Le capacità introspettive dei bagnini sono state finora troppo sottovalutate?
Le spiagge della Liguria sono tutto un pullulare di ombrelloni affittati a prezzi non modici a piemontesi e lombardi che ivi hanno la seconda casa. Ogni spiaggia offre, tra gli scarsi agi e comodità, il servizio salvataggio, vale a dire i bagnini, i quali si alternano nelle varie ore del giorno per garantire una balneazione sicura. I bagnini hanno varie età,
così come le signore e signorine che si alternano ai piedi del trespolo. Ogni bagnino dispone di due o tre anime adoranti, di età compresa tra i quindici e i quarantacinque anni. Parlano fitto per ore, e pare proprio che abbiano qualcosa da dirsi. Al di là di tutte le prevedibili e volgari allusioni e illazioni che si possono concertare a riguardo, osservare queste conversazioni fa capire molto sulla solitudine e sul desiderio di relazione, di qualsiasi natura tale relazione sia. Il bagnino, costretto per lavoro a stare sul trespolo ad annoiarsi a morte, non disdegna la compagnia delle trespolanti. Quelle sposate lasciano i pargoli a mollo per ore per avere la scusa di restare sul bagnasciuga, ma solo tra il lunedì e il venerdì perché nel week end arriva il marito, mentre le giovani rinunciano al bagno per presidiare il bagnino sempre, festivi compresi. Seguire queste tresche amorose non è segno di disinteresse nei confronti dell’attualità né di decadimento morale e neppure di morbosità, perché i mezzi d’informazione non fanno altro che parlare in modo massivo di amorazzi estivi, però riferiti a vecchi barbogi e tinti e non a giovani nuotatori di sana e robusta costituzione.
METEMPSICOSI DA SPIAGGIA – Il grande vantaggio della spiaggia rispetto al televisore e al giornale è che, oltre alla visione dell’uomo del salvataggio e delle sue spasimanti, si apre l’orizzonte. Mi sdraio sul lettino e piano piano mi estraneo dalla contingenza dei bikini e dei bagnini e mi volgo a pensieri ulteriori e sommi. Mi aiuta in tale pratica zen la conversazione con i vicini d’ombrellone, creature costituite dal più mefitico concentrato di noia mortale, le cui parole agevolano l’uscita del timpano dall’orecchio nonché del cervello dalla scatola cranica, ma soprattutto dell’anima dal corpo. Dopo dieci minuti di racconti delle gesta dei nipoti della signora Brambilla in Fumagalli, uno dei quali ha appena acquistato una Porsche, e la lista dei mirabilia professionali del Crippa, eccomi a un passo dal grande balzo metafisico. Esso si realizza durante l’enumerazione dei pensierini politico-morali della Signora Pina G., stantia litania di bassezze assortite dopo ognuna delle quali esce spontaneo dal piloro un ora pro nobis peccatoribus. Ecco, concluso questo complicato procedimento, realizzarsi l’estasi mistica del viaggio fuori da se stessi. Abbandonata Pina G. alle sue senili elucubrazioni, in preda alla mia quotidiana metempsicosi vacanziera oggi anch’io sono andata a parlare con il bagnino, ricavandone le mie riflessioni.
SAGGEZZA BAGNINA – Primo, il bagnino è molto più sensato di tutti i Crippa Brambilla Fumagalli che si assiepano molesti nella prima fila delle sdraio. Secondo, con i piedi nell’acqua si sentono più prossimi gli effluvi dello iodio e il rilassante sciabordio delle onde. Terzo, mi sento psicologicamente solidale con i bagnini, i quali sperimentano come me, ma per tutta l’estate e non solo per un paio di settimane, l’idiozia degli spiaggiati e forse, frattanto che ascoltano innumerevoli baggianate, pure loro si approcciano alla mia stessa estasi mistica. Sarà per questo che risultano così interessanti agli occhi delle signore. Perché, mantenendo la visione pulita dell’orizzonte a malgrado della scelleratezza dei ragionamenti delle trespolanti, sviluppano una certa forma di saggezza.
ADDOMINALI E PSICHE – Ovviamente non so se le trespolanti stanno attorno ai bagnini perché amano avere nuovi spunti di ragionamento o solo perché vogliono farsi questi ragazzotti, ma la cosa certa è che i bagnini, obbligati per contratto a passare tot ore al giorno per tutta l’estate sulla seggiola sopraelevata, si lamentano ma non possono vivere senza quel punto privilegiato di osservazione del mare. Si lamentano ma ogni anno sentono il richiamo dell’azzurro orizzonte, e forse non se ne rendono propriamente conto, ma sono attratti in modo irresistibile da ciò che più invidio loro: la prospettiva, lo spazio davanti a sé e una disposizione quasi leopardiana verso l’infinito. La solitudine del bagnante maschio e femmina è tragica per via dell’horror vacui. Il bagnante ha bisogno anche al mare di riempirsi la vita di cabina sdraio ombrellone attrezzatura, di impegni scadenze relazioni emozioni brividi eccetera. Il bagnino dall’alto del suo trespolo non soffre di questa paura del vuoto, in quanto abituato a fissare per mesi e mesi una vastità, pur punteggiata di scocciatori, ma pur sempre vasta. Essa si stampa nell’anima e costituisce un richiamo, capace di esercitare una languida malia sugli individui incapaci di ampliare il raggio della propria visione dell’esistenza. Lo sguardo delle persone abituate a guardare lontano è sempre attraente. Certo poi che degli addominali ben disegnati fanno un bell’effetto sulla psiche anche loro.





















“Lo sguardo delle persone abituate a guardare lontano è sempre attraente.”
Vero! Il bagnino scruta l’orizzonte e contempla l’immensa azzurrità del mare…è un classico filosofo in perenne meditazione!
Ammetto che è una categoria che non sopporto…
Bell’articolo Cllementina.
Da bagnino posso dirvi che le cose non stanno proprio cosi