In Cina è come se Mao ci fosse ancora: circa duemila sentenze capitali all’anno è un dato sconcertante. Il tutto mentre le associazioni umanitarie nulla possono e i paesi occidentali puntano sulla repressione.
Ma durante il G8 è mai capitato che alla delegazione cinese qualche occidentale chiedesse spiegazioni delle quasi duemila pene capitali all’anno che ancora oggi, nel 2009, vengono decretate nel paese che fu di Mao? L’ultima notizia che giunge da Pechino è singolare, quanto drammatica. Pochi giorni fa un tribunale del sud-ovest della Cina ha condannato un uomo a morte per aver causato, ubriaco e senza patente, un incidente stradale mortale: quattro sarebbero state le vittime ed una quinta persona sarebbe rimasta ferita, ma in gravi condizioni. L’uomo, un trentenne, è stato dichiarato colpevole di mettere in pericolo la sicurezza pubblica. Una differenza sensibile con l’occidente. A quanto pare alla globalizzazione dell’economia non ha corrisposto quella dei diritti, in particolare di quello alla vita: gli appelli di Amnesty International e Nessuno Tocchi Caino sembrano vani. Più il tempo passa più i reati puniti con la pena di morte aumentano: dai 28 del 1979 si sarebbe passati ai circa 70/80 dei nostri tempi (le censure impediscono di avere informazioni certe al riguardo e bisogna affidarsi agli studi delle associazioni umanitarie). In Cina, primo paese al mondo per il numero (in termini assoluti) di pene capitali e, considerando il rapporto con la popolazione, secondo solo a Singapore, vengono oggi pagati con la vita perfino la caccia alle specie animali protette, la pirateria informatica, la bigamia, la rivelazione o il furto di segreti si Stato via internet, il teppismo, l’intralcio dell’ordine pubblico, il disturbo alla vita dei cittadini, l’allevamento illegale di bestiame, il ferimento, la pubblicazione di materiale pornografico e tanto, tanto altro.
E se quell’incidente fosse successo in Italia? Innanzitutto l’automobilista sarebbe stato accusato di omicidio colposo, reato per il quale è prevista una pena che va dai sei mesi ai cinque anni di reclusione. Ma c’è una gran voglia di essere ancora più duri, e qualcosa si sta muovendo per davvero. L’onorevole del Pdl Gabriella Giammanco nell’ottobre scorso ha depositato un disegno di legge che vorrebbe inasprire le pene per chi provoca un incidente mortale in stato di ebbrezza o in stato di alterazione psico-fisica (sotto l’effetto di stupefacenti). Secondo il ddl preso in esame dalla nona Commissione della Camera (Trasporti, poste e telecomunicazioni) e approvato alla Camera in prima lettura il 21 luglio 2009, ora trasmesso al Senato, prevede che colui che, sotto l’effetto di droghe o alcol, provoca un incidente stradale dal quale deriva la morte di un soggetto, risponderà del reato di omicidio preterintenzionale (articolo 584 del codice penale), che è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni ed è di competenza della corte di assise. Insomma, se la Cina continua indisturbata a mietere vittime noi schiacciamo il piede sulla repressione. Troppo teneri noi o troppo severi loro? Di certo non c’è che nessuno può stabilire quale sia il prezzo giusto da pagare anche per qualsiasi tipo di reato. E se giocare col pallottoliere sul destino altrui non dev’essere una cosa semplice per il legislatore, sicuramente nulla sarà tanto grave per essere pagato con la vita. Si dice che nel 2008 in Cina i condannati a morte siano stati 1.718, nel 1996 addirittura siano stati circa 4.300, nel 2004, invece, circa 3.400. Quelli reali, però, dovrebbero essere molti di più. Anche senza Mao.























“In Cina, primo paese al mondo per il numero (in termini assoluti) di pene capitali e, considerando il rapporto con la popolazione, secondo solo a Singapore, vengono oggi pagati con la vita perfino la caccia alle specie animali protette, la pirateria informatica, la bigamia, la rivelazione o il furto di segreti si Stato via internet, il teppismo, l’intralcio dell’ordine pubblico, il disturbo alla vita dei cittadini, l’allevamento illegale di bestiame, il ferimento, la pubblicazione di materiale pornografico e tanto, tanto altro.” questo fa riflettere più che i numeri
Ora non so, ma sino a qualche anno fa alcune esecuzioni venivano trasmesse per Tv.
Teneri noi o troppo sveri loro: entrambe le cose direi.
Aggiungo, la Cina è da qualche anno la potenza economica emergente, questo ha un peso non da poco nella cecità del cosidetto occidente verso le ripetute violazioni dei diritti umani della grande Cina.
Beh, non mi pare schiacciare il piede sulla repressione distinguere tra chi causa un incidente sotto l’effetto dell’alcool o degli stupefacenti e chi lo causa in condizioni normali.
@maria teresa
negli ultimi anni i reati punibili con la pena di morte in cina sono sensibilmente aumentati invece che diminuire
per non dire poi che tutto ciò avviene in un sistema dittatoriale senza la certezza di un giusto processo (metti caso che l’imputato è un dissidente?)
ovviamente il fatto che la cina sia una grandiosa forza economica(molto più che emrgente)
determina il silenzio della “decadente” europa e degli stati uniti in crisi
ciao
laura
Sono contro la pena di morte, citavo la frase relativa al disegno di legge italiano.
“noi schiacciamo il piede sulla repressione”
“Più il tempo passa più i reati puniti con la pena di morte aumentano: dai 28 del 1979 si sarebbe passati ai circa 70/80 dei nostri tempi (le censure impediscono di avere informazioni certe al riguardo e bisogna affidarsi agli studi delle associazioni umanitarie).”
La censura cinese arriva anche a non rendere disponibili i suoi codici penali?
@rado
mi sa proprio di sì
@maria teresa
ahh
ok
grazie
ciao
Ecco, bravo! bisogna tener desta l’attenzione. Vuoi mettere? Non è cambiato niente , comunisti erano e comunisti rimangono come ai tempi di Mao. Non solo! ma questi sono anche più pericolosi. Diffondono il seme della pena di morte! Prendi oggi per esempio. Sono in USA a convincere Obama della bontà della pensa di morte. Ci sono andati circa in 100, praticamente un’invasione , e l’Europa che tanto deve della sua libertà agli americani sta lì, zitta? senza fare niente? Secondo me bisogna fare subito gli Stati Uniti d’Europa eleggendo “de iure” Berlusconi: lui sì che metterebbe a posto le cose. Tre quattro Escort, un paio di Vespe, molta Fede e oplà! uèèèèèèèè. E’ chiaro! I dirigenti del PCC non scopano per cui sfogano la loro repressione con la pena di morte. Abbiamo la soluzione in Italia e non lo sapevamo. Ma mi fido di Obama: secondo me ci penserà lui a dire ai cinesi: quante puttane volete per abolire la pena di morte? Ho un amico in Italia che, credetemi, su queste cose vi può dare molti consigli. Non solo, se andate in Italia e meglio ancora in Sardegna, pagando qualche migliaio di euro vi aiuteranno a governare in piena democrazia quel miliardino di cinesi che il destino vi costringe a governare. Se non lo fate voi gliela mando io questa lettera ad Obama e ai comunisti cinesi, a gratis toh, mi voglio rovinare.
Ma perchè non ci facciamo i fatti nostri? Ma quanti vengono condannati a morte e giustiziati nel Meridione? Certo, quelli li chiamiamo “vittime della criminalità organizzata”". Bene organizzata però, basta che tu “”ROMPA”" o non paghi il pizzo, e l’organizzazione arriva subito, e lo STATO? Dov’è lo Stato?, Poliziotti ecc. non vengono quasi mai uccisi, nemmeno Mafiosi o di altre bande, non vi sembra che ci possa essere un Accordo? Ma perchè dobbiamo sempre andare ad insegnare ad altri come gestire il proprio Paese e NOI NON SIAMO CAPACI DI GESTIRE IL NOSTRO ?? E la NOSTRA criminalità che stà occupando anche le Città e Regioni del Nord con la complicità dei Politici?? Perchè non “” Bombardiamo “” i siti pubblici denunciando la degenerazione che stà dilagando? Fate bene così, chi sbaglia sono io che mi ci arrabbio, non ne vale proprio la pena. Berlusconi porterà alla rovina il 75% della popolazione fra l’indifferenza della maggioranza che non se ne rende conto. E tutto perchè?? Per non avere un Partito con Dirigenti ONESTI e RESPONSABILI che diano una alternativa a questo futuro. E VOI continuate a menarla con le Esecuzioni in Cina come se uccidessero dei Sant’uomini che lottavano per il nostro bene. Ma Dai, mettete i piedi per terra!