La nostra società ha contratto un virus: la xenofobia
26/08/2009 - Percorro il nastro autostradale infuocato, sotto il sole cocente delle due di un pomeriggio asfissiante. Non ho nulla da mangiare nel frigo e decido, per una strana combinazione del caso, di uscire al primo svincolo della tangenziale e recarmi presso
Percorro il nastro autostradale infuocato, sotto il sole cocente delle due di un pomeriggio asfissiante. Non ho nulla da mangiare nel frigo e decido, per una strana combinazione del caso, di uscire al primo svincolo della tangenziale e recarmi presso un ipermercato che conosco, con l’intento di fare rifornimento cibario, qualcosa per un pasto frugale. Posteggio all’ombra, sotto un platano secolare e attraverso l’inferno di asfalto per trovare refrigerio all’ingresso del mercato; attraverso il lungo corridoio rinfrescato dall’aria e vedo da lontano un gigante con una maglietta rossa. Subito colpisce la sua imponenza, man mano che mi avvicino sfodera i suoi denti bianchissimi che emergono dal volto scurissimo e dal cranio pelato. Mi sorride cordiale, si avvicina e leggo sulla sua shirt “Save the Children”, una scritta rassicurante, per me familiare, capisco già cosa si accinge a chiedermi, un’adozione a distanza, cosa che faccio già da tempo, solo 20 miseri euro al mese per donare un futuro a un bambino più sfortunato di noi, un bambino che non si può permettere un’infanzia ovattata come la nostra, un bambino che potrà usufruire di un’adeguata istruzione grazie al nostro sforzo, grazie a una ricarica al mese in meno per il maledetto telefonino.
Ho già tre bambini del mondo in adozione a distanza, ma la decisione che prendo è repentina: un quarto non sconvolgerà certo il mio bilancio, e se si potrà, domani ci sarà spazio anche per un quinto, un sesto e chissà, forse più. Non ha bisogno Marcus (così si chiama il gigante che viene dal Camerun) di convincermi oltre, con la sua suadente cantilena africana condita da un accento meneghino, non ha necessità di illustrarmi le procedure, gli chiedo immediatamente il modulo da compilare. Marcus è giunto in Italia da ragazzino, è un genio, ha lavorato per studiare, ha preso tre lauree e dedica tutto il suo tempo libero a raccogliere fondi per Save the Children. Mi porge la modulistica e mentre scrivo con entusiasmo (tanto l’entusiasmo che riesco a zampettare lettere comprensibili anche senza l’uso degli occhiali, miracolo!!!), ho il tempo per raccogliere le risposte che la gente fornisce alla collega di Marcus, una ragazza giovanissima, gentile, carina e minuta.
Essa intercetta un operaio in tuta sporca ed illustra la sua attività. Risposta: “Ho già due bambini”. Brutto segno questo, se un operaio, un rappresentante di un corpo sociale che dovrebbe sentire come propria la solidarietà, come fatto connaturato, risponde così, qualche segnale di allarme occorrerebbe sentirlo. La ragazza si avvicina a una signora elegante che arranca dietro a una carrello colmo di spesa, ma la risposta è secca: “Non mi interessa”, non le interessa come se fosse un prodotto in vendita, un’offerta di pulitori per la casa, una vendita di pentole. Una terza fornisce una risposta stupefacente: “Il terzo mondo dovrebbe non esistere, essere distrutto e avremmo risolto il problema”, una risposta che ben illustra il clima che aleggia, anzi incombe sul nostro paese, tratteggia l’atmosfera cupa e pesante che ci opprime, peggio dell’afa, peggio delle emissioni di agenti inquinanti. Ma l’ultima risposta è quella disperante, data da un padre di famiglia, un signore “perbene” di mezza età che vuole fare il piacione, il fine umorista a tutti i costi: “Se facciamo fuori tutti i bambini, abbiamo risolto il problema dell’immigrazione clandestina per il presente e per il futuro”. Marcus raccoglie la sfida, si allontana da me e senza mostrare il vulcano che deflagra dentro, chiede flemmatico al signore “perbene”: Lei ha figli?”, “si, ne ho tre” risponde il signore “perbene del nord-est, tutta casa, chiesa e famiglia. “Bene” replica calmo Marcus, “allora cosa direbbe se qualcuno minacciasse di uccidere i suoi figli?”. Il borghese “perbene” perde la parola, mentre la moglie, sin allora impassibile, applaude alla volta di Marcus e guarda con un velo di pietà, commiserando la figura barbina ricavata dal marito.
Chiedo a Marcus da dove tragga tanta pazienza, come faccia a sopportare questo senso rivoltante di nausea provocato da una società di individui che sino a poco tempo fa hanno conosciuto le amarezze delle migrazioni, le umiliazioni dell’esilio, della fame e la nascita della speranza, senza aver sviluppato, o forse meglio, perduto il senso della solidarietà. Marcus mostra altrettanta meraviglia, ha da poco seguito un corso multiculturale, presso l’Università di Milano, in cui ha specificatamente analizzato la Storia della Civiltà italiana, e ne ha dedotto, da me pienamente appoggiato che tale civiltà si è tramutata repentinamente in inciviltà e incultura. Se una società perde la dimensione della propria storia, ne perde completamente le tracce, si lascia sopraffare dall’ignoranza storica, non coltiva la cultura dell’integrazione che il passato le insegna, è una società destinata a perire, questa la conclusione delle nostre riflessioni.
In una società del genere troverai sempre il qualunquista che ti farà notare: “aspetto i nomi dei volonterosi disposti ad ospitare qualche povero extracomunitario in casa propria e a proprie spese . In alternativa disposti a licenziarsi per lasciar loro il proprio posto di lavoro”. Se non fosse un discorso ripetuto a memoria, imparato sulla bibbia di un regime cinico e corrotto, si potrebbe rispondere a queste persone (ad essere generosi) che loro non sanno nulla di ciò che fanno gli spiriti animati di solidarietà, si potrebbe dire loro che non sanno quanti immigrati sono stati accolti nelle case sin dai tempi degli albanesi del Valona, a quanti immigrati è stato trovato un lavoro da soggetti privati, quel lavoro che i figli dei perbenisti non vogliono più svolgere, troppo umili, faticosi e sporchi per i figli della nuova società, non sanno che magari, associazioni spontanee di colleghi applicano una tassazione per aiutare, immigrati e non, a mangiare e trovare un alloggio decente. Inutile rispondere a questi perfetti idioti, non lo comprenderebbero, fanno parte di una società profondamente malata, corrosa da un agente patogeno instillato dai residui dell’intolleranza nazi-fascista, dalla creazione di un nemico pubblico numero uno, ieri gli omosessuali, gli ebrei, gli zingari, oggi gli immigrati i comunisti, i gay. La società italiana soffre di una malattia irreversibile, ha contratto il virus del razzismo, della xenofobia, dell’intolleranza, un virus letale alimentato dalla Lega, un virus destinato a provocare un cancro mortale.













@ pietro
Aramis non ha bisogno di studiare la storia, e anzi se lo aspettava un intelligentone che snocciolasse le cifre (magari meno ridicole delle tue).
La mia era solo una provocazione sul fatto che la storia abbia riservato nomee così diverse ad uguali carnefici. Ma si sa, alcuni sono troppo stupidi per capire e troppo pigri per pensare.
Io ho solo fatto notare che Hitler in 7 anni ha fatto ammazzare il doppio delle persone fatte ammazzare da Stalin in tutta la sua vita, forse tu intendevi che nei campi di concentramento grazie alle camere a gas e ai forni crematori di sangue effettivamente se ne versava poco, era un sistema abbastanza pulito.
Che Aramis non abbia mai sentito il bisogno di studiare la storia è ovvio, si vede benissmo dalle boiate che dice.
Vicky, la tua cieca ostinazione nel sostenere l’insosenibile sarebbe degna di miglior causa. Vediamo un poco:
A. “Questa è veramente bella, da iscrivere col fuoco del Monte Sinai su una lapide indistruttibile e murata dabanti a una sinagoga. I discendenti degli ebrei epurati e costretti a dimittersi, oppure le cui proprietà vennero espropriate in seguito alle leggo razziali, ringraziano sentitamente. Improvvisamente spuntano come funghi revisionisti storici. Andiamo avanti.
No, questa si chiama piccola slealtà. Hai omesso di riportare il cappello del discorso, e cioè la mia chiara intenzione di non voler sminuire o giustificare alcunchè. Ho scritto chiaro e tondo che furono una vergogna e un capitolo doloroso. Il resto è, con tutta evidenza, una precisazione che nulla toglie alla premessa, ma spiega proprio che gli italiani sono piuttosto refrattari al razzismo anche quando viene imposto per legge da una classe dirigente che, per inciso, ci ha creduto poco anche lei. Solo tu ci hai visto una giustificazione.
B. “A no? E cosa era, paura di infestare l’appartamento con i pidocchi? Pidocchi meridionali, che schifo, mica piemnontesi doc. Sentiamo altri graffi sugli specchi.”
Un polemista più astuto mi avrebbe risposto che, siccome in Italia lo Stato finisce spesso ai confini del comune di residenza, l’atteggiamento discriminatorio nei confronti dei meridionali poteva non rientrare nella definizione di razzismo, ma – per certi versi – in quello di xenofobia. Ecco, uno astuto con una minima volontà di attenersi al senso dei termini. Però non è che posso fare tutto io.
C. “Questo è creare nella società l’esigenza di un nemico pubblico da demonizzare, un’ esigenza sociologica sentita dalla classe egemone che utilizza il mezzo per salire al potere o per conquistare e consolidare quello già acquisito. Chi usa questa tecnica in Italia oggi? Chi l’ha usata nella Germania e nell’Italia post 1920? Cosa ha fatto Mccarthy? Proseguiamo”
Qui bisognerebbe davvero scrivere un trattato, ma te lo risparmio. Mi limito a poche osservazioni. Parlare di classe egemone in democrazia è una forzatura evidente: fino a quando si tengono libere elezioni, puoi definirla classe dirigente, ma egemone no. Quanto alle tecniche usate per prendere il potere, il caso italiano e quello tedesco sono diversissimi. Mussolini non usò mai argomenti aventi a che fare con la razza e meno che mai fondò il suo programma di governo sull’eleiminazione fisica degli avversari: per dirne una, se ci fu un momento nel quale rischiò seriamente di fallire, fu proprio per il caso Matteotti. Il nazionalsocialismo di Hitler, invece, sul nemico interno ci fondò l’intero programma politico. Per tua informazione, Mussolini prese il potere assoluto nel ’25 e le leggi razziali in Italia furono promulgate nel ’38 (era uno riflessivo); in Germania, Hitler prese il potere nel ’33 e le leggi a difesa dell’integrità ariana le promulgò nello stesso anno. Il maccartismo è altra faccenda ancora e con la razza non ha niente a che fare. Insomma, hai fatto un bel purè, ma è alquanto indigesto.
D. “Manipolazione della realtà, confusione informativa ormai trita e ritrita: l’estrema sinistra protesta contro Israele per il trattamento disumano riservato ai Palestinesi. Tu, come gran parte del popolo dei berluscones, spiegate propagandisticamente tali manifestazioni, con l’intento di far credere alla gente che siano proteste antisemite. Sono legittime proteste viceversa che pongono in luce la progressiva nazificazione degli estremisti dello Stato di Israele, la segregazione dei palestinesi, la crescente xenofobia e il razzismo dilagante tra ebrei stessi, vedi falscià ed ebrei russi.”
Volessi usare il tuo metro, il solo fatto che non ti rivolgi a me in quanto tuo interlocutore singolo, ma come generico “berluscones”, cioè una specie di negro politico, basterebbe e avanzerebbe a dimostrare che il primo razzista sei tu che tanto sbraiti. Ma lasciamo stare. Secondo te, la sinistra radicale ce l’ha con Israele e non con gli ebrei per via del popolo oppresso palestinese. In sostanza sarebbe antisionista e non antisemita. Conosco bene la foglia di fico della sottile distinzione: il problema è che dalla sinistra radicale arriva, per esempio, l’idea di boicottare la Fiera del Libro nel 2008. Motivo? E’ ospite Israele. Strano modo di combattere il sionismo. Un altro strano modo, visto che un antisionista non ce l’ha con tutti gli ebrei, ma solo con i nazionalisti, è quello di disegnare svastiche su una bandiera che, in ogni caso, appartiene anche ai non sionisti. O bruciandola ai cortei, è uguale. Oppure unendosi, come accadde in Olanda, a chi urlava :”Hamas! Hamas! Gli ebrei nelle camere a gas!”. Pensa che il sospetto che una bella fetta dell’antisionismo nasconda in realtà un atteggiamento antisemita l’ha manifestato un noto berluscones come Napolitano.
E. “Difatti a razzismo ho accostato intolleranza”
Si. Si chiama fritto misto che salva sempre una cena.
F. “Questo perchè la manodopera è necessaria agli imprenditori. Diverso è l’atteggiamento della gente che non tollera alcuna diversità e prova ne è l’elezione di personaggi che non favoriscono l’integrazione, ma acuiscono la misura della separazione tra nativi e “foresti”.”
Hai ragione. Gli imprenditori non sono persone. Sono mostri rapaci che complottano contro la felicità del mondo. Quanto all’elezione delle persone che non favoriscono l’integrazione, ti ricordo che le liste sono bloccate. Detto tra noi, della Lega non ci hai capito un granchè, ma sei in buona compagnia anche se via via meno numerosa. Se avessi capito, e non solo letto, il primo commento di Greg, ti saresti reso conto del granchio che stai prendendo.
G. “Chissà perchè non vi è alcuna insistenza, ma solo la presentazione di quello che tu chiami “prodotto”. Certo che combinare le risposte di fila che ho sentito direttamente, con il fatto che magari le stesse persone affollano, senza insistenze o preghiere, il banchetto della Vodafone poco più in là, fa riflettere, oppure è antifascismo anche questo? Per me l’antifascismo è un valore, nonostante gli assalti revisionisti perpretati in questi ultimi tempi.”
Continui a dare giudizi etici sulle scelte di spesa della gente: per te bisognerebbe spendere in adozioni a distanza obbligatoriamente, anche rinunciando a Vodafone. Invece, ti piaccia o meno, ognuno spende i suoi quattrini come gli pare. Fattene una ragione. Piuttosto, chiedi a Save the Children perchè non riesca a farsi preferire come prodotto a Vodafone. Sinceramente, detto tra me e te, io sono visceralmente contro le scelte conservatrici del Concilio di Trento, ma non è che me ne bullo in giro tutti i giorni nonostante il pontificato poco illuminato di Ratzinger.
H. “A proposito di “chiunque salga su un canotto”, rispondi a questo quesito: ci sono 75 eritrei morti in mare per fame e per sete. Di chi sono le responsabilità oggettive? Tutte dei libici? Tutte dei maltesi? Tutte dell’Europa? Del fato? Oppure qualche colpa, benchè questa sia orfana, a un paio di leggi inique gliele vogliamo obiettivamente assegnare?”
Secondo me, è colpa di Borghezio. Ci vuol così poco a fare felice la gente.
Mthrandir, ognuno revisiona secondo il suo giudizio, il tuo è molto esteso, completo e, ovviamente, parzialissimo.
“No, questa si chiama piccola slealtà. Hai omesso di riportare il cappello del discorso, e cioè la mia chiara intenzione di non voler sminuire o giustificare alcunchè. Ho scritto chiaro e tondo che furono una vergogna e un capitolo doloroso. Il resto è, con tutta evidenza, una precisazione che nulla toglie alla premessa, ma spiega proprio che gli italiani sono piuttosto refrattari al razzismo anche quando viene imposto per legge da una classe dirigente che, per inciso, ci ha creduto poco anche lei. Solo tu ci hai visto una giustificazione”
Grazie per l’assist inaspettato, è quello che sostengo anche io, gli italiani non erano razzisti nel ’38, neanche nell’immediato dopoguerra, sono state le migrazioni interne a far nascere un latente razzismo (perchè di razzismo si tratta, storicamente l’Italia non si è aggregata per aree omogenee, ma attraverso la stratificazione plurisecolare per aree ben distinte, l’unità del paese è una fatto relativamente recente, di conseguenza i meridionali, oltri a d avere ceppi razziali diversi dai settentrionali, sono stati percepiti ed accolti da questi ultimi, come una razza avulsa a quella autoctona), ed è stata la recrudescenza del neo-fascismo e neo-nazismo degli anni ’70, dapprima fenomeno sommerso, quindi tra gli anni ’80 e ’90 emerso scopertamente ed anche coltivato, finanziato dai partiti di destra. Toh, sarà una combinazione che il razzismo ha raggiunto il culmine con l’apparire di partiti quali la lega, lo sdoganamento del vecchio MSI e la “discesa in campo” di un certo cavaliere?
Che delicatezza, che vellutata di verdure chiamare la dittatura fascista “classe dirigente”, che nonostante le TUE giustificazioni ha applicato le leggi razziali. Forse Mussolini non voleva le leggi razziali, forse gli sono state imposte dall’alto, oddio, dall’alto? allora era un fantoccio di Hitler ed è stato costretto a far valicare le Alpi al nazismo ben prima dell’8 settembre!
“Un polemista più astuto mi avrebbe risposto che, siccome in Italia lo Stato finisce spesso ai confini del comune di residenza, l’atteggiamento discriminatorio nei confronti dei meridionali poteva non rientrare nella definizione di razzismo, ma – per certi versi – in quello di xenofobia. Ecco, uno astuto con una minima volontà di attenersi al senso dei termini. Però non è che posso fare tutto io”
Cosa vuoi sono un ingenuo, abituato a polemizzare con la duttilità dei giovani che non devono difendere a tutti i costi un’ideale indifendibile, ma mostrano un’elasticità obiettiva nella critica storica e sociale degli eventi analizzati. Comunque ti ho riposto sopra, nell’inciso tra parentesi).
“Volessi usare il tuo metro, il solo fatto che non ti rivolgi a me in quanto tuo interlocutore singolo, ma come generico “berluscones”, cioè una specie di negro politico, basterebbe e avanzerebbe a dimostrare che il primo razzista sei tu che tanto sbraiti. Ma lasciamo stare”
Te ne do’ pienamente atto, nell’infervoro incorro a brutte cadute di stile, di cui ti chiedo scusa. Quando è giusto è giusto, ma non farci l’abitudine
“Secondo te, la sinistra radicale ce l’ha con Israele e non con gli ebrei per via del popolo oppresso palestinese. In sostanza sarebbe antisionista e non antisemita. Conosco bene la foglia di fico della sottile distinzione: il problema è che dalla sinistra radicale arriva, per esempio, l’idea di boicottare la Fiera del Libro nel 2008. Motivo? E’ ospite Israele. Strano modo di combattere il sionismo. Un altro strano modo, visto che un antisionista non ce l’ha con tutti gli ebrei, ma solo con i nazionalisti, è quello di disegnare svastiche su una bandiera che, in ogni caso, appartiene anche ai non sionisti. O bruciandola ai cortei, è uguale. Oppure unendosi, come accadde in Olanda, a chi urlava :”Hamas! Hamas! Gli ebrei nelle camere a gas!”. Pensa che il sospetto che una bella fetta dell’antisionismo nasconda in realtà un atteggiamento antisemita l’ha manifestato un noto berluscones come Napolitano”
Chissà perchè è l’assioma più gettonato degli ultimi tempi dalla destra: condanna di Israle=antisemitismo. Premetto che nelle mie vene scorre anche sangue ebreo, premetto che slogan e falò di bandiere, simboli, libri e dipinti “degenerati” non rientrano nella mia etica, ma vorrei rinfrescarti la memoria, fare un passo indietro alla metà degli anni ’70, quando i giovani missini sfilavano in corte gridando “Nixon assassino libera il Vietnam” e bruciando bandiere americane (poche idee, ma confuse): tutti possono sbagliare vero? Premesso che i casi più estremi sono limitate a frange circoscritte e limitate, che, guarda caso, vengono additate ad esempio per screditare un intero movimento (stesso procedimento dei black block e del movimento no global, prassi molto efficace tutto sommato quella della destra). Premesso tutto ciò è chiaro e lampante anche ai bimbi delle elementari che lo STATO DI ISRAELE come entità giuridica, non razziale o religiosa, si sta comportando alla stregua dei nazi nei confronti dei palestinesi, Chi nega questa lampante evidenza se la veda con la propria coscienza.
“Si. Si chiama fritto misto che salva sempre una cena”
Preparare la cena solo con le spezie senza gli ingredienti base non riesce, non sei un buon chef.
“Hai ragione. Gli imprenditori non sono persone. Sono mostri rapaci che complottano contro la felicità del mondo. Quanto all’elezione delle persone che non favoriscono l’integrazione, ti ricordo che le liste sono bloccate. Detto tra noi, della Lega non ci hai capito un granchè, ma sei in buona compagnia anche se via via meno numerosa. Se avessi capito, e non solo letto, il primo commento di Greg, ti saresti reso conto del granchio che stai prendendo”
Difatti, la Lega la comprendono solo i leghisti. Per inciso il primo commento di Greg è l’opinione di un parlamentare leghista, ma non è Vangelo. Oppure anche te, come tutta la destra ti credi unto del signore quindi traduci l’opinione in verbo santo?
Purtroppo per te vengo da una famiglia di imprenditori e posso testimoniare la loro bestialità. Assumiamo come termine di paragone il trevigiano: finchè serviva agli imprenditori la mano d’opera extra comunitaria, hanno favorito l’immigrazione, poi hanno dislocato le fabbriche all’estero dove la manodopera costa meno, e hanno laciato a terra tutti gli extracomunitari precedentemente occupati. La popolazione ha percepito come un corpo estraneo questa massa disoccupata e, facendo propri gli slogan degli amministratori locali leghisti, hanno iniziato a chiederne a gran voce l’isolamento, l’allontanamento, il respingimento.
“Continui a dare giudizi etici sulle scelte di spesa della gente: per te bisognerebbe spendere in adozioni a distanza obbligatoriamente, anche rinunciando a Vodafone. Invece, ti piaccia o meno, ognuno spende i suoi quattrini come gli pare. Fattene una ragione. Piuttosto, chiedi a Save the Children perchè non riesca a farsi preferire come prodotto a Vodafone. Sinceramente, detto tra me e te, io sono visceralmente contro le scelte conservatrici del Concilio di Trento, ma non è che me ne bullo in giro tutti i giorni nonostante il pontificato poco illuminato di Ratzinger”
Se tu leggessi nell’articolo vedresti che ho specificato: “una carica in meno al mese del maledetto telefonino”. la tua risposta pone in evidenza la distanza abissale, inconciliabile di come può essere affrontato il problema dei paesi meno sviluppati (perchè sfruttati dalle potenze più siluppate Italia, Russia e Cina comprese). Cert ognuno dispone dei propri soldi, come ognuno predispone e dispone dei propri egoismi, salvo cianciare e strepitare sull’immigrazione clandestina (con problemi annessi, vedi sicurezza, anzi la sicurezza è tale che sono scomparsi totalmente i delinquenti italiani, le rapine nelle ville sono commesse solo da persone con accento balcanico, come se un furbo italiano non potesse imitarlo), senza interrogarsi sui perchè dell’immigrazione, sui modi reali e concreti per risolvere il problema, sui rimedi effettivi al problema. Chissà che tu non mi possa fornire la tua opinione su questi quesiti, ci conto.
“Secondo me, è colpa di Borghezio. Ci vuol così poco a fare felice la gente”
Battuta carina, ma hai eluso la risposta.
Mthrandir
Mi sono dimenticato un passaggio.
Certo confutare la sostanza dei fatti con l’analisi della forma è una prassi assodata del nuovo corso “democratico” intrapreso dal 1992. Sei di bocca buona se ti accontenti di questa parvenza di democrazia, ma de gustibus non est sputazzella!
Il cavalier (toh, anche lui) Benito Mussolini, per assurgere al potere scovò il NEMICO della patria nei comunisti, nelle organizzazioni sindacali, nella classe operaia (che coincidenza, anche oggi!), su mandato della borghesia, degli industriali e dei proprietari agricoli. Forse l’ha fatto contro voglia, forse le squadre fasciste hanno somministrato manganellate e devastato sedi di organizzazioni sindacali a malincuore, fatto sta che certamente non fu una razza d essere messa al bando, ma un’intera classe sociale, non sarà razzismo di razza, ma razzismo di classe, sempre razzismo comunque tu voglia girare la frittatina di spezie.
Vicky, hai alzato la tavoletta. E’ questo il tuo merito.
Che qualcosa effettivamente ribolla nell’intricata teoria di condutture che alimenta la cloaca xenofoba mi pare evidente…non foss’altro per la quantità di commenti che ha suscitato il tuo articolo.
Ciò detto, non concordo su quasi nulla di ciò che hai scritto e mi trovo anzi a condividere alcune delle critiche che ti sono state rivolte. Arrivo addirittura a capire Mithrandir quando irride i tuoi richiami al nazifascismo. Non credo occorra rievocare il suo spettro per allarmare il pubblico su una questione certo drammatica, ma che con quel periodo storico, a mio avviso, ha poco a che fare.
Lasciando da parte l’accademia, credo si possa concordare sul fatto che il nazismo rappresenti il culmine ideale e materiale del razzismo espansivo ed imperialista, mentre ravviso nella xenofobia contemporanea un atteggiamento perlopiù difensivo.
Il conflitto tra marxismo e capitalismo in prima battuta e tra capitalismo dispotico e capitalismo libertario in seconda battuta fu un fenomeno intestino all’occidente.
Tanto è vero che si verificarono paradossi storici altrimenti incomprensibili, quali ad esempio l’appoggio statunitense alle sacche di resistenza facenti capo a Pol Pot in seguito all’invasione della Cambogia da parte del Viet Nam filosovietico.
Ma possiamo anche riportare esempi cronologicamente più prossimi al nostro tempo. Dalla crociata anti-islamica in atto da almeno un decennio, sono esentati tutti gli stati islamici sottoposti al dominio occidentale (Egitto, Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi…)
Dove voglio arrivare? E’ semplice…
L’egemonia materiale dell’occidente non è, di fatto, mai stata messa in discussione.
Il definitivo crollo dell’ideale comunista ha spianato la strada a ciò che storicamente viene identificato con l’occidente: il capitalismo predatore.
Il capitalismo è davvero la più affascinante tra le opere del demonio.
Una macchina tanto implacabile da costringere i propri sostenitori alla xenofobia, mostrandoli nudi di fronte alla contraddizione tra le tanto sbandierate pari opportunità e l’effettivo esercizio delle stesse, irrimediabilmente legato alla destituzione delle sacche di privilegio connaturate all’ideale capitalista.
Una macchina talmente vorace e perfetta da rappresentare l’unica minaccia reale alla propria stessa sussistenza.
Sin ora il capitalismo, prodotto della cultura occidentale, ha assicurato alla stessa un benessere superiore ai propri mezzi in virtù della sottomissione del resto del mondo.
Ma il resto del mondo sta diventando capitalista a sua volta.
Ecco la minaccia.
Ecco la xenofobia.
Il privilegio è occidentale per definizione…chi lo minaccia viene punito con lo sterminio…a meno che…non sia capace di sterminio esso stesso…
La xenofobia odierna non è altro che la difesa del privilegio.
Non ci sarà marxismo se non sarà occidentale.
I negri, privi di potenze nucleari, saranno sterminati a centinaia di milioni, prima che questo secolo volga al termine.
Una sola cosa è in grado di cementare classi dirigenti e classi subalterne all’interno dell’occidente: la difesa del comune privilegio.
La morte dei negri.
Non avrei dato niente in ogni caso a uno che mi avesse chiesto soldi per strada. Troppo alto il rischio di patacche. Se voglio fare una adozione a distanza c'è Internet. Quindi quest'articolista mi avrebbe classificato fra gli egoisti avidi plutogiudaici pdiellini borghesi benpensanti. Un modo di fare inchieste degno del peggioe del debbio.
… l'erba del vicino è sempre più NERA, la colpa è sempre degli ALTRI, avere un OPINIONE è un delitto, il VOLONTARIATO lo faccio IO coi soldi degli ALTRI, noi siamo un paese RICCO con 1780 milioni di EURO di DEBITO pubblico, con il 10% (quello calcolabile) di DISOCUPAZIONE, ma stabilire un limite MAI… MA questi MORALISTI per quanto tempo terrebbero come ospite un SENEGALESE in casa propria, dubito per sempre al massimo un MESE, poi troverebbero il modo di rifilarlo alla SOCIETÀ utilizzando una teoria ad HOC del tipo : gli italiani sono RAZZISTI, bisogna aiutarlo… nel paese dei SATOLLI, vedi subito chi non ha MANGIATO; Forse anch'io non ho mangiato.
spaventa l'incapacità biologica di formulare un pensiero che vada al di là di un luogo comune, del proprio ombelico, del tetto di casa o del portafoglio, di tanti commentatori. proprio non ci riescono.
Premesso che il racconto mi pare un po' troppo buonista e miope (nel senso che l'autore vede il mondo, e quindi tutta la gente, come se dovesse esser simile a lui per esser raccomandabile). L'operaio con due bambini dovrebbe dare 20 euro al mese??!! 20 euro al mese per tanta gente sono soldi. Poi personalmente anch'io schivo qualsiasi iniziativa benefica che trovo per strada, salvo qualcuna ben pubblicizzata e che conosco. Ma se uno mi chiede soldi per strada, dico no, poi con che parole dico questo no dipende da tante circostanze. Certo non farei battute cretine ma la sostanza non cambia.
L'articolo poi sbaglia anche bersaglio. Come detto da altri, la Lega incanala un umore ben presente (che va molto ben al di là dei voti che prende) la cui ragione sta nella mancanza di controllo dell'immigrazione e delle regole. L'applicazione di leggi più ferree e certe (volute dalla lega) ridurrebbe il fenomeno. La gente è semplicemente stanca (e purtroppo c'è una grossa fetta dell'elite italiana che ancora vive nel suo limbo come la regina maria antonietta, o come l'autore dell'articolo). Se si vuole trovare un colpevole a questa situazione lo si cerchi da una parte in chi gode del sistema ma poi fa il buonista e lascia che le regole non vengano rispettate (l'ex sindaco di prato potrebbe insegnare) e dall'altra nella cultura televisiva edonista dell'apparire a tutti i costi.