Il tonfo fragoroso di Facebook in Borsa
22/05/2012 - Le perdite di queste ore sono dovute al prezzo troppo alto previsto da Morgan Stanley
La Financial Industry Regulatory Autorithy, Finra, potrebbe esaminare le accuse mosse contro Morgan Stanley per l’Ipo, offerta pubblica iniziale di Facebook. Lo riporta la Reuters. Morgan Stanley è accusata di aver condiviso informazioni negative prima dell’Ipo di Facebook con gli investitori istituzionali.
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LE DIFFICOLTA’ DEL MOBILE - Ne parla la Reuters secondo la quale questo tipo di politica ha influenzato negativamente la performance delle azioni Facebook nei primi due giorni di contrattazioni. Le azioni sono calate del 10 percento in due giorni passando da 38 a 34 dollari l’una. Morgan Stanley non ha nascosto le difficoltà del re dei social network in ambito mobile, un settore in cui non può godere delle entrate pubblicitarie e che potrebbe rappresentare in futuro il limite principale all’espansione del social network.
PROBLEMA PUBBLICITA’ - L’esperto Scott Devitt ha espresso i propri dubbi proprio relativamente al traffico via smartphone, meno redditizio rispetto al traffico tradizionale via computer. Del resto non si tratta di una novità. Noi stessi qualche giorno fa avevamo raccolto le perplessità relative a un futuro di Facebook messo in pericolo dalla mancanza di introiti pubblicitari su smartphone. Queste perplessità ha portato a una diminuzione del valore di 14 milioni di dollari. Morgan Stanley non ha voluto commentare mentre Devitt non ha voluto esprimere altri giudizi. In genere un’offerta pubblica iniziale viene pubblicizzata al meglio delle proprie capacità per permettere al titolo di partire al meglio ed evitare di affossarsi alla prima seduta. Devitt invece ha dapprima tagliato le stime dell’azienda nel secondo quadrimestre così come il bilancio del 2012.





























