“Hai sempre desiderato di mettere al mondo un figlio. Ma… un bambino o una bambina? In ogni caso sicuramente alto, biondo, con gli occhi verdi e carnagione chiara, vero? O magari ti piacerebbe uno dai caratteri più tipicamente mediterranei?”
In un futuro non troppo remoto potremmo ritrovarci in procinto di dare una risposta a questi quesiti seduti alla scrivania di un medico pronto a compilare accuratamente un foglio di excel con le nostre dettagliate richieste. Ma per adesso la scienza e le leggi consentono di poter assecondare solo la più classica delle domande sui cui dibattono e si interrogano per settimane i genitori in dolce attesa in attesa di conoscere il responso del fato o del volere divino: “Maschio o femmina?”. E’ in questa direzione che da oggi i britannici possono considerarsi un passo più avanti di molti altri: anche loro potranno decidere anzitempo il sesso dei loro figli. Jeffrey Steinberg, un medico americano, sta infatti offrendo la possibilità alle coppie inglesi di scegliere il genere del loro bambino presso la clinica di New York.
La legge americana dal 2001, nonostante l’opposizione delle associazioni pro-vita, consente infatti, la PDG (Pre-implentation genetic diagnosis), la diagnosi genetica reimpianto, per rivelare il sesso di un embrione. In Gran Bretagna, paese molto più conservatore di quel che può sembrare, si prova adesso ad esortare i genitori, attraverso ad esempio spot su Internet, a non sottoporsi al trattamento. Si punta il dito sull’impatto che le scelte dei genitori potrebbe avere sul bambino, ma la sensazione è che si tratti solo di appelli vani. Secondo alcune stime, infatti, il 15% dei casi di PDG nei più importanti centri medici degli Stati Uniti riguarderebbero coppie estere. “Tu non sei diverso da tutti gli altri pazienti. Sei qui per ottenere quello che vuoi. Per avere un bambino”, riferiscono i medici ai loro clienti stranieri. Lo fa sapere Gary Horton, direttore scientifico della PDG al Genetics e and IVF Institute della Virginia. Insomma, non uno qualunque. L’inizio di una nuova era.




in realtà poter scegliere il sesso del proprio figlio, sotto rigide leggi, potrebbe evitare di mettere al mondo bimbi malati di dustrofia duchenne (che tocca i maschi) per esempio…
e fare la diagnosi pre-impianto non significa necessariamente “selezionare l’erede”…
Chissà se si potranno scegliere prima o poi anche QI e/o carattere: io ho l’impressione che non sarebbe il massimo.
vabbene tutto ma preferisco com’è ora. Non so è tutto così “preconfezionato”. La ricerca sugli embrioni preimpianto per verificare eventuali malattie genetiche è (a mio parere) necessaria, ma arrivare a questo mi sembra veramente eccessivo, meglio andarsi a comprare un bambolotto/a che parla.
“In un futuro non troppo remoto potremmo ritrovarci in procinto di dare una risposta a questi quesiti seduti alla scrivania di un medico pronto a compilare accuratamente un foglio di excel con le nostre dettagliate richieste.”
Il fascino di una gravidanza, credo, stia proprio nell’immaginare ma non sapere a chi somiglierà tuo figlio! programmarlo, studiarlo a tavolino, vanificherebbe la stessa individualità del bimbo…
…quest’ultimo virgolettato però non è una notizia, ma un parere di chi scrive…
La notizia è che nei paesi anglosassoni hanno affrontato la cosa facendo leggi, discutendo. Da noi non se ne può nemmeno parlare ché la CEI s’arrabbia e i soldatini Cattolici corrono in soccorso.
ne te preocupe ciasky, che da queste parti dei signori della Cei non abbiamo pietà
mi sembra che da un punto di partenza plausibile, come la possibilità di selezionare il sesso del nascituro con una diagnosi preimpianto, si tragga una conclusione assurda, nessuna diagnosi preimpianto permette di scegliere un figlio con una particolare caratteristica se questa caratteristica non è già presente perlomeno come gene recessivo in entrambi i genitori.
Oppure pensate che una coppia di nigeriani possa grazie alle diagnosi preimpianto avere un figlio biondo con gli occhi azzurri?
Anche se si dovesse arrivare a identificare tutti i geni che determinano con certezza le caratteristiche volute sarà sempre un figlio scelto tra un campo molto limitato di possibilità, mai un figlio programmato a tavolino, e indipendentemente dal fatto che la cosa possa essere considerata altrettanto poco desiderabile non è assolutamente la stessa cosa.
Dire grossolane inesattezze scientifiche e fare ipotesi fantascientifche mi sembra il modo migliore per far prendere poco sul serio certi problemi.
scusa Pietro in questo articolo si parla di analisi genetica re impianto che credo sia diversa dall’analisi preimpianto. Infatti l’analisi preimpianto esiste gìà da tempo e la si può fare in molte cliniche all’estero tranne che da noi perchè al referendum hanno votato come hanno votato…. In questo caso invece si va oltre e si cita un caso diverso. Non ti pare?
in realtà quello che new york sta ofrendo a londra (leggendo l’articolo originale) è la possibilità attraverso la diagnosi pre-impinato di scegliere il sesso del nascituro. nient’altro.
volevo scrivere pre-impianto
se la scienza lo consente perché non usufruirne? Di solito, per molte cose, io preferisco affidarmi al caso e credo che, anche in questa situazione, non riuscirei mai a scegliere anzitempo, ma non si sa mai.
Insomma, se mi dicessero: vuoi che il pargolo prenda il tuo nasone a patata o quello affilato del papà? i tuoi capelli sfibrati o la foresta tropicale del papà, beh, non mi dispiacerebbe affatto, anzi, forse potrei proprio cedere alla tentazione (meglio dire, al tentativo) di creare al bambino dei presupposti fenotipici migliori…
Però, piccola nota polemica la mia: spero che la ricerca riesca a fare passi importanti anche in altri settori.
Appunto, reimpianto mi sembra solo un banale errore di scrittura…..
freud si sarebbe fatto una bella risata al mio errore di scrittura.
ah, ok. Non so, preferirei che impiegassero le energie e le celluline grigie in qualcos’altro che possa eliminare problemi di salute eventuali e futuri per il nascituro piuttosto che scegliete come dal sarto la stoffa, il colore etc, ripeto meglio comprarsi un bambolotto. Quel che mi preoccupa è che si potrebbe decidere con moolta facilità di procreare anche perchè c’è quest’ulteriore “moda” stile sartoriale. Ma questa è solo la mia personalissima opinione.
Gli inglesi sono a volte involontariamente comici. Invitano i genitori a non fare questi test, che in linea di principio sarebbero utili a prevenire le malattie, pero’ fanno di tutto per seminare il terrore sull’influenza A( la lettera A sta per Aviaria, ebbene si la febbre suina è aviaria XD ). E noi Itali-onzi come al solito seguiamo a ruota come il cieco che segue l’orbo. Mah, che tempi. Ben bene io vado a circoncidermi dopotutto se lo fanno gli americani…
ed ecco a voi in anteprima assoluta il bambolotto da allattare! Mi riferisco a quanto scritto sopra che, forse, sarebbe meglio comprarsi un bambolotto.
http://donna.libero.it/baby_boom/una-bambola-da-allattare-ne2062.phtml?ssonc=1278999674
Salve c’è un metodo che fino ad ora non ha mai sbagliato per poter scegliere se concepire un maschietto o una femminuccia, se siete interessati e volete una o più dimostrazioni della veriticità del metodo contattatemi alla seguente mail miura82@tiscali.it