La lunga estate di Yao, tra infortunio e voci di ritiro

Un infortunio serio, che ha dato vita a un acceso dibattito tra i commentatori sportivi a stelle e strisce sulle influenze che esso avrà sulla carriera del giocatore quasi trentenne e che, negli ultimi tempi, ha persino permesso il diffondersi di voci relative a un presunto ritiro prematuro dall’attività. Ad alimentare i dubbi, la notizia, resa nota da una stazione televisiva di Houston, dell’acquisto da parte di Yao degli Shanghai Sharks, squadra appartenente al campionato cinese della quale vestì la casacca dal 1997 al 2002, prima di essere selezionato al draft dalla franchigia del Texas. Un acquisto sospetto, da molti interpretato come un’operazione in previsione di un’imminente attività post-carriera, con un ruolo da proprietario già in cassaforte. “Yao lo ha fatto per vari motivi”, ha dichiarato il suo agente Erik Zhang, che non ha voluto rivelare i dettagli e i costi dell’operazione, “si sente ancora emozionalmente legato agli Sharks. Quando loro vincono è felice, quando perdono è triste”.

LE VOCI SUL RITIRO - La ESPN, e con essa gli altri network sportivi Usa, in cerca di notizie in una estate così carente di eventi che persino il golf riesce a catturare le prime pagine, ha ovviamente cavalcato i “rumors”. Grave infortunio più acquisto di una squadra uguale probabile ritiro, questo il ragionamento. A smentire le voci, è intervenuto lo stesso numero 11 in maglia rossa e bianca, il quale ha specificato che l’operazione di mercato che lo ha portato a comprare gli Shanghai Sharks è motivata dal desiderio di rilanciare il club, in netta difficoltà economica. “Due generazioni della mia famiglia hanno combattuto per questo team e alcuni dei migliori ricordi della mia crescita a Shanghai sono inseparabili dalla squadra”, ha dichiarato alla Xinhua News Agency, “non ho alcun progetto di ritiro e i miei dottori e io siamo molto fiduciosi che io possa completamente recuperare e ritornare in campo; il team e l’acquisizione non hanno nulla a che vedere con il mio infortunio”. Parole che, unitamente a quelle menzionate in apertura, servono a fare un po’ di chiarezza sulle intenzioni del cestista. Alcune non trascurabili incertezze, tuttavia, riguardano il suo piede. Non è un mistero che l’infortunio possa costringerlo a bordo campo senza scadenza. Gli stessi Houston Rockets, già attivi sul mercato per cercare una valida alternativa, hanno utilizzato la definizione “career threatening” (cioè “a rischio per la carriera”) per l’infortunio.

SALVI I RAPPORTI USA-CINA -Sarebbe troppo facile e scontato, a questo punto, utilizzare il cliché “Houston, abbiamo un problema”. Tuttavia, Houston ha davvero un problema, che nella peggiore delle ipotesi si risolverà con Yao che appende le scarpe al chiodo, mentre nella migliore con un prolungato periodo di assenza – senza ovviamente considerare l’incognita delle sue prestazioni, di ritorno da un infortunio così grave. Mentre in Cina il quotidiano del Partito Comunista People’s Daily ne approfitta per attaccare la lunga stagione NBA, l’intervento chirurgico non ha registrato intoppi: l’operazione, eseguita dal medico della squadra Tom Clanton, è andata alla perfezione. Il cestista nativo di Shanghai dovrà ora tenere il piede ingessato per un periodo che varia tra le sei e le otto settimane, e sarà costretto lontano dal parquet per tutta la stagione 2009/10. Un lungo periodo di inattività che terminerà con l’inizio del training camp del 2010, oppure, in caso si verificasse un nuovo miracoloso recupero, ancora prima. Yao è quindi intenzionato a non ritirarsi, almeno per il momento, come ha apparentemente confermato il suo agente: “Ho sentito che alcune dicerie affermano che la carriera di Yao possa essere finita per un peggioramento dell’infortunio”, ha prontamente affermato Eric Zhang (Zhang Mingji, al di fuori degli Stati Uniti), “non penso che sia il momento giusto per dirlo. Posso assicurarvi che gli Houston Rockets non sono mai giunti a una conclusione riguardante la carriera di Yao”. Più che un secco no, suona come un “è troppo presto per dirlo”. Ritiro quindi apparentemente rinviato. I fragili equilibri internazionali, e con essi le sorti di una parte consistente degli scambi commerciali tra Stati Uniti e Cina, sembrano così essere salvi, almeno per il momento. In un periodo di crisi economica, anche una frattura al piede può essere determinante.

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