Brianza rossa

21/05/2012

Brianza rossa

Un’ora fa (comunque fuori tempo massimo) in una rete nazionale ho sentito con le mie orecchie un importante giornalista dire, a seggi chiusi, che non credeva che a Monza avrebbe vinto la sinistra. Peccato che a Monza avesse già vinto la sinistra. I dati erano già pressoché definitivi: Scanagatti, il candidato del PD, è sindaco con oltre il 55 % dei voti, Mandelli del Pdl si ferma al 43 %.

Monza, con i suoi 122.000 abitanti, è la terza città della Lombardia ed è capitale di una delle province tra le più ricche d’Italia e d’Europa. Vi ricordate quando Tremonti diceva “Finché c’è Brianza c’è speranza”? Qui due anni fa il centrodestra superava il 70 %. Oggi la Brianza cambia colore in modo deciso. A Lissone, cittadella della lega da decenni, è sindaco Concetta Monguzzi, con il 64.72%. A Meda, per un voto, vince il candidato del centrosinistra Gianni Caimi contro Giorgio Taveggia della Lega. A Senago Lucio Fois è sindaco per il centrosinistra con il 61.12% contro Riccardo Pase (Lega e civiche) al 38.88%. A Como ancora sinistra, come a Garbagnate.

Non ci si ricorda della Brianza e poi ci si chiede perché per decenni nel nord ha vinto la Lega. I grillini hanno vinto 5 poltrone. Guardacaso qui però non hanno conq uistato le poltrone di primo cittadino. Sapete perché? Perché ci siamo già passati, ecco perché.

Noi brianzoli abbiamo fatto un’altra scelta, nel bene e nel male. Abbiamo scelto partiti solidi, perché siamo gente pratica e non ne abbiamo più voglia. Non ne abbiamo più la minima voglia. Abbiamo sentito abbastanza barzellette. Divertenti, per carità. Però non abbiamo più voglia di ridere. L’abbiamo detto oggi, chiaramente. Certo, la percentuale dei votanti a Monza si è abbassata del 15 % e oltre. Perché? La risposta è semplice, e pratica: perché ormai noi piuttosto che dare il voto di protesta preferiamo starcene a casa. Abbiamo imparato a nostre spese.

Noi brianzoli, oggi, abbiamo detto basta ai comici, ai cerchi magici e alle freddure. Abbiamo altro da fare, adesso, e l’abbiamo capito. Il nostro cuore è rosso, per quello che abbiamo speso, per quello che spenderemo e per quello che vedremo. Nessun vincitore festeggerà, stasera. Perché qui piove, governo ladro, e perché il sangue scorre nella nostra povera Italia martoriata. Noi oggi abbiamo detto che siamo italiani. Oggi noi siamo i più italiani di tutti, con i nostri sbagli e il nostro lavoro oscuro e le nostre miserie che tutti hanno conosciuto. Siamo italiani che sono diventati rossi da verdi o di altro colore che erano, che hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, per disillusione ma anche per un’idea di speranza solida e costruttiva. Siamo italiani veri, che rischiano aderendo ai partiti di Roma pur sentendosi persi e confusi. La nuova Brianza rossa merita l’onore delle armi, per chi è andato alle urne e per chi con coraggio, pesandola diversamente ma senza più crederci abbastanza, è rimasto a casa. Noi, che abbiamo lavorato tanto, oggi in tempi schifosi abbiamo creduto nell’Italia. Chissà se è vero che finché c’è Brianza c’è speranza.

 

 

1 Commento

  1. Donato melchiorre scrive:

    Rovesciatasi la padella col soffritto di cipolla verde, sono finiti direttamente nella brace, bella, ROSSA e vivace.
    ilbrigante2012@libero.it

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