Il tumore di F.

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Il tumore di F.
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F. ha 67 anni ed ha scoperto di avere un brutto tumore alla prostata. Si è recato nel policlinico della sua città, e non gli hanno dato speranze: non vale la pena di operare, un po’ di radioterapia per andare avanti, 4 anni; se va bene, forse un po’ di più.

F è andato nell’ospedale di un’altra città. Gli hanno confermato di avere un brutto tumore, da trattare con un intervento complesso e difficile e con una degenza lunghissima: almeno 40 giorni immobile. Ha provato ad andare nella capitale, dove ci sono ospedali all’avanguardia e medici più bravi, ma il responso è stato lo stesso.

F. non si è arreso. Ha chiesto un appuntamento nell’Istituto europeo di oncologia di Milano, quello di Umberto Veronesi, sempre nell’ambito del Servizio Sanitario nazionale. Lo hanno visitato, seguito, operato. Dopo tre giorni è andato a casa, dopo una settimana è tornato al lavoro. Il suo decorso è normale, farà i controlli periodici, non dovrebbe avere problemi.

Una storia di ordinaria sanità italiana; che tra l’altro è mediamente ottima, lo dice l’Ocse. Una storia esemplare, che fa pensare. Adesso va di moda tagliare la spesa, anche in sanità. Non sappiamo quanto costa al sistema sanitario il reparto dell’ospedale della città di F. e quanto quello dell’Istituto oncologico di Milano.

Ma sappiamo di sicuro quale taglierebbe F., se fosse il ministro della Sanità.

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3 Commenti

  1. GIOVANNI PALOMBO scrive:

    Il 23 luglio 1930 si verifico il terremoto del Vulture, sisma di magnitudo momento 6,7 (X della Scala Mercalli).

    A soli tre mesi dal catastrofico sisma, e precisamente il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate alle popolazioni della Campania, della Lucania e della Puglia. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni.
    Mussolini salutò il suo Ministro dei Lavori Pubblici al termine della sua opera con queste parole: ‘Eccellenza Di Crollalanza, lo Stato italiano La ringrazia, non per aver ricostruito in pochi mesi visto che era Suo preciso dovere, ma la ringrazia per aver fatto risparmiare all’erario 500 mila lire’.
    L’intervento complessivo, difatti era venuto anche a costare meno del previsto. Nonostante il breve tempo impiegato nel costruirle e nonostante i mezzi tecnologici relativamente antiquati di cui poteva disporre l’Italia del 1930, le palazzine edificate in questo periodo resistettero ad un altro importante terremoto che colpì la stessa area 50 anni dopo

    • alb124 scrive:

      la differenza rispetto a oggi non è il fascismo, è la serietà con cui si facevano le cose che è cambiata. Costruire case di scarsa qualità non era proprio concepibile per un professionista dell’epoca. Oggi ci sarebbe la coda per risparmiare quei 30 centesimi al chilo di cemento.

  2. voragine scrive:

    è la voragine della sanità l’origine dei mali-i partiti hanno messo le mani con la riforma sanitaria in un settore ricco di voti di scambio, appalti ,carriere pilotate—-il sistema precedente basato sulle mutue, era molto più economico e serio-ma si sa quando una persona manca di intelligenza ,non ritorna mai indietro riconoscendo l’errore,e così sono i partiti

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