Gli esempi di autolesionismo ispirati dalla fede, purtroppo, non mancano mai in nessuna cultura. Ma quando i genitori sono profondamente religiosi, sono spesso i figli ad essere più esposti alle conseguenze peggiori.
A cura di Tobia Cavalli, l’Osservatorio Fondamentalismo sottoporrà settimanalmente ai lettori un florilegio di tutti quei simpatici atteggiamenti e comportamenti che sono propri di chi prende la religione fin troppo alla lettera. Sempre tenendo a mente il proverbio yiddish: “Dio non ha mai ordinato a nessuno di essere stupido”
L’estate sta finendo e il caldo se ne va. Lo sanno bene due genitori del
Weston che hanno scelto con estremo candore di pregare per la loro figlia. Invece che curarla. Madeline Kara Neumann (figlia di Dale e Leilani Neumann), di undici anni, è morta così il 23 Marzo a causa di complicazioni dovute ad un diabete non dovutamente curato. I suoi genitori hanno preferito pregare e confidare nella grazia di Dio piuttosto che cercare aiuto medico, ed ora sono stati processati con l’accusa di omicidio di secondo grado. Ma il caso è stato archiviato. Stando alla sentenza, infatti, le accuse sono “costituzionalmente vaghe” e vanno contro il diritto della coppia di esercitare liberamente la propria religione e di gestire i propri figli come meglio credono. La mozione dice che l’accusa di omicidio colposo va in conflitto con lo statuto nazionale riguardante gli abusi fisici ai bambini. La legge dice, infatti, che una persona non è responsabile di abusi fisici se la persona sta fornendo aiuto al bambino tramite preghiere in accordo con la propria religione. Il motivo per cui Dio non ha aiutato la bambina, resta un mistero della fede.
UN ALTRO CASO - Ma Dale e Leilani non erano soli in tribunale. Qualche giorno fa, Syed Mustafa Zaidi (musulmano di 44 anni) è finito sotto processo, anch’esso per questioni religiose, in quel di Manchester. La legge britannica, infatti, parla chiaro e non permette ai minori di 16 anni di prendere parte ad alcuni riti. Zaidi, incurante di tutto ciò, ha ordinato a due ragazzi, uno di 13 e l’altro di 15 anni, di seguire una cerimonia. Tuttavia, il rito proibito ai giovani era quello che viene svolto durante la cerimonia dell’Ashura, in cui i musulmani Shia si flagellano con una frusta chiamata zanjeer fino a che non sgorga sangue a fiumi. I due giovani hanno ubbidito e sono poi finiti all’ospedale, è stata chiamata la polizia, e Zaidi dovrà ora rispondere di azioni di crudeltà verso minori.
UNA VODKA PER AMICA - Ed infine, in mezzo a tanta crudeltà, spicca un raggio di allegria. Le ultime volontà di un ebreo sovietico che viveva in Germania saranno rispettate. Quali sono queste volontà? Essere
sepolto con la sua migliore amica: una bottiglia di vodka. La legge ebraica proibisce agli ebrei di portare oggetti con sé al momento della sepoltura, ma i rabbini europei si sono dovuti confrontare con la richiesta del suddetto ebreo di essere sepolto con quella che lui considerava la sua migliore amica, cioè la bottiglia. Il rabbino del posto non era sicuro sul come decidere in accordo con la legge ebraica, non volendo violare la Torah ma nemmeno mancare di rispetto all’ultimo desiderio di un defunto. Così ha contattato gli esperti di Halachic (la legge ebraica) al Centro Europeo dei Rabbini (RCE), che si sono informati ed hanno scoperto che l’uomo, emigrato dall’Unione Sovietica alla Germania nel 1970, aveva un amico. Quest’ultimo era molto attivo nella comunità ebraica ed ha spiegato ai rabbini che il defunto “beveva ogni giorno mezzo bicchiere di vodka la mattina e mezzo la sera”. E così la soluzione è stata trovata: non c’è nessun divieto nella legge ebraica di seppellire oggetti vicino la bara; la bottiglia non potrà essere posizionata dentro la bara o tra la bara ed il suolo sottostante ma, giustamente, di fianco sì. Come non approvare?

























Trovo divertentissimo pure io l’episodio della vodka. Mi ricorda quello che di solito succede dalle mie parti (alto Salento), all’interno di un cattolicesimo rivissuto e commisurato alle esigenze dgli “utenti”, in una pospettiva culturale (nel senso più lato del termine) che considera ordinaria e quotidiana la comunicazione tra vivi e morti. Non solo si è soliti mettere nella bara ciò che al morto risulta particolarmente caro, anche se non lo ha espessamente richiesto, ma succede anche che i morti, con sogni premonitori, avvisino i parenti di mandargli qualcosa usando come mezzo di trasporto la bara del morto fresco. Una vedova, ricordo, mandò in questo modo al marito una camicia pulita di cui il trapassato aveva urgente bisogno. In Sicilia c’è anche un detto: Cu avi a mannari truscitreddi o ‘mbernu, murì u parrinu Arnuni (chi deve mandare fagottini all’inferno, sappia che è morto padre Arnone, prete particolarmente dedito,nella leggenda, ad una vita malvagia. A me ’ste cose fanno morire!:-)
St’argomento mi intriga..
In effetti l’educazione alla fede, alla visione religiosa del mondo, creai degli individui completamente sconnessi dalla realtà e dalla consapevolezza della realtà, che poi subiranno nella vita le peggiori fregature, proprio per via di quela inconsapevolezza.
Il circolo vizioso si chiude col fatto che queste inevitabili fregature, conseguenti semplicemente alla mancanza di consapevolezza della realtà della vita e degli esseri umani, viene esaltata COME MARTIRIO dai poveri folli, e perciò lodata come PROVA CHE DIO GLI MANDA.
Ricordo un povero regazzino amico di uno dei miei figli a cui cercai di spiegare, partendo da un astuccio di matite, come si producono le matite partendo dagli laberi e dal legno, producendo le stilo et ceteras..
Il poveretto mi guardava sbigottito ed impaurito, e fu subito RICHIAMATO AL DELIRIO dai genitori che non appena seppero di quel mio intervento lo considerarono pericolose per LA0DESIONE ALLA FEDE DEL FIGLIUOLO.
Ma l’aspetto più pericoloso dell’educazione alla fede è il pensiro dualistico che essa comporta.
La contrapposzione tra Mondo Ideale, di cui i fedeli sarebbero i portatori e gli evangelizzatori, ed il mondo reale, nel quale essi entrano per trasformarlo nel Mondo Ideale.
Arrogandosi il diritto, in mome della loro fede e del loro rapporto provoegiato conl loro ipotetico dio, di itsradare gli latri verso la verità..
Controllandoli ossessivamente per vincere le angosce che la libertà di pensiero e la consapevolezza della realtà degli altri porta loro.
Vere e proprie strutture mafiose che non hanno nessuno scrupolo nell’interventire anche violentemente nella vita degli altri individui, quelli liberi, fortti della loro Fede di possedere la Verità e di dover realizzare il Mondo e L’Uomo Ideale per indicazione di Dio.
Vere e proprie strutture psicotiche formate da individui che sono PSICOTICI CONTROLLORI DEL MONDO E DEGLI UOMINI.
Noi oggi fortunatamente viviamo in un’epoca in cui questa strutture mafiose epsicotiche hanno controparti,..
Ma pensate a come era la vita degli individui quando queste strutture religiose mafiose e psicotiche erano largamente dominanti.
giamba, sei un cattivo maestro
E oserei dire anche eretico
Carina la foto, però, Nailor, ti facevo più giovane.
Bah, è che in questo periodo sono un pò stanco…