Silvio e Luca: l’amore bello ma litigarello
25/05/2012 - Gli attriti tra l'allora premier e il leader di Confindustria. Poi l'offerta di un ministero. Il rischio di due centrodestra paralleli. Il veleno e la simpatia tra Berlusconi e Montezemolo
LA FINE DELLO SCONTRO – Poi cominciarono a giungere le voci dell’impegno politico del presidente Ferrari. Indiscrezioni che Berlusconi non vide di buon grado. E che, già allora, erano assai gradite al leader Udc. Correva l’anno 2007. “E’ una discesa in campo in piena regola, un manifesto ideale che condivido”, diceva Pierferdinando Casini commentando gli interventi di Montezemolo. L’imprenditore di Arcore manifestava diffidenza: “Non ha mosso un dito, anzi, ci ha attaccato attraverso i suoi giornali”. E ancora: “Siamo in una democrazia e non comandano le corporazioni, non comanda Confindustria”, chiosava il Cavaliere. Nel giro di poco anche Berlusconi si accorse che un no pregiudiziale non valeva la candela. Quando, ad esempio, gli fu chiesto esplicitamente, durante una manifestazione elettorale ad Arconate, della possibilità di arruolare Montezemolo, rispose in maniera meno drastica del dovuto: “Le porte della Casa delle Libertà sono aperte per tutti”. Basta soltanto “condividere i nostri valori, i nostri principi e i nostri programmi”. In effetti, da quel momento, toni accesi tra premier e presidente di Confindustria non se ne registrarono.
L’OFFERTA DEL MINISTERO – Durante la campagna elettorale che riportò nel 2008 Silvio a Palazzo Chigi Montezemolo fece sapere di apprezzare la proposta per la detassazione degli straordinari e gli aumenti salarali legali alla produttività. Poco dopo il voto, Berlusconi, in procinto di compilare la lista dei ministri, offrì all’industriale ostile la guida del ministero dello Sviluppo Economico. Arrivarono pure le note della presidenza del Consiglio a raccontare di rapporti ottimi, e di colloqui lunghi e cordiali, tra premier e oramai ex presidente di Confindustria. Poi arrivò Italia Futura, la fondazione che avrebbe preparato il terreno al Montezemolo politico, i rapporti sempre più stretti con i terzopolisti, le nuove invettive contro il governo, la tentazione di uscire allo scoperto. Fino ai piani delle ultime settimane. E all’ipotesi di una lista nazionale che lancerà un’opa sull’elettorato moderato in fuga dal Pdl.












