Giornalettismo estate

Gasparri: sulla RU-486 decida il parlamento. Non la donna, per carità!

8 agosto 2009

Il senatore Maurizio Gasparri se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Essendo trascorsa gran parte dell’estate senza che sia finito sui giornali, la scialba imitazione dell’attore Neri Marcoré ieri ha pensato bene di farsi notare, che per lui significa dire qualcosa di stupido al puro e precipuo scopo di attirare l’attenzione su di sé. Il fortunato tema prescelto è la pillola abortiva RU-486, della quale di recente è stata autorizzata la commercializzazione in Italia dopo anni di discussioni dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Dice Gasparri: “Il Parlamento ha la possibilità di svolgere attività ispettive e conoscitive su ogni materia. E spesso si occupa di cose molto meno importanti che il diritto alla vita, la corretta applicazione della 194, e vicende delicate come quella della Ru486. Con tutto il rispetto dell’Aifa, il Parlamento è molto più importante ed è legittimato dal voto dei cittadini“. E poi arriva il necessario corollario: “Non si può delegare a tecnici privi di legittimazione democratica una decisione che attiene al diritto alla vita“.

Ammettiamolo: il ragionamento non fa una grinza, anzi: è anche dotato di un fascino innegabile. Perché dovrebbe essere un medico (o addirittura un paziente, orrore!) a decidere su questioni attinenti al diritto alla vita? Dovrebbe decidere la politica, che diamine. Anzi: da oggi in poi, quando qualcuno si presenta in condizioni gravissime in sala operatoria e c’è da scegliere se operarlo o meno, smettiamola con questi inutili dibattiti tra i parenti dell’infermo e chi lo ha in cura. Facciamo decidere direttamente Gasparri! D’altro canto, chi può essere più qualificato di un politico a decidere sulla pelle di un cittadino? E infatti Barbara Saltamartini e Gaetano Quagliarello si sono immediatamente accodati al buon Maurizio, dicendo che sì, questa è robbba nostra, dobbiamo decidere noi, perché non dovremmo? Già, perché?

Lo spiega Lietta Tornabuoni sulla Stampa: “Chi vuol prendere la pillola antiabortiva RU486, la prende. Chi non vuol prenderla (per motivi medici, etici, religiosi, varii) non la prende. Nessuno è obbligato a nulla. La scelta è chiara, semplice: infatti in altri Paesi europei questo farmaco è liberamente in vendita. Da noi, no. Da noi la Chiesa cattolica, dotata di un potere politico che è oppure sembra forte, che altrove ha già perduto la partita, che non pare avere fiducia nell’obbedienza e osservanza dei suoi fedeli, ha già dato inizio a tutte le possibili pressioni negative. Non si tratta affatto di ragioni di principio. La ragione di principio cattolica riguarda l’aborto (come il divorzio, anch’esso legale in Italia): non le sue modalità. Il farmaco RU486 è una modalità semplificante, che riduce le complicazioni e il lavoro degli ospedali, che allevia i disagi e dolori delle donne: in tempi varii si prendono tre pillole, e basta. Non è quindi per motivi di principio che la Chiesa avrebbe già ottenuto dal governo diverse difficoltà altrove inesistenti: mancata libera vendita del farmaco, assunzione del farmaco soltanto in ospedale (dove i medici ricevono pressioni per dichiarare la propria obiezione di coscienza) e con ricovero (si sa quanto difficile), eccetera. A quale scopo? Dare tormento, fare dispetto, scoraggiare? Sarebbe un’assurdità. Anche in passato, quando la clandestinità, i divieti della Chiesa, la minaccia di galera e i pericoli erano molto più gravi, le donne che si trovavano nella necessità di abortire, abortivano. Nessuna compie un atto simile con leggerezza o fatuità, senza che sia indispensabile: non si può dire infatti che gli aborti siano diventati spensierati da quando sono stati legalizzati. Neppure è possibile ipotizzare che la Chiesa voglia ad ogni costo seguitare a circondare l’aborto di un senso di castigo, di punizione, di dolore: sarebbe davvero crudele, e inutile. Invece pure questo può sembrare un banco di prova del proprio potere politico nei confronti del governo italiano, a spese (come è già capitato troppe volte) delle donne. E’ un esercizio che ignora le persone e serve esclusivamente alle gerarchie: non è una bella cosa, e per un governo non confessionale dovrebbe essere inaccettabile”. Chiaro, semplice, lineare. Purtroppo, non per Gasparri.

23 commenti a Gasparri: sulla RU-486 decida il parlamento. Non la donna, per carità!

  1. ..il parlamento legittimato dai cittadini….che non possono eleggere i loro rappresentanti…ma solo il partito….

    ma il povero di mente …gasparri..se non fosse parlamentare….sarebbe un ottimo sacrestano….servizievole sino alla morte….per la mano che lo nutre….altri pensieri non può desiderare.

  2. ” Il farmaco RU486 è una modalità semplificante, che riduce le complicazioni e il lavoro degli ospedali, che allevia i disagi e dolori delle donne: in tempi varii si prendono tre pillole, e basta.”

    Scritta in questo modo, l’aborto sembra quasi una passeggiata, anzi, tre caramelline da ingoiare ed è fatta! :) ma le cose non stanno cosi…anzi, suppongo che abbia gli stessi effetti collaterali di un aborto chirurgico.
    Sono contraria all’introduzione legale della pillola RU486 a tutti gli effetti…perchè così non si fa altro che strumentalizzare la sessualità e il dono della vita.

  3. (+)

    diamoci ai “rapporto anali” come certi clerici. Risolto il probbbbblema..

  4. perchè parla sempre e non attacca la spina
    ma non c’è nessuno che glielo suggerisce.

  5. Il punto di vista della questione, a mio guidizio, è che non è giusto abortire, perchè in pratica significa negare il diritto di nascita.

    Nessuno, a mio giudizio, ha diritto di negare il diritto di nascita.

    Lo stato dovrebbe garantire per legge il diritto alla nascita anonima.

    Non vuoi il tuo bambino? Benissimo! Lo fai nascere e poi lui troverà la sua strada e tu non ne sentirai più parlare.

    E’ necessario proteggere la vita, non la morte delle persone!

  6. grazia53

    Ma Gasparri non si vergogna, non sa parlare nemmeno italiano ma solo in romanesco il bbbbbbbburino.
    Anche io fondamentalmente sono contraria all’aborto ora come ora, ma non per cattoipocrisia, soltanto perche’ ci sono tanti rimedi a portata di tutti, che possono evitare una cosa cosi’devastante per una donna, ma mettete una donna violentata, stuprata, che si ammala durante la grafidanza, il bambino che e’ malato e non se la sente di tenerlo, ma cosa devono fare……….
    Tutti buoni a giudicare ehhhhhhh e chissa’ la moglie di Gasparri e quante altre signore per bene si sono rivolte a qualche clinica svizzera……………

  7. sosio pagliaroli

    Ma Gasparri xchè non fà il politico? se lo sà fare.Il caso della pillola abortiva deve essere un problema che investe in tutta la sua interezza esclusivamente la donna se maggiorenne e capace di intendere e di volere.Nè la politica,nè la chiesa,nè la giustizia e nessun altro si deve interessare al caso.E BAASTA!!!!-

  8. Davide

    …bhe,tanto per cominciare è proprio vero, abbiamo sta Chiesa che qui non fa altro che limitare, ed alimentare polemiche su tutto ciò un fedele considera eticamente sbagliato. Siamo uno stato laico e giustamente le decisioni non devon essere prese in base ad una morale religiosa. Comunque sia,che decida il parlamento…nessuno obbliga le donne far uso di questo farmaco, chi ritiene possa essere sbagliato non è obbligato ad assumerlo e chi invece sostiene il contrario dovrebbe essere libero di farlo. Oltretutto siamo l’unico paese europeo che fino all’altro ieri non sapeva nemmeno cosa fosse questo RU-486, come sempre noi arriviamo sempre dopo di tutti gli altri!

  9. luigi

    In effetti Gasparri dice spesso stupidate, perchè lo criticate per una proposta davvero seria ?

  10. A me non è mica Gasparri che mi preoccupa…sono quelli (e soprattutto, quelle) che lo continuano a considerare un leader politico di primo piano. E che lo rivoterebbero pure.
    Senza offesa, s’intende.

    C.

  11. lelith

    i problemi di fondo sono due:
    - la chiesa cattolica pretende di essere la portatrice dell’unica verità e gli altri non contano un cazzo e quindi decide per tutti (cattolici e non) e la volontà dell’individuo non vale un fico secco in quanto povera pecorella ebete che ha bisogno della guida del saggio pastore (se le pecore ragionassero a che servirebbe il pastore?)
    - la chiesa cattolica sa benissimo che il 95% dei cosiddetti “fedeli” in fatto di morale sessuale se ne sbatte altamente di quello che dice il papa e fa come cazzo gli pare (sesso prima del matrimonio, contraccettivi, partners diversi, pratiche sessuali “proibite” e così via), quindi l’unico modo idoneo ad imporre i principi religiosi della chiesa cattolica è passare per la legge dello stato che agisce da cane da guardia

    ah poi c’è anche gasparri che siccome gli sono saltate le vacanze a spese dei contribuenti ha pensato di fare la sua solita uscita tanto per farci sapere che gli paghiamo ancora lo stipendio

  12. maria teresa

    Sono cattolica ed antiabortista, ma la legge è per tutti, e non impone di abortire, ma permette di poterlo fare a chi la pensa diversamente da me. La pillola è solo un mezzo differente.

  13. pietro

    Una modesta proposta per i sedicenti antiabortisti, se invece di mantenere quei 25mila inutili parassiti che sono gli insegnanti di religione, si utilizzassero i 600 milioni di euro all’anno che costano per aiutare chi abortisce perchè non ha i mezzi per mantenere un figlio in più, non sarebbe meno ipocrita?
    Ma probabilmente chi utilizza un argomento come la tutela della salute della donna per contrastare l’aborto è troppo ignorante.
    Indipendentemente da giudizi etici una gravidanza è molto più pericolosa per la salute della donna di un aborto.
    La RU486 è effettivamente meno sicura di un aborto chirurgico, pur essendo più semplice da utilizzare, ma in base ai dati che ha diffuso il Movimento per la vita il rischio di morte in seguito all’utilizzo della RU486 è di un caso su 100mila, mentre in base ai dati pubblicati dalla regione Lombardia ci sono state negli ultimi 10 anni circa 11 morti per parto su 100mila.
    Insomma l’ipocrisia è dei politicanti che non si azzarderanno mai a proibire l’aborto perchè questo gli costerebbe preziosi punti percentuali alle elezioni o nei sondaggi di popolarità ( e poi come il SIlvio non hanno scrupoli a far abortire la concubina ), ma hanno bisogno di tenere buoni i bigotti più ingenui.
    Come dice Malvino, se il Pastore lo chiama gregge ci sarà pure un motivo…….

  14. Penelope

    Pietro, sante parole. E’ il caso di dirlo.

    Poi, diciamo popo politically scorrect.

    La gente che si riempie la bocca con “diritto di vita e nascita, potere alle merule!!!” et similia strafogandosi, poi, di bistecche sanguinolente – possibilmente di vitelli e agnelli – senza essere passati da un bel mattatoio fa veramente venire la nausea.
    Ebbasta, avete rotto er caz.
    Stiamo sconfinando nel ridicolo. Uno di questi ha persino teorizzato l’obbligo di parto!!!!!! Le merule al di sopra degli esseri già formati e senzienti!!! MA STIAMO SCHERZANDO!?
    Cioè qua stiamo veramente perdendo di vista i termini di paragone.
    Io non riesco a capacitarmi di un mondo dove gli zigoti appena uniti hanno più diritti di me, di te, del mio cane e del toro che pascola nel prato qua vicino.
    Ci credo che il mondo va a puttane. Il rispetto per la cosiddetta “vita” è solo a senso unico deviato!!!!

    La ru486 funge? sì
    e’ sicura? come tutti gli altri farmaci
    rende l’aborto, in taluni casi, meno traumatico? sì

    e allora basta con questa aria fritta. La legge non obbliga nessuno ad abortire.

    Invece di riempirsi la bocca con queste cazzate, proponete un welfare che aiuti REALMENTE le famiglie.

    (fermo restando che io, le famiglie di “conigli” alla oltre tevere, non le voglio mantenere. perchè ci sono anche quelle e sarebbe il caso che conoscessero il preservativo o utilizzassero l’astinenza!!!!)

  15. lelith

    ah giusto una nota: gasparri e i suoi degni compari si riempiono la bocca di parole sul diritto alla vita ma poi (in piena crisi economica) spendono quantità di soldi abnormi per comprare nuovi aerei da guerra, droni telecomandati e mandano truppe a destra e a manca per alimentare il nostro patetico imperialismo di provincia.

    Ma non sarebbe meglio spendere tutti quei soldi in politiche familiari, sussidi ed una seria educazione sessuale nelle scuole in modo da evitare gravidanze indesiderate e permettere alle madri lavoratrici di poter mantenere il “lusso” di un figlio riducendo così il ricorso all’aborto?
    Oppure il diritto alla vita vale solo per qualche cellula e non per chi crepa sotto le nostre bombe o magari muore negli ospedali perchè le strutture sono inadeguate o crepa ammazzato di mafia perchè lo stato non ha soldi per finanziare l’apparato della sicurezza e della giustizia?

    Per i paladini della buona morale cattolica quando si tratta di spendere soldi il diritto alla vita non vale mezzo euro bucato insomma, meglio un poco di sana guerra….

  16. Penelope

    Sante parole anche quelle di Lelith che ha centrato un altro aspetto di questa catto-ipocrisia imperante. (dico catto- perchè chi si eleva in tali excursus sul diritto alla vita etc si definisce cattolico e portatore dei valori cattolici).

    a proposito della “emergenza aborti”, lascio questo link interessante sulla realazione dell’applicazione della 194 (anno 2008).
    Fonte articolo21.
    Merita.

    http://www.articolo21.info/5646/editoriale/aborto-lemergenza-che-non-ce-riflessioni-sulla.html

  17. tarilas

    IL GAS*****ONE DELLA SITUAZIONE COME SEMPRE LE SPARA SENZA PENSARE. UNA COSA CHE RIGUARDA LA DONNA SECONDO IL CERVELLONE DI pgdmg, SENZA MEMORIA STORICA E SENZA ALCUNA RIFLESSIONE SPARA. PRIMA DI SPARARE PENSA, INTONAVA SENZA RIMA UNA CANZONETTA SANREMESE, MA CON TANTO DI RIFLESSIONE, INTELLETTO, E SENSO DI RESPONSABILITà. FORSE CE CHI DIMENTICA CHE UN’ORA D’AMORE O DI CINQUE MINUTI DI VIOLENZA UN TEMPO LO PAGAVANO SOLO LE DONNE, IN MAGGIOR PARTE DI BASSO RANGO PROFILO BASSO D’ISTRUZIONE E SENZA SOLDI. MENTRE DALL’ALTRA PARTE LE DONNE -CASTATE- ANDAVANO IN VACANZA DA UNA ZIA LONTANO TORNANDO VERGINI E PURE. LE RIFLESSIONI DI GASPARRI E DI ALTRI -LAICHE ED ECCLESIASTICHE- DOVREBBERO DAR LUOGO AD UNA RIVOLUZIONE FEMMINILE SENZA PARI.I VARI -RIFLESSORI- SU QUESTO ARGOMENTO SAPREI BENE DOVE MANDARLI, E CREDO LO SAPPIANO BENE LE DONNE CON LA -D- MAIUSCOLA.

  18. rebyjaco

    Sono molto perplesso di fronte alla “”faciloneria”" evidente di tantissime persone che attribuiscono alla “”donna “” e solamente a LEI, il diritto di decidere sulla vita del figlio che porta in grembo. Prima di tutto, se “”tutte”" avessero un vero senso di responsabilità, non rimarrebbero in cinta, al giorno d’oggi, ci vuole “”anche”" una buona dose di irresponsabilità, unito alla conoscienza che, tutto sommato, posso abortire. Ho già detto anche troppo considerano che lo scopo primario di questo commento, è dichiararmi d’accordo sulla Irresponsabilità del Gasparri di cui sopra e della Sua ineguagliabile stupidità. Una delle caratteristiche di Berlusconi è proprio la Sua capacità di accattivarsi la servitù dei più insignificanti individui (vedi Capezzone Quagliarello Villari Bondi e tanti tanti altri).

  19. pietro

    Il problema di attribuire solo alla donna il diritto di decidere sta semplicemente nel fatto che troppi altri estranei se ne attribuiscono abusivamente il diritto.
    Chiunque pensi che un burocrate di partito, un prete o un qualsiasi imbrattacarte ( o imbrattaweb che è lo stasso ) abbia maggiori titoli per decidere del destino di un embrione rispetto a chi lo porta in grembo dovrebbe portare argomenti un poco più convincenti delle solite chiacchere da bar.
    La domanda è se il diritto NON è solo della donna, chi altri è titolare di questo diritto?

  20. a67

    per tutti i “diritto alla vita” … avete figli ? sapete in italia quanto costa fare un figlio ? e mantenerlo ?

    aiuti statali 0 – asili pubblici 0 – costo dei vari “accessori” circa il doppio/triplo degli altri paesi europei (pannolini, latte in polvere ecc ecc.)

    date un occhiata come funziona in Francia, Spagna, Germania, Belgio e poi parliamo ….

    allora, invece di riempirvi la bocca di “diritto alla vita” e cose del genere, iniziate a parlare di “diritto ad una vita dignitosa” …

    e sono 40 anni che sento parlare politici a “bacarozzi” di questi temi, ma non e’ mai stato fatto niente di “pratico” …

    saluti

  21. @67

    Il tuo ragionamento fila se parli di un basso tasso di natalità in Italia (che poi non c’è :) ) almeno al sud si fanno figli!
    ma cosa c’entra il problema economico con il diritto alla vita? non giustifica di certo un’aborto…non credi?

  22. Z

    “ma cosa c’entra il problema economico con il diritto alla vita? non giustifica di certo un’aborto…non credi?”

    No infatti. Basta la pura e semplice volontà di abortire a legittimare l’aborto. Non c’è bisogno d’altro.
    Peraltro il termine “giustificare” fa parte del vocabolario cattolico.
    Chi abortisce non ha bisogno di giustificare il suo gesto in alcun modo, perché sta semplicemente esercitando un suo sacrosanto diritto.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>