di vertigoz
postato alle 17:05 del 28 agosto 2008 in CulturaTorna alla home

MA LE SORPRESE DAL SOL PEDANTE NON TERMINANO QUI - In due post, rispettivamente del 9 maggio e del 9 aprile, Yuichiro tratta del secolare problema dei numeri piccoli e dei “numeri enormi” (inframezzati peraltro da un prevedibile “il mio manga preferito”, come un blog napoletano che titolasse “Io e Pulcinella”). Per dirla con la Settimana Enigmistica forse non tutti sanno che i giapponesi hanno dei nomi specifici per i numeri fino a dieci alla sessantottesima, vale a dire dieci seguito da 68 zeri. Mentre noialtri con la nostra notoria e biasimevole arte di arrangiarci dovremmo all’occorrenza ricorrere sciattamente al cacofonico “cento bilioni di quadriliardi di quadriliardi”, i giapponesi hanno anche per questo bistrattato numero figlio della serva un nome ben preciso e circostanziato: “muryo’taisu”. Un numero che immaginiamo si possa udire sovente gironzolando tra mercati e mercatini di Pechino. Mi dia cento bilioni di quadrimililiardi di quadriliardi di pere! Suona male nevvero? Per chi pensa che ci sia un barbatrucco posso testimoniare che hanno un numero anche per 1064, 1060, 1056, e così via, e che i nomi di queste cifre non hanno alcun apparente comun denominatore, a riprova della mancanza di economia semiotica che caratterizza endemicamente i popoli dell’oriente. Il dizionario cinese Zhongua Zihai elenca e ostenta infatti ben 85.568 caratteri e non sarà ozioso leggervi tra le righe un implicito atto d’accusa a noi altri che ne utilizziamo appena ventuno: non c’avete voja de fa’ ‘ncazzo!

LE “AMICHE” DI YUICHIRO - Ma se questo vi stupisce allora urlerete al capolavoro per il post di Giovedì 27 dicembre 2007 in cui Yuichiro confessa le sue passioni più recondite, quelle che peraltro avremmo preferito rimanessero ben celate nella sua matta e calma testolina giapponese. Il post si apre con un warning che ci fa sobbalzare sulla seggiola: “ATTENZIONE! Quest’articolo comprende gli adult contents!”. La lettura integrale del post conferma i nostri peggiori sospetti. Si tratta di un articolo sulle real doll, delle bambolone di plastica che hanno una verosimiglianza inquietante con le donnine in carne ed ossa oltre a offrire rispetto a queste degli indubbi vantaggi in termini di qualità-prezzo. Con quello che le pagate è difficile che si limitino a fare le rizzacazzi, a meno che non siate Yuichiro Watanabe e per far colpo iniziate a parlar loro del vostro manga preferito. Il nostro Yuichiro ne subisce palesemente il fascino tanto che confessa con un misto di pudicizia e sfrontatezza: “Ahhh ne ho comprato già?? Questa domanda è un pò difficile rispondere :D”. L’immagine di Yuichiro che si rotola su un tatami con la sua real doll in un letto di sushi è una di quelle difficili da rimuovere e temo non mi abbandonerà mai. Ma il mio post preferito di sempre è certamente quello del 9 settembre 2007 dall’eloquente titolo “I capezzoli si vedono benissimo”. A corredo dell’incomprensibile topic si può vedere una foto di Yuichiro Watanabe vestito di tutto punto che unisce il suo indice - immaginiamo in segno di reciproca stima - con un uomo vestito da banana gigante (…). Solo nel corpo del post viene finalmente svelato l’arcano: “So che gli uomini italiani indossano la camicia sempre. Ma loro indossano qualcosa sotto la camicia? Per esempio la maglia, la canottiera eccetera eccetera. La maggiore parte degli uomini giapponesi mettono qualcosa sotto la camicia, allora io metto la maglia o la canotteria. Invece qualche amico mio non mettono niente, non so perché ma non vogliono metterlo comunque. Però indossare la camicia senza niente è un po’ osceno secondo me… perché i capezzoli si vedono benissimo da sopra della camicia purtroppo. Comunque gli uomini italiani come fanno??

L’ECCENTRICA MORALE NIPPONICA - Questi Yuichiro sono problemi, ma proverò comunque a risponderti. Vedi il punto è che, a differenza che in Giappone, qui non ci sono distributori automatici di mutandine usate per strada, né fumetti popolari in cui vecchi sordidi inzuppano con fanciulle minorenni. Forse a causa di questa ingenuità in materia sessuale troviamo del tutto normale che si vedano i capezzoli degli uomini e non ce ne facciamo cruccio, anche se dalla prossima volta non potrò fare a meno di chiedermi cosa sta veramente fotografando il giapponese davanti a me: Fontana di Trevi o la mia camicia trasparente? E allora noi ti ringraziamo simpatico sciroccato che non sei altro, ti lasciamo alle tue real doll e ai tuoi origami, alla pizza con le seppie e all’uomo-banana, ringraziandoti per aver condiviso con noi “le cose quotidiane della vita”. Il tuo “livello dell’italiano sarà ancora molto basso” e “forse ti sbagli sempre la grammatica” ma il tuo candore e la tua ingenuità non possono che suscitare tenerezza in noi cinici europei. Arigatou gozaimasu Yuichiro-san. Che le sette stelle di Hokuto brillino ancora a lungo su di te.

COMMENTI (16)STAMPA - FALLO LEGGERE