L’uomo nero fa paura a Israele

24/05/2012 - di

Il razzismo della destra non si sfoga più solo contro i palestinesi, ma anche con vere e proprie aggressioni organizzate contro gli immigrati africani

L'uomo nero fa paura a Israele

In Israele oggi i rifugiati e gli immigrati irregolari li chiamano “infiltrati” e contro di loro s’organizzano aggressioni squadriste.

SI RACCOGLIE IL SEMINATO - Non potrebbe essere diversamente, se parlamentari come Miri Regev (nell’immagine) pronunciano frasi come “i sudanesi sono il cancro nel nostro corpo” riferendosi allo sparuto numero di sudanesi che negli anni ha cercato riparo in Israele fuggendo da una guerra ventennale. Tanto ha fatto la destra che il governo ora pensava di di fare l’eroe rispedendone in patria un discreto numero, ma poi ha dovuto rinunciarvi perché il Sud Sudan è ancora scosso da carneficine al suo interno e per di più sull’orlo della guerra con il Sudan.

 

LEGGI ANCHE: Il video dei coloni israeliani che sparano sui palestinesi -Foto


GLI ATTACCHI - Mille israeliani hanno partecipato mercoledì sera a una manifestazione che esibiva cartelli come: ” Le nostra strade non sono più sicure per i nostri bambini”. Nel corso della manifestazione è stata attaccata un’auto di passaggio con a bordo passeggeri dalla pelle scura, distruggendola completamente e anche distrutto e saccheggiato un negozio nel quale si servela comunità africana. Domenica il primo ministro Netanyahu aveva affermato che “gli infiltrati illegali stanno sommergendo il paese”. Cosa c’è di meglio del rispondere alle proteste contro la crisi e il malgoverno che puntare il dito contro l’uomo nero?

LA SOLITA PROPAGANDA, I SOLITI FALSI - Poco importa se i numeri in realtà sono ridicoli e se il tasso di delinquenza degli africani in Israele sia inferiore a quello degli stessi israeliani, quando si cresce la bestia razzista bisogna poi nutrirla quotidianamente di veleno. Per questo il governo dopo aver sollevato l’allarme ha ora deciso le misure più classiche del mondo: la costruzione di un muro al confine Sud e la deportazione di qualche migliaio di sudanesi. Resta interessante notare come per agire sull’opinione pubblica interna non si usi più la minaccia iraniana o quella araba, evidentemente per gli israeliani meno credibili e pericolose di quella dell’uomo nero. Per il resto siamo dalle parti del manuale per la perfetta gestione populista dell’opinione pubblica.

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4 Commenti

  1. bimbominkia scrive:

    uno stato nato contro il razzizmo doveva avere anticorpi migliori
    ma in fondo essere ebrei in qulache modo è essere minoranza
    minorata!? sempre minoranza della minoranza

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