Il maestro di sci che ci provava con le baby-allieve

25/05/2012 - Le vittime dell'istruttore a processo per violenza sessuale raccontano come sono cadute nella trappola

Il maestro di sci che ci provava con le baby-allieve

Della vicenda abbiamo già parlato qualche settimana fa. Un maestro di sci di 37 anni della Valle Brembana, nel bergamasco, è stato rinviato a processo con l’accusa di essere andato a letto con 4 allieve di 13 e 14 anni. La notizia del giorno è che dal racconto di alcune di loro cominciano ad emergere i particolari della storia e, in particolare, dei metodi dell’istruttore per attirare le ragazze nella trappola.

SMS E CARINERIE – Lo scrive Stefano Serpellini su L’eco di Bergamo:

«Mi diceva che ero bella e brava come atleta». «Mi diceva che ero una bella bimba». È una tela di ragno intessuta di complimenti, quella in cui sarebbero cadute le baby sciatrici sedotte dal loro maestro. Lo hanno raccontato agli inquirenti alcune delle quattro ragazze che risultano parti offese nell’inchiesta contro un trentasettenne della media Valle Brembana, all’epoca dei fatti (dal 2003 al 2009) istruttore delle squadre agonistiche femminili di due degli sci club più prestigiosi della provincia (ma non sono brembani).

L’ACCUSA – Il maestro deve rispondere di violenza sessuale su minore. Continua Serpellini su L’Eco:

L’uomo è accusato di violenza sessuale su minore perché avrebbe avuto rapporti sessuali – seppur consenzienti – con ragazzine sotto i 16 anni (per il pm Carmen Pugliese ci troveremmo nella fattispecie delle persone «cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato », che innalza da 14 a 16 anni l’età del consenso). Senza contare che, stando alle contestazioni, una delle presunte vittime era tredicenne al momento del primo rapporto. «Quanto emerso fa supporre che c’era premeditazione nel comportamento dell’indagato; che le relazioni, sfociate poi nei rapporti sessuali, non nascevano per iniziativa delle ragazzine, ma erano stimolate dall’istruttore, dalle sua attenzioni, dai suoi sms – osserva l’avvocato Benedetto Bonomo, che con i fratelli Alfio e Jacopo tutela una delle famiglie delle ragazze -. Il maestro di sci tenta ora di far passare l’idea che erano loro a invaghirsi di lui e che, di fronte al corteggiamento, si concedeva. Non è vero, era lui che approfittava di bambine che cominciavano a fiorire e che a quell’età non capiscono ancora bene certe situazioni. Potendo scegliere coscientemente, credo che nessuna avrebbe accettato le sue avances. Ma una bambina di 13 anni non è in grado di fare certe scelte e allora spetta all’adulto tenere un comportamento tale che non ci siano fraintendimenti. È una cosa miserabile, ed è intollerabile che in Italia ci sia una delle leggi più permissive del mondo che abbassa l’età del consenso a 14 anni. Una bambina a quell’età viene reputata in grado di gestire una faccenda delicata come il sesso e però non ha i presupposti legali per comprare una casa. È assurdo».

LA SCOPERTA – I rapporti tra istruttore e allieve sono emersi dopo che i genitori di una delle ragazze vittima di abusi hanno notato strane conversazioni su Facebook:

Sono state ancora una volta le conversazioni su Facebook – così com’era accaduto per la madre- detective brava a smascherare i pusher della figlioletta quattordicenne – i sassolini di Pollicino che hanno permesso ai genitori di risalire al maestro e alle sue presunte malefatte. Il padre di una delle ragazze lo ha scoperto imbattendosi in una chat tra la figlia e un’amica. Ha così cominciato a parlarne con la ragazza, che alla fine ha ammesso, dando la possibilità di presentare denuncia e sollevare il caso. «Guardate che sono ragazzine in un certo senso eroiche, molto coraggiose nel segnalare una situazione che, per via di fraintendimenti e luoghi comuni, rischiava di rovinare la loro reputazione – sottolinea Bonomo -. E i genitori stanno dimostrando un profondo senso di civiltà, perché queste sono cose che di solito prendono la pancia. I miei assistiti non sono animati da senso di vendetta, vogliono solo giustizia. È per questo che la risposta della legge deve essere ferma e severa. Questa è la pagina peggiore dello sport bergamasco. Più grave ancora del caso Doni. Perché non esiste che una famiglia ti affidi una giovane promessa dello sci e tu tradisca la fiducia».

 

LEGGI ANCHE:

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie

CAMEROON-CENTRAFRICA-UNREST-REFUGEES

La Repubblica Centrafricana? Non ce la fa

22:57 Il primo ministro chiede l'intervento militare francese e una forza di stabilizzazione multinazionale. Ecco cosa è successo nei mesi caldi che hanno sconvolto il paese e perché non sempre tutto è bene quel che finisce bene CONTINUA