Chi soffre la fame è obeso
di Maddalena Balacco - 04/06/2012 - Uno studio americano fornisce risvolti incredibili figli della modernità: chi mangia meno, è più grasso. Ecco perché
Fame e obesità, una correlazione che fino a qualche tempo fa poteva sembrare un paradosso ma oggi non più, grazie allo studio di Katherine Koh, studentessa della Harvard Medical School, di prossima pubblicazione.
TEORIA - Secondo lo studio, gli homeless americani sarebbero affetti da una particolare specie di obesità dovuta a malnutrizione: il simbolo della povertà, insomma, non sarebbe più l’eccessiva magrezza, bensì il suo contrario. Un paradosso facilmente spiegabile dai nutrizionisti, ma che certo lascia basiti. E che affonda le sue radici nel 2005, quando a denotarlo e renderlo pubblico fu il neurofisiologo Lawrence Scheier, il cui intento era correlare il fenomeno crescente sociologico e fisico della correlazione fra obesità e fame. E che oggi si declina nell’insicurezza di avere un pasto, che spinge i più poveri ad assumere quante più calorie possibile, non appena possibile, senza badare alle sostanze nutritive. Insomma, in un mondo sempre più fast food, quando i poveri riescono a mangiare, non badano molto alle regole della perfetta dieta mediterranea. Chissà come mai.
NUMERI – Dati a cui la professoressa Koh è arrivata studiando più l’indice di massa corporea di quasi 6000 senza tetto: il 65% di loro era sovrappeso, e di questi il 32,3% soffriva di vera e propria obesità. “Pensavo che avremmo visto molte più persone malnutrite o sottopeso”, ha detto Jim O’Connell, il direttore medico della Sanità Boston per il Programma Homeless e co-autore dello studio. Fra le spiegazioni del fenomeno, la più calzante è senza dubbio quella di Sherry Tanumihardjo, nutrizionista dell’Università del Wisconsin, che ha studiato la fame e l’obesità, ma non è stata coinvolta in questa ricerca. “Le persone che sono senza casa sono sottoposte a forte stress, e lo stress fa sì che i livelli di cortisolo siano più elevati. Ed è questo a portare all’aumento di peso”, ha dichiarato la studiosa. Quindi l’impossibilità di poter avere il potere sul proprio futuro, in questo caso alimentare, porta i disperati ad accumulare quanta più energia possibile ogni volta che si possa, a scapito della “qualità”. Forse non ci voleva una ricerca per scoprirlo.
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E chi fa la diarrea è stitico…..