Tutti quelli che odiavano Falcone

di - L'Italia si mobilita per ricordare i 20 anni dall'attentato che portò via un magistrato onesto. Al servizio di uno Stato che oggi lo celebra. E che nei fatti l'ha condannato a morte

Tutti quelli che odiavano Falcone
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IL RICORDO DI UN’AMICA SINCERA - L’Italia, come mi disse tempo addietro Walter Passerini, è un paese di lotofagi. Oggi tutte le istituzioni si stanno prodigando nella celebrazione di Falcone ma dov’erano venti anni fa? Ricordiamo le parole della sua grande amica, Ilda Boccassini:

“Voi avete fatto morire Giovanni, con la vostra indifferenza e le vostre critiche; voi diffidavate di lui; adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali. Tu, Gherardo Colombo, che diffidavi di Giovanni, perché sei andato al suo funerale? Giovanni è morto con l’amarezza di sapere che i suoi colleghi lo consideravano un traditore. E l’ultima ingiustizia l’ha subìta proprio da quelli di Milano, che gli hanno mandato una richiesta di rogatoria per la Svizzera senza gli allegati. Mi ha telefonato e mi ha detto: “Non si fidano neppure del direttore degli Affari penali”

E ancora:

Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento.[...] Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito.

SENZA VERGOGNA - Oggi è il giorno del ricordo. Per questo motivo non si può dimenticare il passato e non si può guardare con occhi benevoli la sprezzante retorica che pervade i palazzi del potere, le televisioni, i giornali e un sistema che strumentalizza i giovani e il popolo per mandare un messaggio autoreferenziale. Giovanni Falcone è rimasto solo. Giovanni Falcone è saltato in aria con un pezzo di autostrada. A Giovanni Falcone è stata fatta terra bruciata intorno fin dal 21 giugno 1989, data del fallito attentato all’Addaura. Questo è un messaggio per i liceali: non fidatevi di quello che vi dicono con discorsi retorici e pomposi. Giovanni Falcone non è saltato in aria a Isola delle Femmine. Quello è stato solo l’atto meccanico. Giovanni Falcone è morto quando lo Stato, la magistratorua e la stampa lo hanno lasciato solo. Gli stessi ipocriti che oggi lo festeggiano senza né pudore né vergogna.

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3 Commenti

  1. I politici commemorano Falcone. Gli sciacalli e gli avvoltoi sono sempre quelli più attenti a ogni minima decomposizione del cadavere.

  2. Fabrizio scrive:

    3 precisazioni su Orlando
    1) Non era sindaco né quando accusò la procura (e non Falcone, guardate il video su internet) né quando Falcone morì.
    2) Quando iniziò il maxiprocesso lui era lì, in qualità di primo sindaco della storia d’Italia a costituire il Comune parte civile in un processo di mafia.
    3) http://www.dipalermo.it/2012/05/24/gli-amici-postumi-di-falcone-e-le-prove-nei-cassetti/

  3. Armando Luches scrive:

    No, non dimenticano. Come potrebbero? Gli opportunisti fanno solo finta, per sembrare sempre i migliori. Figuriamoci!

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