Essere trans a cinque anni

21/05/2012 - di

Una bambina di cinque anni ha deciso di vivere come un maschio

Essere trans a cinque anni

Kathryn ha sempre detto di essere in realtà un maschio, da quando aveva due anni. E a quattro i suoi genitori si sono arresi: la figlia è diventata un figlio chiamato Tyler.

I DUBBI - La vicenda del piccolo transgender, che oggi ha 5 anni, viene raccontata oggi dal Washington Post e apre molti interrogativi, sulle scelte a cui vengono e verranno chiamati i genitori. Oggi si tratta di un nome, vestiti e giocattoli diversi. Al momento della pubertà bisognerà decidere invece se avviare un trattamento medico in vista del cambiamento di sesso.

 

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LA PATOLOGIA - Tyler e i suoi genitori Jean e Stephen vivono in una cittadina del Maryland. Ci sono voluti due anni per capire che la piccola Kathryn non era un maschiaccio, ma che il suo rifiuto totale dell’identità femminile era un problema più profondo. E quello che la madre, e poi il padre, avevano già intuito, è stato confermato da uno specialista: la bambina soffre di “disforia di genere”, ovvero s’identifica con l’altro sesso rifiutando quello anagrafico.

IL MASCHIETTO - Ai genitori è stato raccomandato di trattarla come un maschio. E così è avvenuto. Tyler si veste da maschio, gioca da maschio, viene nominato al maschile ed è molto felice della sua nuova identità. Parenti, amici e conoscenti sono stati informati del cambiamento, così come la chiesa presbiteriana frequentata, che ha sostenuto i genitori. Per la scuola è  stato necessario scegliere un istituto privato.

 

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VERSO L’OPERAZIONE? - Ma i veri problemi sorgeranno attorno ai dieci anni quando Jean e Stephen dovranno decidere se somministrare a Tyler farmaci per bloccare lo sviluppo della pubertà, per poi proseguire a 15-16 con una terapia ormonale. Cio’ renderà Tyler sterile, ma renderà più facile una successiva operazione per il cambiamento di sesso. Scelte difficili per le quali al momento vi è una scarsa letteratura medica. Pochi sono infatti i casi per il quale il cambiamento di sesso e’ stato avviato con dei soggetti ancora minori.

LA STORIA DI ZACH - La storia di Kathryn – Tyler ricorda il caso speculare di una bimba inglese “intrappolata” in un corpo da maschio. Zach, questo il nome del bimbo, ha deciso all’età di tre anni di essere una femmina e ha cominciato a pretendere abiti e giochi femminili e a voler far crescere i capelli. Il servizio sanitario nazionale britannico (NHS) gli riconosce un disturbo nell’identità di genere e nella scuola materna che frequenta in Essex hanno provveduto ad attrezzare una toilette “neutra” oltre a quelle per maschietti e femminucce.

SONO ANCORA PICCOLI - Il caso di Zach non riuslta però isolato. Indipendentemente dalla storia di Kathryn solo in Gran Bretagna vengono registrati ogni anno fino a sei casi di “disturbo nell’identità di genere”, e data la giovanissima età, non è nemmeno detto che si tratti di un cambiamento irreversibile, molti dei soggetti ai quali è stato diagnosticato questo genere di “disordine” cambiano nuovamente idea attraversando le diverse fasi della crescita. Quindi anche Tyler potrà tornare ad essere Kathryn in futuro

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49 Commenti

  1. monix scrive:

    Non so giudicare l’operato dei genitori,non è facile gestire certe situazioni,specialmente nella nostra società così bigotta…dove c’è ancora chi crede che sia una malattia genetica…il DNA!?!? Pio ma cosa dici?

    • Curioso al 100% scrive:

      Certo che una/uno che afferma che la genetica non c’entra in questo genere di anomalie umane, dev’essere davvero un genio!
      Quindi, per favore, spiegaci di che natura sarebbero, secondo te, queste stranezze!

      • ahahaha scrive:

        quindi pensi che anche i gay siano delle anomalie umane? guarda che questa cosa (di sentirsi di un altro sesso fin da bambini) non riguarda solo lui…ma migliaia di persone!

        • prince william from england scrive:

          oh my gosh!

        • kingstone scrive:

          Il termine anomalia umana mi sembra offensivo, certo che sia una condizione patologica mi sembra evidente, il transessualismo come l’omosessualità.

          • Gaia scrive:

            Ignoranti, l’omosessualità non c’entra nulla con la tranessualità. La condizione patologica, chiamata “disforia di genere” è ben diversa. L’identità di genere sta nella mente, non tra le gambe. Alcune persone pensano che la transessualità sia una condizione solo psicologica, ma recenti studi sul cervello umano hanno dimostrato che il cervello maschile e quello femminile presentano strutture differenti. I ricercatori che hanno analizzato cervelli di transessuali, hanno scoperto che presentano strutture cerebrali più simili a quelle del genere psicologico rispetto a quelle del sesso fisico. E’ importante quindi sottolineare il fatto che la sola “cura” consiste nell’accettazione di sé e nel graduale adattamento del proprio corpo alle esigenze interiori, accettazione che può essere favorita dall’amore dei propri cari. La disforia è il disagio di vivere in un corpo sbagliato, non l’identità di genere in sé.

          • elllle scrive:

            Sono pienamente d’accordo con Gaia; solo su una cosa dissento: quando si parla di certe cose mi sembra sbagliato parlare di “condizione patologica”, al massimo io parlerei di situazione di disagio.

  2. Patrizia scrive:

    Io non credo affatto opportuno dare in pasto alla folla (ovviamente) ignorante in materia temi di qesto spessore………
    abbiamo fatto dell’Italia un paese del “fai da te” anche quando certi argomenti andrebbero riservati esclusivamente a chi per competenza li studia,li valuta e dovrebbe seguire la famiglia in questo difficile compito che le si presenta…………

  3. donvito scrive:

    Ragazzi ma siete seri?? Una bambina di 4 anni che dice di essere uomo e voi date ragione ai genitori?? Ma siamo pazzi?
    Ok non discriminare trans e gay ma è comunque una patologia ed essendo la componente psicologica fondamentale meglio intervenire finchè ha questa età invece che iniziare a chiamarla con un nome da uomo!
    Come si fa a dare ascolto su un tema del genere a un bambino di 4 anni????pazzesco.

    • celi scrive:

      questo ti da la misura della stupidità della gente. Molti si illudono di apparire liberali o emancipati (e comunque più intelligenti) proponendo puttanate cosmiche come 3/4 dei commenti che si leggono ogni qual volta si citino termini come omosessuale, transgender, transessuale, ecc. Tutti così aperti….già. Ma se capitasse a loro?

    • ...già il nome convito...la dice lunga scrive:

      Caro donvito, la “patologia” sta tutta nella sua mentalità vecchia retriva e retrograda che la porta a pensare che la transessualità e l’omosessualità, peraltro aspetti diversissimi della sessualità umana, siano ancora delle malattie!!!
      Torni al suo Medioevo pieno di malattie, perchè mi sembra quasi “terminale”.

  4. marta scrive:

    Mah, questa bambina avrebbe ancora bisogno del latte materno e già l’hanno inquadrata come maschio! I genitori sono dei pazzi!Io al posto loro non avrei alzato tutto questo polverone -almeno sino alla pubertà- rispettando quello che ha detto la natura e non assecondando i capricci di una mocciosetta che ancora non sa cosa è la vita. Mamma mia che mondo! I genitori che vogliono fare i moderni non sanno che se crescendo questa bambina trova un ragazzo che si innamora di lei può cambiare idea? perchè trattarla già come un maschio? Ma dove siamo arrivati? Cambiamo la natura già a 4/5 anni? A quell’età si è solo capricciosi e non si sa niente della vita e men che meno dell’amore!

    • ellle scrive:

      Guarda che l’identità di genere si sente (nel cervello e non in mezzo alle gambe) fin da piccolissimi.
      I genitori hanno fatto bene , a meno che la storia non sia molto diversa da come viene raccontata, e la cosa non sia partita da loro.

  5. Andrea scrive:

    Perchè parlare di anomalie genetiche o patologie, si nasce bianchi, neri, uomini o donne, così come si può nascere in un corpo in cui non ci si identifica, quanti di noi hanno desiderato per gran parte della propria vita essere qualcuno che non siamo, migliori, più alti, più bassi, fulvi, biondi o con gli occhi azzurri, è così anomalo non riconoscersi nel proprio sesso, io penso di no, forse la gente dovrebbe solo imparare ad accettare che non vi sono diversità perchè non vi sono eguaglianze, siamo tutti differenti e ci rifugiamo in gruppi o in persone che reputiamo simili per non sentirci soli

    • dario scrive:

      Nessuno dice che non meritino rispetto, si contesta il fatto che lo si voglia considerare normale e non patologico! Quanti bambini nascono down? molti, mica li uccidiamo, ma non diciamo neanche che sono sani.

  6. marisa scrive:

    Ha appena smesso di nutrirsi dal biberon e già vuole saperne della vita questa mocciosetta!E i genitori che l’assecondano o la portano dai medici!Che amarezza!

  7. Sara scrive:

    Io dico che questo bambino (bambina) abbia ragione anche a 3 anni se ti senti a disagio nel sesso di appartenenza,io a 11 anni sono un maschio geneticamente ma una femmina in tutto il resto,

  8. simone scrive:

    Io frequento un liceo sociale in cui studio sei ore alla settimana psicologia e posso affermare che la maggior parte di coloro che ne sanno qualcosa in merito non sarebbero così aperti…. molto spesso l omosessualita e la transessualita dipendono da una mancata identificazione col genitore dello stesso sesso dovuta a traumi ecc… con questo non voglio affermare che siano necessariamente delle malattie mentali ma dipendono spesso comunque da un disagio personale… che soprattutto all età di questa bambiba dovrebbe essere allarmante… che si dica quello che si vuole… ma credo che il problema di questa bambina riguardi la madre con cui non è riuscita ad identificarsi e sia quindi soprattutto per la.tenera età superabile con una psicoterapia/psicanalisi

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