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Lettera da un ex dirigente di generazione U

24 luglio 2009

Poro Mario s’è accorpato col corpaccione sudato
a uno dei carri in gioco
dice di aver deciso in fretta con i soliti nomi
ma anche se fosse vero che s’è consultato prima di giocarsi l’ultima mano
sputtanarsi in casa propria, il web
non cambia proprio nulla

i carpita non contano niente, sono dei ggiovani che si erano aggregati due anni fa
al grido di Revuelta
con le magliette tipo Jene, simpatiche tra l’altro, andavano in giro per Roma filmandosi
facendo sgub di dubbia utilità
e che continuano a vedere se avanza qualcosa

generazione u è esistita due anni fa seppure in forma ridotta
ma un minimo di niente c’era davvero
usavano i simpatizzanti per fare numero sui giornali
ricchiuti finì su repubblica come responsabile per la campania tra le risate di chi disistima la stampa
e l’info in Italia
insieme a giordano ed altri
che ormai si sono defilati
anche iacono l’ha mollato dopo Franceschini
la scrittrice, quella che perculavo, invece è finita proprio

il punto è che franceschini gli ha fatto un favore da amico
e lo userà come foglia larga
perché adinolfi quel poco che rappresentava lo aveva nel 2007
oggi dopo due anni di disincanto, personalismi, giri del suo largo ombelico
e giambate sul suo sito non c’è nulla di quell’embrione di community che ballava con “Non c’entro”
su Youtube
nulla
tranne i suoi portaborse

13 commenti a Lettera da un ex dirigente di generazione U

  1. comunque secondo me questo non dovevi dirlo :) “gli esposito e de amicis sono i suoi camerieri a redtv” anche perché l’apparenza spesso inganna

  2. ricchiuti

    Non c’è nulla di male nel fare i camerieri. Una volta Cundari scrisse che c’è differenza tra essere e fare i camerieri, invece non c’è, nel momento in cui lo fai lo sei. Ma lo scrisse solo perché pensava di doversi giustificare non si sa con chi del lavorare al Foglio, come se ci fosse differenza tra lavorare sotto un padrone o un altro.
    Sto seguendo il dibattito da Adinolfi. La linea scelta ormai bruciati webbaticamente è quella del vittimismo ribaldo, ma la chiave l’ha offerta De Amicis quando ha scritto che loro erano più simpatici quando perdevano dignitosamente e che a quelli che li criticano non importa niente delle loro sorti personali. Generazione U il partito virtuale, la sigla aperta, i Nar della politica 2.0, la casa della trasparenza (vecchie puttanate calviniste di PoroMario nella speranza di favorire un ricambio per via giudiziaria) si fa di carne ed ossa e vuole sistemarsi.
    E’ vero, ha ragione lui, meglio vincere facendosi dare dei venduti piuttosto che continuare con gli esercizi di stile.
    Tanto Adinolfi è un fenomeno più mediatico che politico e i microfoni, la presenza nei media che gli garantisce Franceschini gli porterà rendite di posizione e punti.
    Credo che abbandonerà i blog, anche se continueranno a chiamarlo in tv l’uomo della rete.
    Il 2 Agosto scriverà la solita sbobba copincollata su Bologna. Poi manterrà un basso profilo.
    Sugli old media invece andrà meglio, ovviamente non sentiremo più tirate sulle cooptazioni, e su altri argomenti populisti, e questo in fondo non è del tutto male.
    Tanto i giornali non li legge nessuno e la tv quando fa tribuna politica anche di meno.

    Mario Adinolfi almeno per me era un ciccione pieno di energia e simpatia, in grado di trasmettere un minimo di gioco, sfrontatezza e voglia facendo leva sulle ambizioni personali in un corpo bloccato, arido e senza storia come la politica politicante italiana. Era un po’ come il fascismo diciannovista, il sovversivismo comunque, la “rivoluzione” comunque, il contenitore vuoto pur di esserci per rimandare a un dopo il momento del confronto, il fascio di persone le più disparate legate soltanto da un comune revanscismo generazionale o nemmeno quello, il gusto della beffa ai rituali che vogliono la politica magra, perbene, non sbracata, almeno in teoria rispettosa della forma. Invece l’esercito di Franceschiello Adinolfi era una chiatta cialtronata dichiarata ed orgogliosa, una cosa molto liberatoria. Tutto sommato un modo di fare politica anche comodo e seduto.
    Generazione U è stata una parentesi stimolante e la canzoncina di Adinolfi bella: era molto meglio starci così in modo ridanciano e dilettantesco piuttosto che starci tipo professorini cupi senza neanche i brividi della p 38 come i vari preoccupati della intellighenzia da bere under 40. Al confronto coi Sofri e compagnia, Adinolfi era un gigante di libertà e di sano e popolare simil generone.
    Gli archivi del suo blog e di Giornalettismo parlano.
    Non rinnego nulla, neanche una parola spesa. Ma è tutto finito. Adinolfi è rifluito nel privato in sostanza, ha dimostrato di essere un buon portavoce ma non un leader, non può badare a null’altro che se stesso perchè resta una centrale elettrica ma di quelle in grado di illuminare una lampadina sola, l’unica greppia che può mantenere ed il resto è irrimediabilmente fuori è quel circoletto di 3 o 4 persone che hanno investito su di lui tempo e migliori anni.
    Che è sempre meglio di lavorare.

  3. io son rimasta arretrata a generazione U. Allora, a tua differenza, mi tirai indietro quando c’era da impegnarsi davvero, come “responsabile”. Allora, a dispetto della prima sensazione di sua arroganza che ebbi la prima volta che entrai nel suo blog, mi stava particolarmente simpatico. Poi mi son allontanata dal suo come mi son allontanata dal mio blog e dal resto della community del cannocchiale. Mi ha urtato un po’ la tua frase perché continua a starmi simpatico Marco E., che reputo ancora in gamba. Concordo con te che fare i camerieri, in ogni caso, non sia negativo. Mettere da parte il proprio ego in nome di qualcosa di più grande denota una grande umiltà ed una grande forza interiore che non necessita di riconoscimenti all’esterno

  4. “…non sia negativo, non sempre”

  5. ricchiuti

    In conclusione (tanto ho verbalmente allungato il bordo e allora tanto vale dirla e finirla):
    sembra un paradosso ma Mario Adinolfi nel massimo punto di esposizione al pubblico è sostanzialmente rifluito nel passato ed oggi rappresenta legittimamente solo se stesso.
    Guardarlo o leggerlo o percepirlo oggi mi trasmette solo indifferenza. E non più gioia di vivere.
    Non mi riguarda più, nel bene come nel male.
    E si, la risposta è si. Mi preferivo adinolfiano.
    Forse perchè ero più giovane, forse perché avevo voglia.
    Adesso “non c’entro”. Non c’entro più.

  6. beh però il video sarebbe carino da far vedere a chi legge e magari non comprende che diciamo

  7. ricchiuti

    Responsabilità poi.
    Ero un iscritto di Generazione U e tra i più costanti dei commentatori(e’ lì che ho rimorchiato Giamba e Giornalettismo, tra l’altro). Tutto qui. Non dico che tesserassero anche i morti ma il criterio di selezione era molto in linea, anzi on line, con l’ambito nel quale era nato il tutto.
    Mi inserirono tra i dirigenti per fare numero suppongo (una volta dovetti anche smentire ufficialmente di esserne il portavoce), ma non ci trovai nulla di strano, Gen.U era virtuale e faceva militanza anche il semplice commentare e scrivere. Anzi.
    Non esisteva proprio Generazione U di per sè, eravamo semplicemente un mucchietto di adinolfiani tout court, ognuno per un motivo diverso. Adinolfi veniva chiamato addirittura a sedare eventuali liti tra noi, fu a lui per farmi richiamare all’ordine che si rivolse Uic l’iscritta di Como quando voleva querelarmi.
    Adinolfiani e basta. Che è sempre meglio di piombini senza piombo.
    Non volevo offendere dando del cameriere, era una semplice constatazione. Esposito me lo ricordo, non ci siamo fatti nè caldo nè freddo probabilmente e non mi ispirerebbe neanche battute tipo Cameriere champagne come il Dea. Ma il cameriere è un nobile mestiere, una noble art come prendere i pugni e saper incassare. C’è solo un problema.
    Sono troppo vecchio per vivere di luce riflessa, perché per farlo devi avere progetti, motivazioni e passioni forti. Il tempo che passa ti dà molto proprio perchè ti toglie in proporzione.
    In fondo se mi sono distaccato da Adinolfi è proprio perchè oggi più che mai siamo troppo simili. Due ciccioni che si fanno solo i fatti loro.

  8. Altro che il coevo dibattito sull’integrità del porco, se abbia gusto integro o a fette.
    Meglio cantare.
    Fantasie ? A ognun le sue, disse il gigante al nano.

    http://www.youtube.com/watch?v=eC96MAoMfjQ

  9. Juppes

    temo di essere l’ ultimo degli adinolfiani che ancora credono al capo e senza secondi fini di carriera

    e ci credo tanto che er capo mi ha addirittura bannato impedendomi di commentare anche a suo favore…e lo stesso ha fatto con Jamba, il suo primo seguace

    eppure io credo che il pensiero di Adinolfi sia giusto….e parlo di democrazia diretta di creazione di organismi in cui possano accordarsi diverse realtà ecc…ecc…

    certo non mi faccio illusioni, Adinolfi sta “crescendo”, a quarant’ anni cominci a scocciarti nel vedere degli emeriti e spocchiosi cojoni superarti perchè dotati di una lunga lingua….

    si adegua, ma quest’ adeguamento porterà ad una più facile affermazione delle sue idee…se mantiene la purezza originale

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  11. martino

    Caro Ricchiuti,

    ottimo e abbondante, come al solito.

    Un abbraccio.

  12. Adinolfi è solo un ridicolo vanesio che usa la politica per i suoi piccoli interessi personali. Politicamente parlando ….è un poveraccio sempre alla ricerca di visibilità che non lo porterà da nessuna parte, ed anche in RED TV la sua carrierà verrà riconsiderata, se ci tiene ad apparire potrà farlo nel network margheritino.

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