La voce la fa circolare Dagospia, il quale nel risiko estivo che sta coinvolgendo i giornali di centrodestra aveva già anticipato il ritorno di Littorio Feltri da Libero al Giornale: gli Angelucci starebbero pensando a Maurizio Belpietro per sostituire il pastore bergamasco alla direzione (che era soltanto virtuale, visto che per il tribunale Libero era diretto da Alessandro Sallusti: un escamotage utilizzato per scansare le eventuali querele, avendo Feltri già dato – e molto – quando dirigeva il Giornale).
E’ normale che Belpietro ci pensi: lasciare la Mondadori e il premier adesso potrebbe costituire un pericolo, per uno come lui (si sa, la gente è vendicativa). C’è però anche da dire che la dimensione del “settimanale” sta un po’ stretta per l’ambizioso Maurizio, che aveva lasciato la direzione del giornale di Paolo Berlusconi con la velata quanto malcelata promessa di finire, al primo giro utile, a dirigere il Tg1 o il Tg2. Invece il telegiornale nazionale è finito tra le mani di Augusto Minzolini, un ‘fulminato sulla via di Arcore‘ che sta svolgendo ottimamente il suo sporco lavoro (ma qualcuno deve pur farlo, come si suol dire). E sulla Rai non bisogna fare troppo affidamento, perché il Partito di Saxa Rubra è terribilmente potente. Secondo Dago, nel caso accettasse “Belpietro cercherà di portarsi dietro il vice Mario Sechi e l’inviato Gianluigi Nuzzi, mentre in tarda mattinata, attorno al laghetto di Segrate, Belpietro è stato visto parlottare con Filippo Facci, volitiva prima firma del Giornale diretto dal fucilato Mario Giordano“. E l’ultimatum scade stasera: o sì o no, poi gli Angelucci punteranno su qualcun altro.
Vada come vada (e considerando come probabile l’ipotesi che questo possa essere solo un segnale di nervosismo mandato da Belpietro all’editore), questo scambio di poltrone tra giornalisti equivicini appare davvero come un gioco delle tre carte: Feltri che lascia un quotidiano senza guida, come fece all’epoca dell’Indipendente (che alla fine non sopravvisse in quella dimensione) per passare al sempre al Giornale. Belpietro che salta il fosso e si siede alla destra del Padre, per scimmiottare proprio Feltri - con una linea magari più critica nei confronti del centrodestra – che a sua volta scimmiottava Montanelli. Nel mezzo, il povero Giordano che viene parcheggiato a Mediaset in attesa di trovare un’occupazione decente (e che produca magari risultati migliori rispetto alle ultime, deficitarie avventure). Forse il rinnovamento generazionale dovrebbe arrivare anche alla pubblicistica di centrodestra. Alla fin fine, sono sempre le stesse facce. E non sono nemmeno belle.
























Questa estata è davvero anomala: una volta il gossip era orientato verso la gente di spettacolo, ora si parla di Feltri e Belpietro. Anche se la distanza in fondo non è poi così marcata, a pensarci bene.
e tutti insieme scimmiottano il giornalismo serio.
Feltri il cambio (negato a dagospia quando uscì l’articolo) lo ha pagato con le solite copertine paracule di dagospia che davanti danno il colpetto ma dietro fanno slap come tutti gli altri.
Ad ogni modo che tristezza questo gran ballo dei debuttanti scaduti.
Il gossip la sinistra lo ha sempre portato fuori dai salotti buoni al posto della politica.
Chi ha detto che questa è un’estate anomala, il gossipolitico non va mai in vacanza tranne se dovesse andare la sinistra al potere. In quel caso si tornerebbe a parlare della gente di spettacolo, ma passeranno decennnnnnnnnni, sicuro
Nulla di nuovo sotto il sole: vogliamo discutere dei valzer di poltrone delle scorse stagioni fra Repubblica, Stampa, Unità ed altre parrocchie varie a sinistra, oppure vogliamo farci venire una bella botta d’Alzheimer ed imitare la stampa progressista moralmente superiore, che crocifigge Minzolini, ma poi lo imita appena i magistrati s’avvicinano ai politici apprezzati da Scalfari e Cdb?
“Nulla di nuovo sotto il sole: vogliamo discutere dei valzer di poltrone delle scorse stagioni fra Repubblica, Stampa, Unità ed altre parrocchie varie a sinistra,”
discutiamone: Repubblica ha Ezio Mauro al timone da 15 anni, la Stampa ha mandato via Ottone per mettere Calabrese che non aveva mai diretto, idem l’Unità: De Gregorio vs Padellaro. Indipercui, nessun valzer di poltrone e scambi tra gli stessi come vai immaginando.
“oppure vogliamo farci venire una bella botta d’Alzheimer ed imitare la stampa progressista moralmente superiore, che crocifigge Minzolini, ma poi lo imita appena i magistrati s’avvicinano ai politici apprezzati da Scalfari e Cdb?”
Sì: al Tg1 NON SI PUO’ DIRE LA PAROLA D’ADDARIO, mentre Repubblica dedica due pagine nel cartaceo e “nasconde” nella versione web mettendola come QUARTA notizia.
C’è differenza, secondo te?
il bello è che da quel che leggo sul suo blog, JCF è una persona che non si fa scrupoli di criticare le boiate fatte da questo governo, e quindi dovrebbe rendersi conto quanto nella stampa di destra l’ossequio nei confronti del padrone è molto maggiore e che questo porta ad uno scadimento qualitativo notevole, per quanto criticabile possa essere la stampa di sinistra non si è mai fatta scrupolo di picchiare pesante sulla sinistra anche quando era al governo, il giorno in cui esisterà un quotidiano dichiaratamente di destra veramente indipendente e che abbia nei confronti di un governo di destra la stessa mancanza di sottomissione che ha Repubblica nei confronti dei politici di sinistra si potrà discutere di una parità di giudizio.
Cavolo, ma le finestre bisogna pur aprirle par canbiare aria, o no?
Sempre con l’aria condizionata, che noia!
se è vero significa che l’unico trombato è il giordano. ha provato a battere il fido fede ma ha perso.ce ne faremmo una ragione e speriamo non vada depressione…..dik
però è pur sempre un bell’uomo
Rivogliamo Giordano a Studio Aperto!
La redazione e’ sempre vivace, ma Mule’ e’ dannoso, non ci son piu’ i collegamenti dalle citta’ per sapere che tempo fa, ed inoltre c’e’ stato un vistoso calo nei servizi tragici con sottofondo musicale.
Per non parlare dei goffi tentativi di parlare di politica: Giordano almeno non ci provava nemmeno!
Ho proprio dovuto ridere! Questi sinistri hanno totalmente dimenticato il recente valzer delle poltrone tra Unità, Stampa, Repubblica e altri giornaletti sinistrorsi! E abbiamo già dimenticato che Libero è di proprietà dei padroni dell’Unità? ahahaha E, per me, ezio Mauro ha la testa troppo piccola e troppo rotonda: chissà cosa vuole dire? ahahahaha
Divertito, sul presunto valzer delle poltrone Unità-Stampa-Repubblica aveva già risposto Gregorj, se torni indietro di qualche commento.
Quanto a Libero che sarebbe di proprietà dei padroni dell’Unità, informati meglio, perché ti sei perso almeno due giri:
1. Gli Angelucci sono diventati prima padroni di Libero e poi dell’Unità, ergo sei tu che dimentichi che l’Unità è stata per un periodo di proprietà dei padroni di Libero e non viceversa
2. L’Unità è da un pezzo che non è più degli Angelucci: è da più di un anno che se l’è comprata Soru
Di alto livello la considerazione sulla morfologia della testa di Mauro. A differenza di te, però, a leggerti mi viene da piangere…
Feltri si porterà dietro il fedefe “” Betulla “” neo onorevole, ex ? infiltrato nei servizi segreti. E’ bene essere sempre bene informati Sui segreti (non tanto segreti) dei propri avversari (nemici). Inoltre, pensate che qualcuno “”soffi”" al Betulla che un candidato alla guida del PD., è stato visto salutare una vicina un po’ carina, questo sarebbe sufficiente per giustificare agli occhi dei Feltristi tutti i comportamenti degenerati del LORO padrone. Comunque, per quanto tu la muova da una parte all’altra, la cacca, cacca rimane.