Contra Califano ai tempi di Feisbiuk
Enzo pensa che di Franco Califano vorrebbe essere la parte che ha scritto Minuetto. E non quella che è andata a letto con 1500 donne. Tira più un pelo di poesia vera, che mille e cinque scalpi di fica di tutti i colori. Enzo pensa di andare avanti, non andare con millecinquecento donne. Che significa dire almeno minimo millecinquecento bugie ( e dunque andare indietro). Metà di quelle a cui le racconti chiudono gli
occhi per farsi del bene facendosi del male, l’altra metà le accetta per rifilartene una uguale a te.
TUTTO IL RESTO… - Pensa poi che se davvero Franco se la prende tanto a cuore e piccio quando un bambino ne sa più di lui nelle materie che si studiano a scuola, non c’è bisogno più che spieghi perché ci tiene tanto a farsi chiamar Maestro e certamente non c’era bisogno di tutte quelle donne a compensare. Bastava al limite soltanto la Gelmini per farsi una (di) cultura. Pensa pure che se solo gli avessero dato una scusa colta, come a Goebbels. Poi pensa che se davvero se la prende coi bambini quelli saccenti, non dovrebbe magnificare Sgarbi. Si’nnò a gente non capisce. Pensa che se 1500 donne bastano a diplomare Maestro qualcuno, Siffredi sarebbe un docente universitario. Non parliamo di Travaglio: il salvatore dell’umanità per quante botte ha dato. Enzo pensa che Franco Califano sia uno straordinario poeta ed un uomo straordinariamente patetico. Pensa che se sei arrogante, quando sei giovane è perché sei giovane, quando sei vecchio è perché sei vecchio e quando muori è perché non sei più e potresti essere tutto. Insomma, l’età se ti si vuol scusare vale come scusa per tutti. E’ la scusa che devi vedere se te la danno (non quell’altra cosa), per capire se poi alla fine sei amato. Enzo pensa che Califano Franco sia amato. Ma per quello che scrive e non quello che dice. Pensi che sia poco ? No, Franco, penso che sia tu a pensare che sia poco. E allora ci dai sotto coinvolgendoci nel tuo tanto. Spostati califfo, tu e la tua abbuffata.
PECCATO E PECCATORE – Enzo pensa che si dice la poesia, e che il peccato sia che non stia zitto il suo autore. Il peccatore. Enzo pensa della philo di Franco che a questo mondo si conoscono solo i fregnoni. Del sesso dei dritti e se siano poi mai veramente esistiti non s’è mai capito molto, onestamente. Se ha bisogno di credere in qualcosa a mezzo segni, si guardi intorno. E creda ciecamente solo nelle fregature. Quelle che si prendono. Il cimitero è pieno di gente che ne prenderebbe ancora.Enzo pensa inoltre che sia giusto riconciliarsi con l’amico e col fratello prima di festeggiare con gli amici. Con
millecinquecento tacche sui coglioni, non pensa che il Califfo possa riconciliarsi proprio con tutti quelli a cui voleva bene. E se è davvero Franco di cuore come di nome sa già, giù la testa coglione, che non ne valeva la pena.


Di Franco Califano ho in mente sempre l’immensa “La vacanza del fine settimana”.
L’eterna amara noia della vita a due. Mitica. Una vera poesia
Un sorriso come ti pare a te
C.
Ma è obbligatorio che Enzo debba pensare? Non sarebbe meglio che se ne astenesse?
“Enzo pensa che se nasci a Pagani e vivi a Milano, quanno che fai er più romano somigli troppo a una caricatura.”
Di per sè già il dialetto paganese è tutta una caricatura, anzì, è tremendamente mostruoso…con i suoi “t’aggio ditt e t’aggio fatt”
vero Ricchiù?
Bel pezzo!
“Metà di quelle a cui le racconti chiudono gli occhi per farsi del bene facendosi del male, l’altra metà le accetta per rifilartene una uguale a te.”
Ricchiù, a me le cose che scrivi mi piacciono troppo.
Porta pazienza, Ambrogio. Poteva capitarti di peggio, che so, Dimitri Buffa.
Ciao, Emmetigre.
E ciao a tutti, a Dio piacendo a Settembre.
ma chi cazzo è questo Enzo?
Forse il frustrato di Ricchiuti……!