Da stamattina abbiamo una compagnia aerea in meno che opera in Italia. A finire “segata” è MyAir, a cui l’Enac ha deciso di togliere la possibilità di partire in Italia, e più precisamente ad Orio al Serio (Bergamo). Il motivo è semplice: “In una nota la Sacbo, società che gestisce lo scalo bergamasco, ha comunicato che il provvedimento è stato deciso dall’Enac proprio su segnalazione dell’aeroporto, poichè sono stati violati gli obblighi di pagamento di tasse, diritti e tariffe“. Insomma, MyAir era morosa nei confronti dello Stato. “La sospensione, prevista dall’articolo 802 del codice della navigazione, ha effetto immediato e la compagnia aerea ha già provveduto a cancellare i voli per Palermo delle 12.55 e per Reggio Calabria delle 16.55. La decisione arriva tra l’altro dopo una serie di ritardi e cancellazioni che nei giorni scorsi avevano creato disagi a centinaia di passeggeri“. E il risultato? Un servizio del Tg1 lo mostrava a tutti: centinaia di persone sono rimaste “a piedi”, tra cui anche una quarantina di bambini. Invece del solito ultimatum che avrebbe se non altro permesso ai passeggeri di organizzarsi, la decisione dell’Enac è diventata operativa dalla sera alla mattina. Giusto così: ci vuole il pugno di ferro contro chi non paga le tasse. Anche se poi i disagi veri li subisce chi non c’entra nulla, come la gente che viaggia. Rapidità d’esecuzione: il segreto del successo di ogni killer che si rispetti.
…Un vero peccato che l’ente presieduto da Vito Riggio finora non abbia potuto vantare la stessa velocità nei confronti del caso Alitalia-Linate, e degli slot – i diritti di partenza e d’atterraggio – che l’ormai privatizzata compagnia di bandiera continua a detenere nell’aeroporto milanese: dopo la segnalazione dei fatti dell’autorità Antitrust, Riggio a botta calda rispose che sbloccare i diritti d’atterraggio era difficile “per limiti ambientali e strutturali”, e il giorno dopo – il 21 maggio di quest’anno – istituì invece una commissione di studio per il problema. Della quale, purtroppo, non si è saputo più nulla. Càpita, in questi frangenti. All’epoca Andrea Giuricin dell’IBL ricordava: “il presidente dell’Enac afferma che la limitazione di Linate «tiene conto anche di ragioni di sicurezza in seguito all’incidente dell’ottobre 2001». Il tragico fatto nel quale persero la vita oltre 100 persone, avvenne per la mancanza del radar di terra nell’aeroporto che è stato successivamente installato. La cosa più grave è che si fa riferimento a questo evento cosi doloroso per giustificare la mancanza di apertura dello scalo milanese. In realtà, come Vito Riggio perfettamente sa, il regolamento che limita a 18 movimenti orari lo scalo di Linate è del gennaio 2001 ed è il cosiddetto decreto “Bersani bis”. Lo stesso Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, in data 12 Febbraio 2001 ha firmato e ha cominciato a fare applicare il cosiddetto Decreto Ministeriale 1T del 5 Gennaio del 2001. Quindi la limitazione non può tenere conto delle ragioni di sicurezza in seguito all’incidente aereo, per il semplice fatto che il tragico evento è accaduto dopo la limitazione“.
Chi poi è più dotato di memoria ricorda anche che all’epoca della trattativa con la Cai di Colaninno e Sabelli (a proposito, complimenti per i conti!) era proprio Riggio a gridare “se non si arriva l’accordo toglieremo la licenza di volo entro il giorno X“, salvo poi rimangiarsi tutto. Ma quella era via della Magliana, mica MyAir. A proposito, ieri Alitalia ha fatto sapere di aver “attivato soluzioni agevolate dedicate ai passeggeri che dovessero subire la cancellazione di voli di Myair nei giorni 23, 24 e 25 luglio“. Usufruirne sarà semplicissimo: i passeggeri dovranno solo presentarsi alla reception e chiedere la tariffa Riggio.

Ah come sono fortunati quei passeggeri, ad essere stati solati, perdendo tempo, denaro, e buon umore… ma vuoi mettere la soddisfazione di usufruire poi delle agevolazioni Alitalia? ( Tariffa Riggio non ha prezzo
)