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pubblicato il 17 agosto 2009 alle 07:59 dallo stesso autore - torna alla home

E’ Ferragosto e si sa, il leader della Lega Umberto Bossi ama troppo stare sotto il sole prima dei comizi e degli interventi pubblici. E’ per questo che ieri, in una intervista a Sky Tg 24, ha lanciato la ’soluzione finale’ per risolvere contemporaneamente la crisi economica e la disoccupazione giovanile: Lo Stato regali terreni ai giovani per renderli produttivi e dare un lavoro alle giovani generazioni. “In agricoltura mancano i giovani, sono tutti vecchi. I giovani qualche lavoro dovranno trovarlo. Se ci sono terreni agricoli che costano allo stato ma non rendono - ha detto Bossi ieri – allora è meglio darli ai giovani, che non li facciano costare li facciano rendere“. Una proposta che, confermano le voci di corridoio, non è ancora diventata una bozza di legge concreta ma è già stata illustrata al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il cui sguardo di commiserazione nei confronti dell’Umbert mentre ascoltava l’idea non voleva assolutamente essere una bocciatura preventiva!

E, per dare l’esempio, Bossi ha anche detto chi potrebbe essere il primo beneficiario della bozza che presto, secondo i desiderata del Carroccio, diventerà legge: il figliolo Renzo, secondogenito ventenne nato dal primo matrimonio, definito simpaticamente “trota” prima e “salmonetto” poi, che è stato bocciato soltanto per tre volte all’esame al Liceo Scientifico prima di riuscire a passare soltanto quest’anno con 69/100. L’equivalente del “trentacinque e due figure” (come si diceva a Roma tirando in ballo il Tressette) con il quale di solito i commissari d’istituto sono soliti alla fine promuovere quei ragazzi che, pov’rini, si applicano tanto ma non sono intelligenti.

Il figliolo ha quindi tutte le possibilità per rendere appieno nel mestiere che più gli sembra congeniale: il coltivatore diretto.  Il 7 giugno ha pronunciato il suo primo discorso a Pontida, davanti a 60mila militanti. Da gennaio siede nientepopodimenoché all’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia delle Fiere Lombarde, che vigilerà sull’Expò milanese. E, rosicone come papà, è solito togliere dagli amici di Facebook chi si azzarda a percularlo anche solo un pochino. Insomma, la “Missione Zappa” sembra essere davvero adatta al pupo e renderebbe felice anche il genitore, che così potrebbe dire che la Lega è diversa in tutto e per tutto dai meridionali, i quali, nello “Zappatore” portato al successo da Mario Merola, lasciavano il padre a fare il contadino mentre il figlio mieteva grandi successi in società. Qui la storia si rovescerebbe, per la giuoia del tradizionalismo lumbard. Per la prossima ripresa dei lavori parlamentari, un impegno concreto: Renzo Bossi a zappare. Yes, we can.

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