“Hai troppe tette, ti licenzio”

22/05/2012 - di

Una 29enne del New Jersey ha perso il lavoro per il seno prosperoso

"Hai troppe tette, ti licenzio"

Lauren Odi, una 29enne del New Jersey, Stati Uniti, ha denunciato di essere stata licenziata per il suo seno troppo prosperoso. Stando al suo racconto il capo le avrebbe comunicato la perdita del posto di lavoro indicando l’aspetto fisico come ragione per l’interruzione del rapporto.

 

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IL COMPROMESSO – Precisamente la signora Odi, dipendente di Intimates, una società di commercio all’ingrosso di indumenti intimi con sede a Manhattan, sarebbe stata accusata dai datori di lavoro di essere causa di distrazione per i negozianti e di non aver rimediato all’inconveniente di un corpo troppo attraente. Ora si difende ribadendo di aver rispettato ogni regola interna e annunciando una battaglia legale per discriminazione. “Quando ho iniziato a lavorare lì, ho chiesto se era previsto un codice di abbigliamento, e mi è stato detto di girarmi intorno e di vedere come erano vestiti gli altri”, ha affermato la lavoratrice licenziata in conferenza stampa all’Omni Hotel di New York. “Così ho fatto – ha aggiunto – L’abbigliamento era casual sportivo”.

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A LAVORO CON L’ACCAPPATOIO – Odi, inoltre, racconta di aver in un primo momento raggiunto un compromesso con i datori di lavoro: t-shirt, leggins e stivali. Ma neanche quell’accordo – lascia intendere la donna – sarebbe bastato per evitare rimproveri e licenziamento. “Quando il supervisore mi chiese di mettere nastro adesivo in corrispondenza del seno, ho chiesto ‘Sta scherzando?’”, ricorda la signora Odi. “Devi coprirti di più”, la dura risposta. Poco dopo il rimprovero sarebbe poi arrivata la consegna di un accappatoio rosso e l’obbligo ad indossarlo fino a fine giornata, e, in alternativa, la possibilità di uscire per comprare una maglia. “Mi sentivo completamente umiliata, dice la dipendente.

“UMILIATA” – “Mi sono seduta in bagno per un po’, a piangere. Ho preferito uscire e comprare un maglione piuttosto che restare a lavoro in accappatoio e sentirmi umiliata”. Mentre era fuori per l’acquisto sarebbe poi arrivata la telefonata di licenziamento. “Il trattamento è stato discriminatorio, profondamente umiliante ed illegale”, afferma ora Gloria Allred, l’avvocato della signora Odi che si occuperà della presentazione della denuncia.

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108 Commenti

  1. trotona e ladroni rossi scrive:

    a parte la tettona,ho cercato sul sito la notizia della TROTA_ capogruppo pd alla camera Finocchiaro che fa la spesa all’IKEA e si porta come schiavetti tre poliziotti della scorta pagati da noi!!!uno, povero cristo spinge pure il carrello alla maledetta vecchiarda,niente da dire dopo giorni di sputtanamento contro la lega da questo sito????Niente notizie anche su Lusi e le paghette milionarie stavolta per rutelli bindi,bianco ed altri onestissimi sinistrati del cazzo.
    o ci sono trote e trote???fosse stato uno della lega…invece guarda un po sono compagni gli stronzi ladroni.

    • Si può esserepiù idioti di certi leghisti? scrive:

      quando si vive in contatto con il protetto tutti i giorni si entra in intimità con il soggetto e quindi nessuno ci costringe a spingere il carrello o altre baggianate simili. Ben diverso è dare la paghetta al trotacon i soldi pubblici e se non capisci la differenza sei ancora più idiota di quello che dai a vedere

      • @.@ scrive:

        Sì, anche a me i due episodi sembrano abbastanza diversi fra loro.
        Sinceramente mi sono posta il problema se il mio giudizio fosse viziato da eventuali simpatie- antipatie, ma , sinceramente, credo che ciò che ha fatto Bossi non possa essere equiparato a ciò che ha fatto la Finocchiaro.
        Se lei ha una scorta, è ovvio che venga seguita dappertutto e se un agente della scorta spinge un carrello all’interno dell’IKEA non mi pare poi ‘sta gran cosa: non è mica andato a farle a spesa mentre lei era dal parrucchiere, mica deve stare ingessato a guardarsi attorno a 360° per tutto il tempo.
        Piuttosto c’è da chiedersi se tali scorte servono veramente, ma i nostri politici la hanno quasi tutti…non so se vengono imposte o le scelgono loro.
        Il vero scandalo, magari, è che in questi tempi di crisi dovrebbero assumersi body guards privati, ma riguarda tutti, non la Finocchiaro in particolare.

    • Francesco Carlucci scrive:

      ti rode il c.lo eh?

      • @.@ scrive:

        A chi ti riferisci?

        • Francesco Carlucci scrive:

          A trotona e ladroni rossi

        • @.@ scrive:

          che però ha ragione fino all’ultima sillaba…

          • @.@ originale scrive:

            Il commento sopra non è mio.
            Trotona e ladroni ha ragione su Lusi e su altri casi, non sulla Finocchiaro, o almeno non riguardo a questo caso.
            Se mi si può passare una battutaccia, Trotona e ladroni ha rgione proprio nell’ultima sillaba : ni: Ha ragione ? NI!
            Il sign. Signorini cerchi di non fare l’isterico, altrimenti darà modo di pensare alla gente che il Pd sia talmente innocente che l’unica cosa che, per quanto si cerchi, si riesce a trovare è lo shopping della Finocchiaro con un agente di scorta che spinge il carrello!
            E naturalmente non è così!
            @.@

          • @.@ scrive:

            Naturalmente in una democrazia vera la libera stampa indagherebbe senza distinzione di colori e non sarebbe screditata, come lo è stata per anni la stampa che denunciava la corruzione di Berluscni &c.
            Allora vorrei chiedere a Signorini ( in mancanza di meglio!) di fare indagini serie e non isteriche come questa, perchè se è vero che tutti i poli ( parlo anche del terzo polo, di Fini, ecc) hanno raggiunto lo stesso identico livello di corruzione, allora non esistono più un male e un peggio, ed è giusto che i cittadini lo sappiano.
            Finora quello che è emerso è che nessuno è pulito ( e come potrebbe in una situazione come quella italiana?), che non esistono un male e un bene, ma esistono un male e un peggio.
            Se non è così, che la “libera stampa” ( o, in mancanza di meglio, la stampa avversaria) ce lo faccia sapere!

          • @.@ (originale) scrive:

            …manca il primo commento…

          • .... scrive:

            …..

  2. sonia scrive:

    Ma che stupidi certi uomini! Appena vedono una donna con un davanzale rigoglioso danno in escandescenza…Mi riferisco a clienti e negozianti “distratti” – almeno a detta di quei citrulli dei suoi capi- dalla prosperosa signorina. Ma sti tizi,non hanno visto la ragazza prima di assumerla? Ad ogni modo è una discriminazione, se vince la causa e riprende il lavoro giustizia sarà fatta.Ci manca pure che per lavorare devi avere una taglia di seno standardizzata!

  3. giulia p. scrive:

    neanch’io credo alla storiella che racconta, anche perchè prima o poi sarà stata assunta da quella stessa persona a cui ora il suo aspetto non va più bene…no? E poi non facciamone una vittima immolata….chissà quante ragazze vengono discriminate ogni giorno per la ragione opposta ma non hanno prove a sostegno di tale disciminazione (visto che non vengono nemmeno prese in considerazione in sede di colloquio e scartate quasi immediatamente in favore di qualcuna più carina…). Ok la discriminazione non è mai giusta ma almeno, io credo, una ragazza così a spasso non ci sta molto….anche già solo per il polverone che ha alzato…

  4. Keisha scrive:

    The phone calls and text-messages professing love for you
    will die off, leaving you alone and lonely and wondering what happened to change your ex’s mind.
    Take time to purge yourself of all those souvenirs and memoirs.
    People would sit around the radio and listen to his music, comedy shows, live performances, and the news.

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