Il motore di ricerca di Mountain View suggerisce ai suoi naviganti una serie di aggettivi per le parole più cliccate e cercate. Con risultati abbastanza sorprendenti. Tra matematica e scongiuri ecco cosa si scopre sui politici italiani.
LA POLITICA ITALIANA SECONDO GOOGLE – Provate a domandare a Google qualcosa su Berlusconi; scopriremo che nella maggior parte dei risultati il primo ministro è “di destra”, cosa di per sé abbastanza evidente. Ma non è il suggerimento principale che ci offre il motore di ricerca. Secondo i suoi complessi algoritmi matematici il browser ci indica due aggettivi che – a suo modo di ‘ragionare’ potrebbero essere più interessanti: Berlusconi “è laureato”, ma – soprattutto – Berlusconi “è morto”. Ora non si capisce bene se è una speranza, una minaccia, o un fatto scaramantico. Ma “Berlusconi è morto”. Dei partiti di governo è l’unico politico a cui Google dedica suggerimenti del genere, ma per trovarne altri tra le opposizioni bisogna scavare molto o comunque cercare tra le vecchie glorie. Nessuna risposta per i candidati del PD, e dei partiti dell’universo comunista. Nessun interesse per Di Pietro o Casini. Ma, almeno, risorge Veltroni dalle ceneri della sua esperienza di “principale esponente della coalizione” umiliata alle urne con ben due suggerimenti: Veltroni è “laureato”, ma anche “scemo”. Forse era meglio essere morti.
MA PERCHE’ SUCCEDE? – L’algoritmo matematico che governa il motore di ricerca più usato al mondo è ovviamente segreto. Un segreto da milioni di dollari, per cui le speculazioni sulle sue complesse formule sono numerose, talune perfino un po’ fantascientifiche. L’ipotesi più accreditata è che si basi sul teorema di Randfish. Semplificando si tratta di una somma di fattori, ognuno dei quali ha un diverso moltiplicatore (praticamente un valore).
Punteggio Google = (Utilizzo delle parole chiave * 0.3) + (Importanza del dominio * 0.25) + (Link in ingresso * 0.25) + (Dati degli utenti * 0.1) + (Qualità del contenuto * 0.1) + (Spinte manuali) – (Penalizzazioni automatiche & manuali)
L’ultimo punto è una sorta di aggiustamento “arbitrario” di Google: si avvale del giudizio di valutatori interni, di veri e propri bonus ulteriori per i siti più popolari (o che si decide debbano esserlo).
MA ALLORA BERLUSCONI E’ MORTO O NO? – No, Berlusconi non è morto. O,comunque, non ancora. Anche perché, ci ricorda sempre Google, il nostro Presidente del Consiglio è immortale. Semplicemente coloro che parlano della sua morte, politica o meno, augurandola o esorcizzandola, sono persone che lo fanno da siti creati in modo da attirare l’attenzione dei ragni che camminano per la grande ragnatela della rete.




“L’ultimo punto è una sorta di aggiustamento “arbitrario” di Google: si avvale del giudizio di valutatori interni, di veri e propri bonus ulteriori per i siti più popolari (o che si decide debbano esserlo).”
Ah, come mi piacerebbe fare questo lavoro anche oslo per mezza giornata!
Fa molto “stanza dei bottoni”, vero?
la cosa che più mi desta perplessità sugli algoritmi di google non è che berlusco silvioni sia morto… piuttosto che sia “alto”!!!! ben 1.400.000 risultati!!! c’è ancora bisogno di dimostrare che l’informazione sia manipolata?
…io ancora devo ben capire cosa dovrebbe significare “pezzo di terra”.
Trovo molto significativo, seguendo il possibile “algoritmo” di Google descritto da te, quel 1,4 milioni di Berlusconi è alto.
E anche i 32 mila Veltroni è scemo.
Degli algortitmi non ho una grandissima opinione, soprattutto perchè di queste cose non capisco nulla (come del 99,9999999% del resto)…e forse, proprio per questo, un po’ mi affascinano.
Un sorriso iso
C.
@Stefano. “pezzo di terra”, se ben ricordo, era un videoclip o un film.
” Berlusconi, è solo un pezzo di terra ” http://www.youtube.com/watch?v=Ga7MxvB9Trg
Avevo seguito i link di google al video. Ma mi domandavo se “pezzo di” fosse una…parte di algortimo che trovava altri aggettivi…
comunque per me la cosa più bella, Berlusconi a parte, è che io e te ci siam come incontrati nel pensiero, a distanza di mese, cercando la medesima cosa;)nel senso che avevo provato a fare la stessa roba pur io, con gli stessi risultati naturalmente. A me i numerini relativi ai risultati però nn venivano fuori
Veltroni è “laureato”, ma anche “scemo” e aggiungo non meglio di Berlusconi, anzi peggio. ed in effetti da come hai scritto:”Forse era meglio essere morti”. Bellissima frase, che la dice lunga!
a parte il ridicolo complottismo di chi cerca prove di un informazione manipolata anche qui forse c’è forse una cosa che ha contribuito molto a questo risultato:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/17/virus.shtml
C’è un virus che circola da almeno 3 anni attraverso un email sulla morte di Berlusconi…
Pingback: Berlusconi
ragazzi.. l’algoritmo del quale parlate non è nulla di esoterico, semplicemente suggerisce le frasi più cercate dagli utenti. non c’è nemmeno quindi nulla di strano nel fatto che la prima frase ad apparire sia quella del morto. Io stesso vi commento perchè, in un solitario impeto d’odio, ho cercato tale frase e, contribuendo a rendere ancor più predominante la tanto agognata teoria di morte, son finito curiosante su codesto sito. Evviva gli algoritmi, vacui ed innocui fintanto che lo sforzo nel capirli permane nullo!
cheers