Non si finisce mai di imparare dal ministro dell’economia. Nel Documento di programmazione economica e finanziaria riesce anche a smentire se stesso, scrivendo un’analisi senza speranza e dettando una ricetta che fa paura: non fare nulla davanti a problemi giganteschi del paese
Per mesi il governo ha detto di esser stato l’unico ad aver previsto la crisi (si vede: per il 2009 il vecchio [[Dpef]] prevedeva un +0,9%, quello attuale un -5,2%!), ad aver già “sistemato” i conti pubblici. Il governo ha anche detto in questi mesi che l’Italia ne avrebbe risentito meno di altri e che sarebbe stata la prima a riprend
ersi quando la congiuntura fosse tornata al bello. Per questo si sono fatti solo provvedimenti “tampone”. Chi affermava il contrario era uno iettatore, una cassandra o peggio. Adesso a certificare il disastro dell’economia italiana e dei suoi conti pubblici è proprio il Dpef.
LO SCENARIO MACROECONOMICO – L’analisi della situazione economica è impietosa. A pag.5 si avverte che “nei paesi più sviluppati la ripresa potrebbe essere disomogenea in relazione al diverso grado di esposizione alle cause strutturali della crisi. Resta da verificare se la ripresa anticipata dei paesi asiatici emergenti possa agire da volano per le aree più avanzate. Rimangono inoltre dubbi sulla solidità complessiva della ripresa ciclica mondiale, soprattutto in considerazione del probabile graduale venir meno dello stimolo fiscale e monetario”. Quindi, dice [[Tremonti]], la ripresa sarà lenta, non sarà generalizzata, riguarderà più i paesi asiatici che gli altri. E non è scontato che sarà duratura, anzi ci sono rischi notevoli di una ripresa lenta e a singhiozzo. Il Dpef prevede infatti un aumento del commercio mondiale solo a partire dal 2011 e attorno al 5% annuo, quindi molto più lento del passato (prima della crisi era attorno al 9% annuo). E i paesi industrializzati, cioè noi e i nostri principali “clienti” cresceranno molto meno di prima. E l’Italia come è messa?
LE PROSPETTIVE DELL’ITALIA – Continuiamo a leggere il documento di Tremonti: “In Italia l’attività produttiva, caratterizzata congiuntamente da forte propensione all’esportazione e da peso rilevante dell’industria manifatturiera sul valore aggiunto, ha particolarmente risentito del crollo degli scambi internazionali e della forte riduzione degli investimenti”. Ma come, non eravamo quelli messi meglio? Non proprio: nel 2008, anno in cui il commercio mondiale segnava comunque un +2,5%, le nostre esportazioni erano già a -3,7%. E in futuro, se il commercio mondiale crescerà a livelli molto meno intensi di prima (parola di Tremonti), come fa il Dpef a prevedere una ripresa della crescita del Pil italiano al 2% annuo dal 2011, se prima della crisi (quando il mondo cresceva del 9% annuo), l’Italia ristagnava allo 0,5% medio? Tremonti forse pensa ad una robusta ripresa della domanda interna. Ma non sembra, parola di Dpef: “i consumi risentiranno della caduta dell’occupazione” (ma allora i dati Istat sull’occupazione sono affidabili, ministro?). E per gli investimenti, Tremonti (Tav. III.5, pag. 27) stima l’importo del provvedimento di detassazione degli utili attorno allo 0,1% di Pil. Cioè niente, a meno di non pensare ad un effetto moltiplicatore keynesiano mai visto al mondo. E tenendo conto, è sempre il Dpef a parlare che “la riduzione degli investimenti è connessa ai bassi livelli di utilizzo della capacità produttiva, all’inasprimento delle condizioni del credito bancario e al calo della profittabilità delle imprese”. La previsione di aumento degli investimenti per il 2011 è molto otti
mistica.
LE BUGIE DI TREMONTI – Non ci sono prospettive incoraggianti nell’analisi di Tremonti, e la previsione di crescita alta a partire dal 2011 è pure contraddetta dall’analisi del Dpef. Coincide con le molte analisi delle cassandre di questi ultimi mesi. Come si concili con le dichiarazioni superottimistiche del Ministro è un mistero. Ma c’è di peggio. Leggiamo cosa dice Tremonti a pag.36: “I risultati mettono in evidenza come la crisi stia dispiegando effetti di natura permanente, prevalentemente imputabili alla riduzione del tasso di crescita del PIL potenziale, sia sulle entrate, attraverso il deterioramento delle basi imponibili, sia sulla spesa primaria, peggiorando il saldo primario al di là di quanto ci si potrebbe attendere se si considerasse unicamente l’effetto degli stabilizzatori automatici”. Se questo è il suo pensiero, quando Tremonti dice alla stampa che noi siamo messi meglio degli altri, mente sapendo di mentire. Come fa a dire, visto ciò che scrive, che l’Italia non ha bisogno di riforme strutturali, che basta aspettare che passi la crisi e poi il paese ripartirà? Nel “suo” Dpef scrive: “Il ritorno a un sentiero di convergenza verso l’obiettivo di medio termine della politica di bilancio richiederà l’adozione di ulteriori interventi di risanamento fiscale”. Come il ministro possa giustificare la distanza tra questo Dpef e le sue dichiarazioni di stampa è un suo problema. Il fatto che non si decida a invertire la rotta, in un modo o nell’altro, è un problema di tutti gli italiani.






















“Se questo è il suo pensiero, quando Tremonti dice alla stampa che noi siamo messi meglio degli altri, mente sapendo di mentire”
Non direi. Semplicemente , noi andiamo male, ma gli altri stanno andando persino peggio di noi.
Riguardo a pensioni e P.A. il DPEF è timido , ma chiaro. La colpa di Tremonti, come di Berlusconi, è di non utilizzare l’ampia maggioranza di cui godono per mettere le cose in chiaro: il sistema pensionistico italiano è una truffa degna di Madoff e lo è dalla riforma degli anni ‘70, solo che adesso sono finiti i polli e quindi salterà da un momento all’altro; la PA va ridotta, ma visto che non si può licenziare, a pagare saranno i precari. L’alternativa ci sarebbe, ma l’articolo 18 è diventato ormai un feticcio da tribù della Nuova Guinea.
Mi immagino però lo starnazzare scandalizzato del resto del Parlamento, se qualcuno avesse il coraggio di dire queste cose in Aula. Tremonti, diventato politico, non vuole una guerra e quindi si limita ad accennare le questioni spinose, come ogni politico farebbe: meglio essere ipocriti che perdere consensi. Il vero discrimine sarà se prima o poi si passerà all’azione; se non lo farà, passerà alla storia come l’ennesimo macchinista del nostro stato assistenziale.
@Falkenberg.
Se hai letto il Dpef come me, sai bene che è pieno di analisi impietose sullo stato dell’economia italiana e sulle sue prospettive.
E’ normale- data l’analisi – non far nulla, e soprattutto dire alla stampa che “non c’è bisogno di fare altro, “che tutot va bene”, quando poi scrivi frasi come quelle di pag.36?
Riguardo all’essere messi meglio, se si leggono le previsioni sul quadro macroeconomico mondiale, nonstante sia abbastanza evidente che le previsioni per l’Italia sono un po’ “ottimistiche” (sempre seguendo le considerazioni del Dpef) si prevede un tasso di crescita più alto rispetto al nostro sia per la Ue che per il complesso dei paesi industrializzati. Siamo sicuri di essere messi meglio degli altri?
Sulle pensioni. Un governo di fronte ad una crisi del genere promette (e regala) lacrime e sangue. Per il bene del paese.
Perderà le elzioni, ma farà un servigio al paese (vedi Churchill). Certo paragonare Tremonti e berlusconi a statisti del genere (che pure sbagliarono, tutti sbagliano) è improponibile.
Ma se l’Italia affonderà la scusa che il parlamento e l’opposizione stranazzano di fronte ad eventuali provvedimenti forti del governo sinceramente non regge. Sono sicuro che ne convieni anche tu.
Ah, il tempo di passare all’azione è già scaduto. E non lo dico io, ora lo dice lui con il suo Dpef. Si muova. O aspetta che l’opposizione diventi più forte e le scadenze elettorali si facciano più vicine?
Se non ora, quando?
Ciao!
C.
Ciao
ma nell’aria aleggia una patrimoniale? ho sentito di persone che hanno incassato soldi in meno dai buoni postali, e inoltre che Tremonti voglia mettere le mani sulla cassa depositi e prestiti.
Sapete qualcosa al riguardo?
Carlino, ma mica ti starà sulle scatole Giulietto? Guarda che s’era capito
Carlino il comico legge con troppo impegno i soloni della Repubblica, che di cazzate ne dicono tante.
Ma poi, ammesso che una parte del Parlamento” starnazzi” pr eventuali misure impopolari , questo è un governo che gode di un consenso e di numeri senza precedenti perlomeno nella storia recente. Berlusconi ha trovato il modo di approvare anche leggi impopolari, quando ne aveva la convenzienza, e non può nel caso ” forzare ” la situazione per leggi che fossero pure impopolari ma se non altro utili a qualcuno i più di lui o quattro persone? Berlusconi e i suoi giornali hanno strombazzato con energia il gran consenso e i numeri eccezionali del governo Berlusconi, ma questi numeri diventano un’aggravante quando non si usa questa forza per il bene del paese.
@Roberto:
Non mi risulta che un provvedimento del genere sia allo studio. certo, s ela situazione dei conti pubblici dovesse peggiorare, l’esperienza (1992) insegna che tutto può succedere
@Leo:
No, Leo, come sai io sono un “bonaccione” e personalmente voglio bene a tutti. Non accetto però che si facciano mistificazioni sulla pelle di tutti noi, e che soprattutto chi ha delle responsabilità di governo (a qualsiasi livello) non s ele prenda, per il bene di tutti.
Tra l’altro, sono arciconvinto che un azione riformatrice del governo berlusconi, condita con le indubbie capacità comunicatvie dei “nostri eroi” alla fine potrebbe essere pure pagante da un punto di vista elettorale. A meno che il problema non sia che la “solidissima” maggioranza non sia tanto solida. Ma a quel punto: la parola al popolo sovrano, no?
@ambrogio brambilla:
Eh, sa, mi tocca per lavoro. Quindi farlo anche per diletto diventa quasi piacevole…^_^
@Mj:
Esattamente quello che volevo dire anch’io.
Grazie!
C.
cercare sul vocabolario la voce Cazzaro oppure
http://www.bruttastoria.it/dictionary/Cazzaro.html
Cazzaro : persona che dice cazzate,chi racconta abitualmente menzogne e si vanta di capacità e virtù che non possiede,o di possedere cose che non ha.