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Terremoto, come sapere se la tua casa è sicura

Gianni Parrini sulla Stampa di oggi pubblica un articolo nel quale spiega come sapere se la casa è sicura in caso di terremoto. La prima cosa da fare, dice la Stampa, è rivolgersi a un professionista (ingegneri, e in second’ordine architetti o geometri) per una valutazione strutturale. Qualora siano ravvisate delle carenze, prima di intervenire il professionista deve redigere un progetto strutturale e depositarlo al genio civile. Il progetto viene valutato e – se ci si trova in una zona sismica – l’autore è chiamato a spiegare quali soluzioni ha prospettato e perché. Spiega Parrini:

Se la procedura è ritenuta valida vengono nominati un direttore dei lavori che segue la realizzazione dell’intervento e un collaudatore che ne certifica l’efficacia. Gli interventi di messa in sicurezza si aggirano intorno al 10-20% del valore dell’immobile (ma il 36% delle spese è detraibile). La certificazione rilasciata al proprietario è un documento che rivaluta l’edificio anche in termini economici.

Poi ci sono gli edifici in muratura:

La prima cosa da far controllare sono i collegamenti tra gli elementi che la compongono: «Bisogna valutare – spiega il professor Mauro Sassu, docente di tecnica delle costruzioni all’università di Pisa – se i muri sono ben “ammorsati” tra loro (cioè se i mattoni di due pareti perpendicolari si incastrano all’intersezione), o se solai e tetto legano bene tutto l’insieme. Queste strutture devono garantire il cosiddetto “effetto scatola”: in pratica, in caso di terremoto l’edificio subisce dei danni ma se questi elementi sono ben collegati non crolla. Il tetto è l’elemento più sollecitato durante un sisma e per tenere deve essere leggero e al tempo stesso resistente».

Le lesioni affioranti sulle pareti in muratura, dice ancora la Stampa, possono fornire informazioni a chi le sa leggere:

«Quelle orizzontali – prosegue Sassu – sono abbastanza normali e rappresentano il modo in cui la struttura scarica l’energia del sisma. Una crepa verticale nel punto di intersezione tra due pareti rivela che queste non sono ben collegate e che l’edificio soffre le pressioni verticali».

E quali sono i rimedi?

«Di solito si interviene per migliorare gli “ammorsamenti”, oppure si inseriscono delle barre metalliche sotto il pavimento o addirittura si rifà il tetto». Talvolta si può intervenire anche dal di fuori con i cosiddetti «controventi sismici »: si tratta di strutture appoggiate alle pareti esterne e capaci di dissipare l’energia di un’eventuale scossa di terremoto.