Certe incresciose vicende non accadono solo a casa nostra ma anche oltreoceano. Mal comune, mezzo gaudio?
L’Agenzia Federale dei Veterani (VA) degli Stati Uniti guidata da James Peake, che ha tra le sue funzioni prioritarie quel
le di coordinare gli aiuti ai veterani di guerra, ad Agosto, forse causa caldo e condizioni metereologiche avverse, ha commesso un pasticciaccio che ha mandato in tilt le cellule grigie di parecchi veterani. Ma vediamo di che si tratta.
Il 13 Agosto scorso la VA ha spedito delle lettere bomba (per la precisione 1864) contenenti un messaggio premonitore di malattia e morte. Il contenuto, chiaramente, non era un invito al raduno annuale della bocciofila dei veterani bensì l’informativa che ognuno dei malcapitati aveva contratto la sclerosi laterale amiotrofica chiamata anche “Morbo di Lou Gehrig”. Non proprio una notizia che si vorrebbe ricevere con una semplice missiva, soprattutto se preannuncia una “lenta condanna a morte”. E con l’occasione sempre nella lettera incriminata, l’Agenzia Federale dei Veterani avvisava che in virtù dell’accertato stato debilitante a vita, si stava provvedendo a degli aiuti finanziari e benefits per aiutare i “poveretti”. Or bene di questi 1864 nominativi a cui sono state recapitate le lettere ci sarebbero più di 600 veterani che non sono affetti da questa malattia. Una testimonianza ci arriva direttamente da Brent Casey che ha subito chiamato la CNN per denunciare l’accaduto. Nel frattempo l’Agenzia Federale dei Veterani sta cercando di rimediare all’increscioso pasticcio occorso chiamando direttamente ogni singolo veterano per informarlo dell’errore. La faccenda si fa sempre più intricata anche perché non è ben chiaro come sia stato possibile un errore del genere. La ”VA” ha dichiarato in maniera sbrigativa che il disguido è stato originato da un file che ha creato un “errore code”, il quale a sua volta ha “trascinato” involontariamente più di 600 nominativi errati, ma, ci si chiede:”qualcuno l’avrà anche premuto il tastino per ricercare i nominativi, non vi pare?”. Al momento al Dipartimento tutto tace e, ci si deve accontentare della semplicistica affermazione (forse una giustificazione oramai divenuta di rito, non credete?) “dell’errore di codice” con tanto di scuse informatiche! Non dimenticando il fatto che la “VA” al momento ha centinaia di migliaia di richieste di pensioni non evase ed eroga stipendi, non definiti propriamente “da fame”, ai suoi impiegati che variano tra i 60mila ei i 70mila dollari annui con aggiunta di bonus extra erogati ai manager senza relativi giustificativi. Nel frattempo veniamo a conoscenza di un altro dettaglio da non sottovalutare: il rimborso che la ’VA” dovrà erogare a tutti i veterani che sono corsi subito ai ripari, consigliati dalla stessa Agenzia Federale sottoponendosi ad accertamenti medici privati e costosi al fine di verificare il loro effettivo stato di salute scongiurando la malattia diagnosticata da una semplice lettera. Insomma non sembra proprio che la “VA” navighi in buone acque in questo periodo e sicuramente la magra figura a cui si è esposta potrebbe vederle recapitare presto una lettera “letale” da parte della “AmVets service organization”. Come dire: chi la fa, l’aspetti!


