi alla vita personale è stato il Panorama del grande, intelligentissimo Ferrara, quello che adesso fa lo schifato della deriva ” moralizzante”. Su quella copertna c'era un Di Pietro con una signorina in quella che si definiva la garconniere di Di Pietro. Naturalmente, tra quelli che allora invocarono il sacro diritto di fare le pulci ad ad un asserito moralizzatore ( Di Pietro), ci sono adesso gli stessi che si dicono inorriditi da questa indecente invasione della privacy delle persone, ora che è rivolta verso Berlusconi.

  15. Lelith

    Mah continuo a non vedere quali siano i meriti storici di berlusco silvioni. Fino al 1989 la politica italiana era “bloccata” dalla dialettica della guerra fredda, una volta venuta meno questa “armatura” la politica italiana non ha fatto altro che adagiarsi sul modello vincente, cioè quello consociativo statunitense.
    E questo non certo per merito di berlusco silvioni, semplicemente è stato il naturale evolversi di un sistema di potere che è passato da un sistema dualistico (almeno all'apparenza) ad uno monistico. Chi sente più parlare di conflitto di classe oggi come oggi? eppure il conflitto c'è, esiste la guerra tra “poveri” e “ricchi” per la distribuzione delle ricchezze e del potere. solo che è sparita dall'orizzonte della politica perchè i “poveri” hanno perso la loro rapprensentanza. il piddì non ha certo gli stessi referenti politici del fu partito comunista, ma al pari del pdl è il rappresentante della upper middle class (i furbetti del quartierino docent). come nel sistema statunitense tutto il potere è gestito dallo stesso ceto sociale tramite due diversi rappresentanti.
    Questo cammino lo hanno seguito anche altri paesi (la francia, la spagna, l'inghilterra e la germania) e rappresenta evidentemente la fase storica attuale delle democrazie di stampo occidentale.
    L'unica particolarità è la spettacolare personalizzazione che da noi ha deformato questo processo, ma come nel caso del peronismo, si tratta solamente di un accessorio che non rende l'italia una specificità storica e che è destinato a sparire in una previsione di breve periodo.
    Quindi berlusco silvioni non ha innovato una benemerita ceppa, non è stato lui a cambiare le carte in tavola ma sono stati meccanismi molto più grandi che hanno agito su scala internazionale. se mai il nostro caro leader ha alterato questo processo storico rallentandone il corso attraverso la persolizzazione di tutta la politica che invece di affrontare i grandi temi della contemporaneità resta avviluppata in una immensa rete di conflitti di interesse.

  16. Cribbio, il mangiapreti Nicotri schierato come scudo umano a difesa di Boffo sulle pagine dell'Avvenire! Il mondo è andato in testacoda!!!

  17. rebyjaco

    Qualcuno ha avanzato la proposta di tappezzare l'Italia con le dieci domande di Repubblica, magari anche autotassandoci per rendere l'idea possibile. Non è una cattiva idea, anche se però,trovo le dieci domande poco incisive para che abbiano effetto nella mente dei sostenitori di Berlusconi, credo che costoro ammirino un Presidente degenerato e furbastro piùttosto che biasimarlo. Però, ho letto le 11 domande che l' 8 Luglio del 1998 La Padania (di bossi) pose al Cavaliere e che riguardavano il mistero di come LUI si fosse trovato IMPROVVISAMENTE in possesso di enormi Capitali. Queste sono domande che farebbero incazzare anche i SUOI sostenitori, aggiunte alle altre 10 domande, farebbero un bel pacchetto. VI PREGO, LEGGETELE, PUBBLICATELE, RENDETELE NOTE. Perchè non vengono riprese dalla stampa “”amica”" e pubblicate?
    LA PADANIA 8 LUGLIO 1998 . Le trovate pure sul PD. Network (il cannocchiale)

  18. bho

    salutaci il conte igor, pataccaro…

  19. Il vostro Zamax sarà anche fazioso, ma il berlusconismo lo capisce benissimo, tanto che sembra quasi ispirarlo. Oggi la prima pagina del Giornale è questa:

    Repubblica, Agnelli e De Benedetti
    CADONO GLI DEI E SI FANNO MOLTO MALE
    Volevano regolare i conti con il Cavaliere, ma invece i poteri forti sono stati messi a nudo nel giro di poche settimane estive. Non è in pericolo la democrazia, ma stanno crollando le oligarchie intellettuali ed economiche che hanno dominato il paese.

  20. pietro60

    Infatti gli articoli del giornale e i discorsi di zamax hanno in comune il fatto di essere aria fritta mediatica, se siluare un paio di giornalisti facilmente sostituibili è tutto il potere della corazzata berlusconiana sono messi male, le oligarchie economiche hanno ottima salute in Italia, non per niente anche il SIlvio ha dovuto calare le brache più di una volta, costretto a vendere le sue attività fallimentari nell'edilizia a Tronchetti provera e a mendicare per la figlia un posto ne CDA di Mediobanca, se zamax fosse un antiberlusconiano averbbe pubblicato su sei colonne la notizia del sorpasso del fatturato di Sky nei confronti di Mediaset, della continua emorragia di spettatori di cui soffrono le sue tv come esempio di un declino inarrestabile, ma si sa certe notizie sono poco funzionali ai suoi sogni di gloria……

  21. borioso

    Quante stronzate ha scritto il seguace di Silvietto il nanetto, non sono ne di dx ne di sx, sono un libero cittadino ed un libero elettore che vota dai tempi della DC, non vedo nessuna differenza, da quando il nano è sceso in campo, piuttosto ci siamo allontanati vistosamente dai paesi più industrializzati e civilizzati per avvicinarci a quelli meno civilizzati e più arroganti, vedi gheddafi, manca poco infatti che verremo cacciati per inadempienze dalla comunità Europea, è per questo infatti che il nano sta preparando l'Italia ad entrare nell'Unione Africana di gheddafi, auguri e grazie nanetto.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>