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Giornalettismo estatedi Stefano Marucci
pubblicato il 30 luglio 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

La Rete, dopo il limite alla diffusione di fascia oraria per le trasmissioni televisive promozionali di maghi e cartomanti, è diventata il luogo privilegiato per trovare nuovi clienti. Tra i tanti nomi e le tante promesse, segnaliamo il Mago Alex, un “operatore esoterico” come si autodefinisce, anche presidente di un ordine (uno dei tanti) omologo. Le sue tariffe vanno dai mille ai tremila euro ed opera principalmente nel nord est.

Tra un attacco al Vaticano e uno a Scientology (secondo il sedicente mago sarebbero esattamente alla pari degli operatori esoterici, ma non sono criminalizzati), i suoi discorsi cercano di affondare tutti quegli esoteristi buffoni che spillano soldi alla brava gente. Soprattutto i rom e gli zingari sono i peggiori tra tutti, perché non hanno i requisiti morali per fare un mestiere serio come il mago. Un sano razzismo che deve far tanto Nord-Est, probabilmente. Anche se i denari degli omosessuali che vogliono una pozione d’amore non si disdegnano. Anzi.

Fin qui nulla di male, perché chi dovrebbe essere veramente denunciato non sono le Wanna Marchi di turno dell’etere o della rete, ma coloro che ci cascano. Il mago Alex, però, scivola su un discorso potenzialmente destabilizzante: la negatività. Rimanendo sul vago circa la qualificazione di negatività, cerca di allertare i suoi seguaci da questa gente. Negativi ci si diventa per contatto con gente negativa, o vivendo in case negative, ma si è anche geneticamente negativi. Si riconosco queste persone perché sono “trasandate”, hanno poco gusto (“non sanno abbinare i colori”). Il mago Alex dice di stargli “alla larga” per non essere contagiati, ma nel peggiore dei casi – con la sua magia bianca – potrà aiutare a far sparire la negatività. Premesso che le persone trasandate sono semplicemente trasandate, e il gusto (o la sua mancanza) di abbinare i colori non pare sufficiente a decidere di tenersi lontano da certa gente, il problema che si pone è quando – uscendo dal proprio territorio, si inizi a creare un clima di diffidenza o di ostilità nei confronti di gente che non veste come te.

In Italia c’è un rigurgito di razzismo che parte dal governo (con la creazione di un reato per una condizione soggettiva dell’individuo, ovvero la clandestinità) e arriva fino alla base sociale. Aggiungervi anche una giustificazione esoterica nel tenersi lontano dal “diverso” da noi dovrebbe essere considerato non solo moralmente sbagliato ma anche capire se – nel caso questa diffidenza divenisse ostilità aperta – una vera e propria incitazione all’odio razziale.

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