Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Internidi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 20 luglio 2009 alle 13:45 dallo stesso autore - torna alla home

Mentre i disoccupati fanno la bella vita, c’è chi soffre davvero: gli ex deputati e senatori a cui gli attuali parlamentari vogliono tagliare i fondi. E poi c’è l’immenso Mastella, alle prese con il misero compenso da europarlamentare. Ma non si lamenta, e soffre in silenzio

Ex parlamentari Mastella I poveri ex parlamentari e la diaria di Mastella

Eh sì. Il nostro paese è pieno di ricchi. Gente che ha tanto tempo libero e tanta ricchezza tutta per sé. Giovani precari sull’orlo del licenziamento, operai in cassa integrazione a rischio del posto di lavoro, piccoli imprenditori senza ordini sull’orlo del fallimento, disoccupati cronici, meridionali costretti ad emigrare a nord che si divertono dalla mattina alla sera. E impiegati della Pubblica amministrazione ogni giorno sotto accusa.

Mentre questi fannulloni si divertono, gozzovigliano, godono, c’è gente che soffre. I 307 ex parlamentari di ogni colore ed opinione: ex comunisti e forzisti della prima ora, giuristi illustri, socialisti irriducibili e una schiera di democristiani. Gente in gamba, competente, vere e proprie risorse della Repubblica. Sono dei poveri pensionati ai quali un’improvvisa ed ingiustificata ansia moralizzatrice vuole tagliare dei fondi. Incomprensibile, visto che il paese si trova in condizioni economiche floride e solide. Eppure, a partire dal gennaio 2010 vengono minacciati dei tagli consistenti sul milione 726 mila euro speso ogni anno per telepass, biglietti ferroviari e voli gratuiti degli ex.

Una vera ingiustizia. Per fortuna che a difendere questi poveri vecchietti c’è un sindacato, agguerrito come Bonanni quando attacca i lavoratori: è l’Associazione degli ex parlamentari, che rappresenta tutti quelli che sono passati anche solo per pochi anni dal Parlamento. 1.377 ex deputati e 861 ex senatori che percepiscono comunque il vitalizio dovuto a tutti gli ex. Persone che nonostante l’età spesso avanzata, continuano instancabili a girare per l’Italia, per dare un fattivo contributo alla soluzione dei problemi del paese. Ora, tutto rischia di finire. Per colpa di quest’ansia di risparmiare. Ma i nostri non si sono persi d’animo, ed hanno scritto una lettera al premier Berlusconi. In cui offrono una consulenza (gratis) al governo. Gianni Letta ha subito accettato.

E così, i nostri vecchietti hanno potuto finalmente far partire la loro sacrosanta lamentela, scrivendo a quel cattivone del presidente del Senato, esprimendo “viva amarezza e delusione” per la scure che garantirebbe una “irrisoria economia” (1,7 milioni di euro). Una punizione “iniqua e discriminatoria” perché la totale soppressione dei benefici  “ad eccezione dei senatori dell’ultima e penultima legislatura, è del tutto inaccettabile“. visto che “ha trovato accoglimento da parte del sottosegretario Letta la nostra disponibilità: siamo pronti a fare altrettanto con le presidenze delle Camere“. E poi ricordano gli ex parlamentarici rivolgiamo a voi senatori affinché sia mantenuto quel vincolo di solidarietà che ha sempre legato i colleghi di ieri e oggi“.

Perché una volta c’era più solidarietà. Una volta si diceva “Voi siete ciò che noi fumo, noi siamo ciò che voi sarete”. E non ci si pestava così i piedi, per una misera economia, che corrisponde appena allo stipendio annuo di circa 150 operai, solo alla social card per un anno per oltre 400 persone. E che è appena un anno di pensione minima per circa 280 persone. Ma che vergogna, cari senatori di oggi. Ma non ci pensate come soffriranno questi poveri vostri ex colleghi? Noi pensando a come soffrono, ci viene voglia di approfittare delle autorevoli colonne di Giornalettismo per lanciare una grande colletta!

E a proposito di ex parlamentari, che dire del povero [[Clemente Mastella]]? Come non pensare a quanto soffrirà, poverino? Lui che dopo aver fatto cadere il governo Prodi, avere tentato in tutti i modi di candidarsi nel PdL ed era statto rifiutato sdegnosamente da quei cattivoni della Lega Nord, era molto depresso. E si è dato tanto da fare per poter mantenere la famiglia, implorando almeno un posto da europarlamentare. E quando Berlusconi, che è sempre tanto buono, si è impietosito ed ha preferito trombare un gruppo di veline già in odore di candidatura, sacrificandole sull’altare di Ceppaloni, era tornato a sorridere. Non sapeva che per lui era in serbo un’amarissima sorpresa.

Appena arrivato a Strasburgo, è stato informato che da questa legislatura non c’è più lo stipendio differenziato, ma tutti gli europarlamentari prendono la stessa cifra. Non più gli 11.703 euro al mese della scorsa legislatura, ma appena  7.655 euro lordi, il 38,5% di quello di un giudice della Corte di Giustizia Europeo. Una miseria. Il bonus di 4.402 euro per le spese generali, vere o presunte è subordinato al grande sacrificio di essere presenti in aula almeno 7 volte l’anno. Gli altri 17.570 euro di indennità di segreteria sono sempre senza ricevute, ma servono per gli eventuali assistenti. E il forfait di 4.148 euro per i viaggi di rappresentanza è una bazzecola. Sommando tutte le entrate sicure ogni parlamentare prende solo 5.700 + 4.402 + 17.570 + 4.148 euro.

Ma non basta, povero Clemente! Ci sono un sacco di controlli più stringenti sui voli aerei (bisogna presentare addirittura la ricevuta!). E, soprattutto, per le piccole spese all’europarlamento da questa legislatura sono disponibili appena 290 euro al giorno: una vera miseria. Come ha detto l’ex ministro di Berlusconi, poi ex ministro di Prodi, ora di nuovo in quota Berlusconi, “Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano“. Non era una protesta, s’intende. Solo una semplice considerazione. La vita del povero Mastella è davvero grama, ma lui – almeno per ora – resiste.

Certo, potrebbe succedere che, facendo due conti, un giorno si accorgerà che forse stava meglio quando stava peggio. E comincerà ad avere nostalgia per i bei tempi in cui faceva il Ministro a Roma per il Centrosinistra. E chissà che un giorno non telefonerà a Berlusconi e gli dirà: Caro Silvio, scelgo la libertà. Torno a casa: c’è D’Alema che mi aspetta a braccia aperte. E Silvio resterà senza Mastella, dopo essere stato costretto a trombare le veline. Non ci sono dubbi: COME AVEVAMO DETTO QUI, erano molto meglio le veline & c. di cui si parlò ad aprile: giovani, carine, sveglie. E sicuramente più fedeli al loro capo. Anche se qualcuna si è offesa, e non l’ha capito. Pazienza!

Buon tutto!

6 commentistampa - fallo leggere