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Niente resterà impunitodi Donato De Sena
pubblicato il 22 luglio 2009 alle 17:44 dallo stesso autore - torna alla home

Non so se Silvio Berlusconi legga Giornalettismo o se siamo noi a conoscere troppo bene lui. Sta di fatto che oggi se n’è uscito con una dichiarazione che gli avevamo consigliato a fine giugno nel pezzo “Consigli per Silvio: le risposte da dare a Repubblica”. “Non sono un santo!”, ha affermato oggi riferendosi alle recenti registrazioni effettuate da patrizia D’Addario e pubblicate sull’Espresso. Ed ecco la risposta alla domanda numero sette che gli avevamo suggerito: “Mia moglie è vittima delle strumentalizzazioni della stampa avversaria. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Lei e con i miei figli. Credo nei valori della famiglia, tant’è che c’è stata sempre una massima convergenza tra il governo e il Vaticano, così come tra il mio partito e l’elettorato cattolico, che siamo orgogliosi di rappresentare. E anche se avessi commesso qualche “errore”, non attenendomi sempre alla “morale cattolica”, beh, vorrà dire che non sono un santo. Sono un peccatore anch’io. Credo che i politici vadano giudicati per i valori e le idee per i quali si battono. E oggi le istanze della Chiesa e dell’elettorato cattolico, molto attenti alle politiche per la famiglia, non possono essere difese che dal nostro schieramento”. Beh, ci siamo quasi.

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