Mentre i disoccupati fanno la bella vita, c’è chi soffre davvero: gli ex deputati e senatori a cui gli attuali parlamentari vogliono tagliare i fondi. E poi c’è l’immenso Mastella, alle prese con il misero compenso da europarlamentare. Ma non si lamenta, e soffre in silenzio

Eh sì. Il nostro paese è pieno di ricchi. Gente che ha tanto tempo libero e tanta ricchezza tutta per sé. Giovani precari sull’orlo del licenziamento, operai in cassa integrazione a rischio del posto di lavoro, piccoli imprenditori senza ordini sull’orlo del fallimento, disoccupati cronici, meridionali costretti ad emigrare a nord che si divertono dalla mattina alla sera. E impiegati della Pubblica amministrazione ogni giorno sotto accusa.
Mentre questi fannulloni si divertono, gozzovigliano, godono, c’è gente che soffre. I 307 ex parlamentari di ogni colore ed opinione: ex comunisti e forzisti della prima ora, giuristi illustri, socialisti irriducibili e una schiera di democristiani. Gente in gamba, competente, vere e proprie risorse della Repubblica. Sono dei poveri pensionati ai quali un’improvvisa ed ingiustificata ansia moralizzatrice vuole tagliare dei fondi. Incomprensibile, visto che il paese si trova in condizioni economiche floride e solide. Eppure, a partire dal gennaio 2010 vengono minacciati dei tagli consistenti sul milione 726 mila euro speso ogni anno per telepass, biglietti ferroviari e voli gratuiti degli ex.
Una vera ingiustizia. Per fortuna che a difendere questi poveri vecchietti c’è un sindacato, agguerrito come Bonanni quando attacca i lavoratori: è l’Associazione degli ex parlamentari, che rappresenta tutti quelli che sono passati anche solo per pochi anni dal Parlamento. 1.377 ex deputati e 861 ex senatori che percepiscono comunque il vitalizio dovuto a tutti gli ex. Persone che nonostante l’età spesso avanzata, continuano instancabili a girare per l’Italia, per dare un fattivo contributo alla soluzione dei problemi del paese. Ora, tutto rischia di finire. Per colpa di quest’ansia di risparmiare. Ma i nostri non si sono persi d’animo, ed hanno scritto una lettera al premier Berlusconi. In cui offrono una consulenza (gratis) al governo. Gianni Letta ha subito accettato.
E così, i nostri vecchietti hanno potuto finalmente far partire la loro sacrosanta lamentela, scrivendo a quel cattivone del presidente del Senato, esprimendo “viva amarezza e delusione” per la scure che garantirebbe una “irrisoria economia” (1,7 milioni di euro). Una punizione “iniqua e discriminatoria” perché la totale soppressione dei benefici “ad eccezione dei senatori dell’ultima e penultima legislatura, è del tutto inaccettabile“. visto che “ha trovato accoglimento da parte del sottosegretario Letta la nostra disponibilità: siamo pronti a fare altrettanto con le presidenze delle Camere“. E poi ricordano gli ex parlamentari “ci rivolgiamo a voi senatori affinché sia mantenuto quel vincolo di solidarietà che ha sempre legato i colleghi di ieri e oggi“.
Perché una volta c’era più solidarietà. Una volta si diceva “Voi siete ciò che noi fumo, noi siamo ciò che voi sarete”. E non ci si pestava così i piedi, per una misera economia, che corrisponde appena allo stipendio annuo di circa 150 operai, solo alla social card per un anno per oltre 400 persone. E che è appena un anno di pensione minima per circa 280 persone. Ma che vergogna, cari senatori di oggi. Ma non ci pensate come soffriranno questi poveri vostri ex colleghi? Noi pensando a come soffrono, ci viene voglia di approfittare delle autorevoli colonne di Giornalettismo per lanciare una grande colletta!
E a proposito di ex parlamentari, che dire del povero [[Clemente Mastella]]? Come non pensare a quanto soffrirà, poverino? Lui che dopo aver fatto cadere il governo Prodi, avere tentato in tutti i modi di candidarsi nel PdL ed era statto rifiutato sdegnosamente da quei cattivoni della Lega Nord, era molto depresso. E si è dato tanto da fare per poter mantenere la famiglia, implorando almeno un posto da europarlamentare. E quando Berlusconi, che è sempre tanto buono, si è impietosito ed ha preferito trombare un gruppo di veline già in odore di candidatura, sacrificandole sull’altare di Ceppaloni, era tornato a sorridere. Non sapeva che per lui era in serbo un’amarissima sorpresa.
Appena arrivato a Strasburgo, è stato informato che da questa legislatura non c’è più lo stipendio differenziato, ma tutti gli europarlamentari prendono la stessa cifra. Non più gli 11.703 euro al mese della scorsa legislatura, ma appena 7.655 euro lordi, il 38,5% di quello di un giudice della Corte di Giustizia Europeo. Una miseria. Il bonus di 4.402 euro per le spese generali, vere o presunte è subordinato al grande sacrificio di essere presenti in aula almeno 7 volte l’anno. Gli altri 17.570 euro di indennità di segreteria sono sempre senza ricevute, ma servono per gli eventuali assistenti. E il forfait di 4.148 euro per i viaggi di rappresentanza è una bazzecola. Sommando tutte le entrate sicure ogni parlamentare prende solo 5.700 + 4.402 + 17.570 + 4.148 euro.
Ma non basta, povero Clemente! Ci sono un sacco di controlli più stringenti sui voli aerei (bisogna presentare addirittura la ricevuta!). E, soprattutto, per le piccole spese all’europarlamento da questa legislatura sono disponibili appena 290 euro al giorno: una vera miseria. Come ha detto l’ex ministro di Berlusconi, poi ex ministro di Prodi, ora di nuovo in quota Berlusconi, “Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano“. Non era una protesta, s’intende. Solo una semplice considerazione. La vita del povero Mastella è davvero grama, ma lui – almeno per ora – resiste.
Certo, potrebbe succedere che, facendo due conti, un giorno si accorgerà che forse stava meglio quando stava peggio. E comincerà ad avere nostalgia per i bei tempi in cui faceva il Ministro a Roma per il Centrosinistra. E chissà che un giorno non telefonerà a Berlusconi e gli dirà: Caro Silvio, scelgo la libertà. Torno a casa: c’è D’Alema che mi aspetta a braccia aperte. E Silvio resterà senza Mastella, dopo essere stato costretto a trombare le veline. Non ci sono dubbi: COME AVEVAMO DETTO QUI, erano molto meglio le veline & c. di cui si parlò ad aprile: giovani, carine, sveglie. E sicuramente più fedeli al loro capo. Anche se qualcuna si è offesa, e non l’ha capito. Pazienza!
Buon tutto!






















Questa gentucola non ha il senso della decenza, non ha il senso del rispetto e SOPRATTUTTO non gliene frega assolutamente niente di fare il parlamentare (italiota o europeota) ma solo di prendere soldi e tanti perché se son pochi si lamentano pure.. alla faccia della gente che con 7655€ lordi li prende in ben più di 3 mesi e ci paga pure il mutuo… ho il voltastomaco a leggere queste prese per i fondelli
ma, come sempre, la colpa è nostra che continuiamo ad eleggere questa gentucola…
Un caro abbraccio, Lisa
I poveri ex-parlamentari e la diaria di Mastella…
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la democrazia è fatta per i ricchi, i poveri erano poveri e saranno sempre poveri
sentite non rompete le palle: chi governa ha in mano la responsabilità di un paese, vogliamo metterlo con l’ultimo dei pezzenti sfigati? Voi dimenticate che mica si fa il parlamentare così da un giorno all’altro: ci vuole preparazione, competenza, cultura, capacità e intuito politico.
Vorrei vedere voi se dopo anni passati a leccare culi di chi è più importante di voi, a fare e chiedere favori col rischio di prenderla sempre in quel posto, a sorbirvi i vostri insopportabili colleghi di partito mostrando un sorrisone, ad evitare che qualche pm disgraziato e giacobino vi venga a dire che ungere un poco qua e un poco là è reato o che qualche paparazzo di turno vi rovini la carriera mentre ve la spassate con una minorenne o un trans, a passare le notti in bianco a capire quali sono le scelte più giuste per fregare la poltrona più in alto e poi arrivati lassù a resistere a tutti quelli che stanno sotto pronti a farvi le scarpe.
Ecco vorrei proprio vedere se dopo tutta questa faticaccia venisse un decreto qualunque e vi togliesse il frutto del vostro sudato lavoro! Siete solo una banda di qualunquisti invidiosi che non vogliono vedere l’impegno che i nostri fidi governanti profondono nel rendere questo paese un luogo meraviglioso.
PS in effetti a sapere che l’alternativa alle veline era il grufolante mister ceppaloni avrei optato immediatamente per le prime.
@Lisa72:
“la colpa è nostra che continuiamo ad eleggere questa gentucola…”
Dal 2006 la colpa è soprattutto della Legge porcata di Calderoli (che grand’uomo di stato!).
@giovanni:
Non sono d’accordo: la democrazia è fatta per tutti. E con la “rassegnazione” non andiamo da nessuna parte. Poi certo, guardare la relatà spesso getta nello sconforto.
@lelith:
Sì, in effetti hai ragione: la vita dell’exparlamentare è troppo stancante. Chiediamo scusa, ritrattiamo tutto. COme abbiamo già fatto per le veline.
C.
non di solo caciocavqllo vive l’ homme