Fatti, non parole! Il governo scalda i motori

22/04/2008 - Aria nuova, vita nuova: Bossi torna, Tremonti anche, Calderoli pure. Una ventata di novità arriva dall’alleanza Popolo della Libertà-Lega: per rinnovare finalmente questa nostra povera Italia. E’ passata la nottata. Ci sono voluti 2 lunghissimi anni. Ma finalmente, il 13

     
 

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Aria nuova, vita nuova: Bossi torna, Tremonti anche, Calderoli pure. Una ventata di novità arriva dall’alleanza Popolo della Libertà-Lega: per rinnovare finalmente questa nostra povera Italia.

E’ passata la nottata. Ci sono voluti 2 lunghissimi anni. Ma finalmente, il 13 e 14 aprile, un nuovo giorno è arrivato. La breve stagione del centro sinistra è tramontata, con il suo carico di promesse tradite, di parole vuote, di delusioni. La gente non ne poteva più di questi politici che predicano bene, ma razzolano male. Adesso, tutto cambia: e la gente torna a sorridere, tristezza e paura sono solo un ricordo. Una nuova era è cominciata. Basta con le parole. Ora ci saranno i fatti. Chiari, semplici, inequivocabili. Perché arrivano uomini eroici. Simpatici. Pragmatici. Anche un po’ antibiotici. Politici che non se ne stanno con le mani in mano senza fare nulla. Ma che ascoltano i bisogni della gente e, più veloci della luce, trovano le soluzioni a tutti i problemi della nostra bella Italia. La sicurezza, ad esempio. Non siamo più al sicuro. La mafia? Ma che c’entra, quelli non danno mica fastidio, anzi. La colpa è tutta degli immigrati. C’è troppo buonismo nelle leggi italiane. E allora, via quella legge lassista che oggi regola l’immigrazione in Italia. Quella comunista, la legge sull’immigrazione: la Bossi-Fini. Vedrai che questi uomini nuovi, la cambieranno, e risolveranno il problema, una volta per tutte! E poi, basta con le spese inutili e gli sprechi: sono i nostri soldi, quelli che lo Stato ci prende dalle tasche! Le nostre preghiere sono state ascoltate: ad amministrare i nostri soldi tornerà Giulio Tremonti, che a sfasciare i conti dello Stato non è secondo a nessuno.

Ma non è sufficiente. Dalle brughiere della Val Trompia alle lande dell’Aspromonte, s’alza un altro grido: basta con le tasse gestite da Roma! Le tasse che paghiamo devono rimanere nei nostri comuni, nelle nostre regioni. Per fortuna arrivano i nostri, che ci ascoltano e ci vogliono bene: ci sarà il federalismo fiscale! Dopo anni di centralismo romano, con quei poveretti dei Sindaci e di Presidenti di Regione che con il cappello in mano scendevano in pellegrinaggio sui colli eterni di Roma ladrona, per mendicare qualche soldino, ecco la soluzione. Fatto! Verrà abolita subito l’ICI, la principale imposta dei Comuni; e poi, più avanti, il Bollo Auto, la tassa che incassano le regioni. Così Comuni e Regioni resteranno senza soldi: ecco il vero federalismo! E non parliamo di Alitalia, ridotta al fallimento da anni di gestioni sconclusionate, con amministratori come Bonomi, Cimoli, Mengozzi, ricompensati pure da stipendi d’oro elargiti tra il 2002 e il 2005. Allora a Palazzo Chigi c’era ancora un bolscevico, un certo Silvio Berlusconi. E poi, per rimediare a questo sfacelo, questa sinistra irresponsabile e senza amor di patria, non s‘è inventata la vendita della nostra compagnia di bandiera agli odiati cugini francesi di AirFrance? Che vergogna! Meno male che Silvio c’è, e ha scovato subito una cordata italiana. Quella a cui tutti volevano partecipare, sgomitavano per entrare. E c’erano proprio tutti: Mimì, Cocò, e anche un altro, che non si può nominare. Poi, passato il voto, la cordata è stata scordata. Ma i nostri eroici, anche un po’logorroici, non si sono persi d’animo.

Ecco i fatti. Ed è spuntata l’Aereoflot del compagno Putin. Ma come disse il poeta: Volta la carta, e Aereoflot non c’è più. E allora, chi resta? Ah, già: I francesi, non più invasori. Sono diventati – un nuovo miracolo? – amici, simpatici. Ah, questi nuovi politici. Eroici. Pragmatici. Anche un po’ figli di buona donna. Adesso che ci sono loro, basta polemiche inconcludenti, litigi tra ministri. Come è successo a Prodi. O come quella volta, tra Fini e Tremonti, nel 2002, (ma anche nel 2003? E nel 2004?). Basta! Ora in Parlamento ci sarà una maggioranza chiara, limpida, anche un po’ Recoara. Coesa, granitica. Dalle valli della Malpensa di Calderoli alle clientele siciliane di Lombardo, dai liberisti ai neoprotezionisti alla Tremonti, con una spruzzata corporativa di Fini. Tutta un’altra storia: saranno eroici, granitici, terrifici. E anche un po’ caotici. Ma Basta parole, ci saranno i fatti a parlare chiaro. Dopo l’inconcludenza del centrosinistra, ci aspettano anni bellissimi. Come una magnifica corsa, a perdifiato. Verso il burrone. Buon tutto!

     
 

31 Commenti

  1. leone scrive:

    Ammazza che covo di sinistroidi che c’è in questa discussione.
    Cantatevela e suonatevela da soli.
    Vi lascio cuocere nel vostro brodo.
    A presto.

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