Ieri se ne andato l’ultimo dei tre fratelli della dinastia più amata e odiata d’America. Con il “Liberal Lion” si chiude l’epoca del sogno americano tutto riforme, diritti civili e sgargianti fanciulle dai costumi poco castigati. Alle quali è andata molto peggio che da noi.
«Abbiamo perso il centro insostituibile della nostra famiglia e della luce gioiosa della nostra vita, ma l’ispirazione della sua fede, ottimismo e perseveranza vivrà nei nostri cuori per sempre» . La famiglia Kennedy celebra l’ascesa al cielo dell’ennesimo santo del clan strappando lacrime di commozione perfino al Presidente Obama che, travolto dall’emozione, dimentica di trovarsi in vacanza dalle parti di Chappaquiddick e si lascia andare ad una affermazione che – non fosse l’eroe del nuovo millennio – sarebbe stata definita una gaffe strabiliante: «Un personaggio unico i cui ideali hanno lasciato un segno nella vita di innumerevoli persone». Segni che a qualcuno hanno fatto male, e parecchio.
VIZI DI FAMIGLIA – Dei Kennedy tutti sanno tutto dal momento che, più che una famiglia vocata alla politica, si tratta di un clan allargato specializzato nella produzione a getto continuo di martiri e di leggende. Da John Fitzgerald, assassinato a Dallas da un improbabile Lee Harvey Oswald, a Bob, morto ammazzato pure a lui, ma a Los Angeles e per mano di un giordano palestinese. Famiglia unita, o quasi, e abile nel guadagnarsi il consenso della piazza usando a dovere i media che fecero sempre e volentieri da araldi di Camelot: erano belli, simpatici e parlavano ai cuori degli elettori di argomenti che nessuno, prima di loro, aveva avuto il fegato di affrontare in modo diretto. Welfare, diritti civili, discriminazione
razziale sono stati anche i cavalli di battaglia di Edward, ma sempre cavalcati con prudenza per non permettere al destriero di disarcionare il fantino. Spesso disponibile alle collaborazioni trasversali, collaborò perfino con il perfido George W. Bush alla riforma della scuola. Ma alla presidenza, nonostante sia stato uno dei pochi della famiglia ad aver avuto in sorte una vita piuttosto lunga, non ci arrivò mai. Colpa di Jimmy Carter che lo distrusse nel 1980, ma soprattutto di una femmina, Mary Jo Kopechne che, nel 1969 e a causa sua, ci rimise le penne.
DONNE, DU DU DU – Anche in tema di rapporti con il gentil sesso i maschietti della famiglia Kennedy furono uniti da una singolare condivisione di appetiti e di sfortunati destini toccati alle loro concubine più o meno ufficiali. Scandaletti, voci, rumors accompagnarono la carriera di tutti quanti, ma nessuno osò mai rinfacciare ai Cavalieri della Tavola Rotonda certe larghe concessioni al modello dell’irreprensibile padre di famiglia che ognuno di loro aveva rivendicato per sé. Non i loro sostenitori, naturalmente, ma nemmeno i loro nemici. Eppure, tra le prede eccellenti si poteva contare niente meno che Marilyn Monroe, mica Noemi Letizia. Chi pagò il prezzo più alto fu proprio il patriarca del Massachussets le cui ambizioni politiche furono compromesse per sempre dalla scandalosa vicenda dell’incidente di Chappaquiddick nel quale perse la vita una ragazza che, all’epoca, faceva parte del suo staff. Per la morte di Mary Jo Kopechne Ted Kennedy si beccò due mesi con pena sospesa per omissione di soccorso, ma la vicenda ha molti risvolti che sono ancora oscuri e i sospetti che le cose non andarono proprio come il senatore raccontò al processo sono ancora forti. Il senatore negò sempre di aver avuto relazioni inconfessabili con la sua collaboratrice, ma molte delle circostanze dell’incidente non furono mai chiarite. Chi voglia farsene un’idea, può leggersi i file contenuti negli archivi del FBI sulle dimostrazioni di spergiuro contestate a Kennedy. Sono fatti, comunque, che il cadavere della ragazza venne ripescato coi pantaloni, ma senza mutandine, che non fu mai richiesta l’autopsia e che le macchie ritrovate sulla blusa di Mary Jo e frettolosamente definite di sangue potrebbero essere di erba. Aggiungiamoci che l’incidente si disse che avvenne alle 23,30, ma che lo sceriffo del luogo vide una Oldsmobile uguale alla sua e con alcuni numeri di targa che coincidevano a mezzanotte e quarantacinque nei pressi di una stradina vicino al cimitero. Dulcis in fundo, il leone liberal ritenne opportuno informare dell’incidente le autorità solo il mattino seguente: secondo quanto afferma John Farrar, il sub che ripescò la ragazza, la poveretta morì soffocata (e non annegata) circa una mezz’ora dopo l’incidente. Se l’uomo i cui ideali eccetera eccetera avesse dato l’allarme per tempo, probabilmente Mary Jo non sarebbe morta.
ETICHE A CONFRONTO – Ora, considerando che tra una collaboratrice morta in circostanze a dir poco sospette e una cavalcata con una escort c’è una certa differenza, ci si sarebbe aspettati un poco di pudore nel celebrare i meriti di un personaggio che ha avuto sulla coscienza un fatto di questa gravità. Invece, niente! Certo, qualcuno ricorda la vicenda, ma giusto per declassarla ad incidente di percorso che compromise le giuste ambizioni di un tale statista. Sul Corriere dei Piccoli si legge addirittura che: “Fu un parlamentare eroico, spesso bipartisan […] il massimo legislatore dell’ultimo mezzo secolo. Il «ciò che non è stato e che poteva essere» del suo discorso del ’68 è il suo epitaffio: Ted non è stato ma poteva essere un grande presidente.” Eppure, per qualche notte brava consumata nel giardino del peccato di Villa Certosa, di Berlusconi si è scritto a fiumi di inadeguatezza al ruolo, di obbligo morale superiore vista la carica, di oltraggio ai valori. Sarà anche che Berlusconi non è Ted Kennedy, ma viene il sospetto che, almeno per alcuni, in fondo sia meglio così. Di sicuro lo è per Patrizia D’Addario e per Noemi Letizia. A parità di sempiterna fama, è preferibile riempire le pagine della cronaca rosa per una notte trascorsa col brutto anatroccolo nostrano al posto della nera nella quale sono finite, molto spesso, le damigelle dei Cavalieri di Camelot.









gran pezzo (e pensare che era una prova)!
Forse questo articolo è la prova che i moralisti lo sono sempre a senso unico.
Quando si parla di reati a carico di berlusconi si pretendono giustamente prove inoppugnabili, ma quando si tratta di persone politicamente poco gradite chissà perchè valgono le cose presunte , le ipotesi mai dimostrate e le ricrostruzioni partigiane prive di prove.
Kennedy ha pagato con una condanna, con una posizione marginale e con una vita inseguito da sciacalli, ma le sue capacità sono state apprezzate e utilizzate anche da suoi avversari politici, la differenza maggiore con Berlusconi è che al di là di valutazioni moralistiche finora in 15 anni di attività politica come capo di una coalizione che si diceva liberale di non aver combinato niente di buono.
Il difetto di Berlusconi non è nella sua vita privata, ma nella sua inettitudine come uomo di governo.
” le ipotesi mai dimostrate e le ricrostruzioni partigiane prive di prove.”
qui però le ipotesi sono diventate tesi e le ricostruzioni le prove le avevano, pietro (parlo di Ted)
Premesso (sono l’uomo delle premesse) che i polveroni da sex-gate sul cavaliere hanno giovato per primo a lui e al suo esecutivo, coprendo i nodi problematici del paese irrisolti e scoperti, premesso questo mi pare un bel necrologio, chissà se verrebbe uguale per gli “eroici amici” Bush.
Comunque spalare il letame davanti alla propria abitazione per gettarla davanti a quella del vicino rende bene.
Esatto ma la frase “Ted Kennedy si beccò due mesi con pena sospesa per omissione di soccorso, ma la vicenda ha molti risvolti che sono ancora oscuri e i sospetti che le cose non andarono proprio come il senatore raccontò al processo sono ancora forti” è pura ipotesi.
La mia osservazione era semplicemente sul fatto che i sospetti su Ted Kennedy sono altrettanto fondati dei sospetti di Travaglio sui collegamenti tra Berlusconi e la criminalità organizzata, con la piccola differenza, per me sgradevole che l’accanimento nei confronti di una persona appena morta non mi sembra granchè coraggioso.
Per dimostrare la tua falsità ti cito, pregando ri rileggerti e di essere ben rilettoda chi commenta:
“ETICHE A CONFRONTO – Ora, considerando che tra una collaboratrice morta in circostanze a dir poco sospette e una cavalcata con una escort c’è una certa differenza, ci si sarebbe aspettati un poco di pudore nel celebrare i meriti di un personaggio che ha avuto sulla coscienza un fatto di questa gravità. Invece, niente! Certo, qualcuno ricorda la vicenda, ma giusto per declassarla ad incidente di percorso che compromise le giuste ambizioni di un tale statista.=….
…..Eppure, per qualche notte brava consumata nel giardino del peccato di Villa Certosa, di Berlusconi si è scritto a fiumi di inadeguatezza al ruolo, di obbligo morale superiore vista la carica, di oltraggio ai valori. Sarà anche che Berlusconi non è Ted Kennedy, ma viene il sospetto che, almeno per alcuni, in fondo sia meglio così. Di sicuro lo è per Patrizia D’Addario e per Noemi Letizia. A parità di sempiterna fama, è preferibile riempire le pagine della cronaca rosa per una notte trascorsa col brutto anatroccolo nostrano al posto della nera nella quale sono finite, molto spesso, le damigelle dei Cavalieri di Camelot.”.
Ne seguirebbe: negli States c’è meno lbertà di stampa, la giustizia amaricana è peggiore di quella italiana, Berlusconi è un discolo con le puttane tentatrici me per il resto… Ted Kennedy è stato invece un possibile assassino.
Questo è il messaggio che si legge: Tu non sei un giornalista Mauro Senzatera, ti dibatti consapevolmente in cerca di un “posto” meglio retribuito all’interno del sistema della corruzione delle menti necessaria a Berlusconi per governare.. Ma questa non è una notizia: solo una ulteriore presa d’atto.
@ pietro
sì, sono ipotesi che potrebbero aggravare la percezione di un fatto già grave di per sé (così come la circostanza dell’abbigliamento intimo, che darebbe un altro “gusto” al fattaccio). Non è che cambino molto la percezione dell’evento, e se la cambiano la fanno dando un retrogusto di “peggio” a quello che è già “male”.
“per me sgradevole che l’accanimento nei confronti di una persona appena morta non mi sembra granchè coraggioso.”
eh no dai, non cominciamo a fare questo tipo di distinguo
. Quando Mauro ancora non scriveva su Giornalettismo, io ho scritto una cosa su Wojtyla e Pinochet con il cadavere del Papa ancora caldo…
E’ semplicemente la messa in luce di aspetti poco noti (e scarsamente coperti) della biografia di un personaggio pubblico.
@ vincenzo
secondo me, dimostra invece l’esatto contrario di quello che dici tu, guarda un po’
ERA MALATO E VOLEVA LA RIFORMA DELLA SANITA’!!.
POI SI LAMENTA SE SILVIO NOSTRO SI FA LE LEGGI AD PERSONA
Con Berlusconi per un’Italia laica libera dal giogo clerico – fascista del Vaticano
Io voglio vivere nel mio Paese.
Io voglio che il mio Paese sia un Paese libero.
Lottiamo insieme a Berlusconi per non essere costretti ad emigrare dal moralismo ipocrita di un’Italia clerico – fascista.
Non voglio essere costretto ad emigrare da un paese clericofascista, populista e xenofobo, in cui regna incontrastato il moralismo ipocrita e ci si compiace per la propria mediocrità.
Un paese in cui l’attività sessuale di un individuo e la sua privacy vengono quotidianamente violate da giornali clerico – fascisti, populisti e xenofobi come Repubblica.
Ottima scelta la denuncia a Repubblica, Silvio.
Ancora migliore la scelta di non andare alla Festa della Perdonanza dei preti.
Facce annà quel pretino democristiano leccaculo, falso e subdolo de Gianni Letta.
Avanti così Silvio: con la Lega, per la Libertà.
Sono con te per lottare insieme per la liberazione dall’Italia dal giogo clerico- fascista del Vaticano e del suo moralismo ipocrita..
@ pietro:
“Forse questo articolo è la prova che i moralisti lo sono sempre a senso unico.”
Mi hanno detto e dato di tutto, ma del moralista è la prima volta. Non che mi importi granchè, ma aggiungo la definizione all’elenco anche se non c’entra una fava il moralismo con il mio pezzo. Grazie per il pensiero.
“La mia osservazione era semplicemente sul fatto che i sospetti su Ted Kennedy sono altrettanto fondati dei sospetti di Travaglio sui collegamenti tra Berlusconi e la criminalità organizzata, con la piccola differenza, per me sgradevole che l’accanimento nei confronti di una persona appena morta non mi sembra granchè coraggioso.”
Errato. Si vede che non hai fatto in tempo a leggere i file dell’archivo del FBI che ho linkato e le pagine del libro (consultazione gratuita) nelle quali un esperto di medicina legale afferma che le macchie di sangue potrebbero non esserlo e, in ogni caso, sono state riscontrate su punti della blusa non proprio compatibili con la ricostruzione ufficiale della dinamica dell’incidente. Nella seconda parte degli archivi (piccolo aiutino, Part02), sono riportate le dimostrazioni di almeno una decina di falsi giuramenti resi da Kennedy al processo e sono elencate una serie di anomalie (bontà loro) piuttosto interessanti. E non ho nemmno scritto tutto, eh? Tipo che la collega e compagna di stanza della Kopechne non si è nemmeno chiesta perchè la ragazza non fosse rientrata in albergo la sera dell’incidente pur avendola vista uscire con il capo. O che Kennedy non si accorse che a 100 metri dal luogo dell’incidente c’era una casa dalla quale avrebbe potuto dare l’allarme. O che dichiarò, a fasi alterne, che i finestrini della macchina erano prima aperti, poi chiusi e poi ancora aperti. (Erano aperti, ci sono foto dell’auto appena ripescata che lo dimostrano). Insomma, io non ho scritto che Kennedy ha fatto questo e quello: ho scritto solo che, volendo, avrebbero potuto fargli – a mezzo stampa – ben più delle dieci domande più famose dell’universo. Invece nessuno le fece e c’è ancora chi, come te, già si secca soltanto per l’ipotesi. Dimmi tu chi è il moralista a senso unico.
@ Vicky: quando morirà G. W. Bush, ne riparliamo. Nel frattempo, sei obbligato a concedere il beneficio di inventario
A Vincenzo ha già risposto Greg, ma tanto è inutile.
Per gli aspetti in questione della vita di Ted Kennedy, forse in questa occasione se n’è parlato poco, ma a me risulta che sia molto facle trovare tutte le informazioni necessarie.
Quando si tratta di trasformare un omissione di soccorso in un omicidio camuffato, come molti sciacalli hanno tentato di fare non mi sembra un semplice aggarvare la percezione, quanto, se non ci sono prove, di una diffamazione pura e semplice, ed è un dato di fatto che si rischia molto meno a diffamare un morto che a farlo nei confronti di un vivo.
Sai come si dice spesso qui, a pensar male si fa peccato però…..
Senza considerare che l’articolo poteva essere anche sopportabile se si evitava di usarlo come argomento a favore di Berlusconi, sinceramente cosa c’entra ?
“Senza considerare che l’articolo poteva essere anche sopportabile se si evitava di usarlo come argomento a favore di Berlusconi, sinceramente cosa c’entra ?”
mea culpa, quella è stata un’idea mia
“Quando si tratta di trasformare un omissione di soccorso in un omicidio camuffato, come molti sciacalli hanno tentato di fare”
ma guarda che non è andata così, anzi: è stato l’esatto contrario. La storia del processo lo suggerisce perfettamente.
“ed è un dato di fatto che si rischia molto meno a diffamare un morto che a farlo nei confronti di un vivo”.
No, guarda, in primo luogo qui su giornalettismo abbiamo “parlato male” di gente in perfetta salute; in secondo luogo, è estremamente improbabile che Kennedy avrebbe querelato giornalettismo, da vivo, perché riportava i verbali del suo processo. Mica per niente: è che non gli conveniva proprio
Il moralismo a semso unico sta nel usare un diverso metro di misura nei confronti di Kennedy o di Berlusconi.
Se Kennedy era un imbecille che ha lasciato morire una persona per evitare di mettersi nei guai, su Berlusconi gravano sospetti altrettanto poco gradevoli, e non si tratta della vita sessuale del vecchietto, ma dell’origine dei finanziamenti che ne hanno favorito l’ascesa negli anni 70.
“ci si sarebbe aspettati un poco di pudore nel celebrare i meriti di un personaggio che ha avuto sulla coscienza un fatto di questa gravità. Invece, niente! Certo, qualcuno ricorda la vicenda, ma giusto per declassarla ad incidente di percorso che compromise le giuste ambizioni di un tale statista.”
Giusta affermazione! in effetti mi chiedo, come mai di fronte alla morte vengono sempre elogiate le qualità di una persona rendendola migliore…e si dimentica delle sue malefatte?
Mi è piaciuto l’articolo!
Se fossimo in grado di dare giudizi equi su ciascuna questione usando gli stessi identici pesi e misure allora saremmo 54.000.000 di giudici e invece siamo 54.000.000 di comissari tecnici della nazionale.
Bravo hai dimostrato che per quello che ha fatto nn e´diventato presidente, perche´quindi dobbiamo tenerci il Berlusca?… che ha avuto un mafioso in casa per anni un certo Mangano?… che un suo avvocato e´stato condannato per corrutzioni di giudici? Che e´stato inscritto alla loggia massonica P2, che si vocifera ad alta voce aver avuto fondi dalla Mafia.
Che ha corrotto un Milss per far fare falsa testimonianza etc. etc…
Diciamo tutta la storia… Kennedy nn era presidente e non lo e´mai stato.
Gli appetiti sesuali degli altri si conoscevano ma sono stati uccisi per le loro idee o sbaglio?
Dimostrazione debole ah ti ricordo anche Bill Clinton, quello delle pompe e´stato chiamato a testimoniare per questo o no? e il berlusca che fa oltre a negare, diffamare querela… bhe se volevi dimostrare qualcosa lo hai fatto che siamo un paese da terzo mondo.
x Mthrandir
Come dice un medico legale afferma potrebbero essere …. non dice non sono quindi ti stai ancora dando la zappa sui piedi ci sono dubbi non risolti ma cmq dubbi, cose che non combaciano ma siamo sempre nel campo dei dubbi…. del sentito dire e del ma.
Quindi c´e´una formula del ragionevole dubbio… ti dice nulla? Ci vogliono certezze per condannare qualcuno no dubbi ed ipotesi.
Forse questo a te sfugge, mentre le affermazioni che travaglio fa sul berlusca sono documentate, sono sempre riportati nome comgnomi, fatti, date e luoghi come l´ultima lettera indirizzata all´onerevole berlusconi da parte dei capi mafiosi ne sai nulla tu?
Ma ovvio questo e´irrilevante per persone come te. E cmq sottolio che il Kennedy nn era presidente degli Usa uno che si e´fatto fare una pompa e´andato sotto processo per aver mentito.
Quindi caro fan del nano, che sta portando a picco l´Italia in tutti i sensi, sarebbe meglio o che smetti di servire o cominciare ad essere un pochino piu´ lucido quando scrivi.
Con il tuo modo anche Stalin, Hitler e Mussolini possono essere fatti passare per brava gente… una piazza una strada l´avranno fatta anche loro.
Io mi vergognerei e un bel po´nell´essere te.
@Mauro
Ti credo sulla parola, ma sono ansioso di leggere il pezzo su Giorgino
andrea, facciamo che non perdiamo tempo a risponderti. Semplicemente, rileggiti il terzo e l’ottavo commento. Se non capisci le parole difficili, sillaba e usa il dizionario.
Ted Kennedy non era Berlusconi…
Ieri se ne andato l’ultimo dei tre fratelli della dinastia più amata e odiata d’America. Con il “Liberal Lion” si chiude l’epoca del sogno americano tutto riforme, diritti civili e sgargianti fanciulle dai costumi poco castigati. Alle quali è andata mo…
Commento OT: perché offendere il Corriere dei Piccoli per fare le pulci al Corriere padre? ;D
Si certo diverso… lui è Berlusconi e gli altri no.
Siamo seri, per piacere, o uno è un putt…. o non lo è, ed evitiamo ridicole motivazioni di classe ed eleganza, che francamente sono ridicole.