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pubblicato il 17 luglio 2009 alle 15:48 dallo stesso autore - torna alla home

Beppe Grillo ce l’ha fatta. E’ il tesserato numero 40 del circolo del Partito Democratico avellinese, o più precisamente, di Paternopoli in Irpinia. Mentre c’è divergenza tra il nome del circolo in cui s’è iscritto (Repubblica dice “Martin Luther King”, mentre Irpinia ti amo riporta un più suggestivo “Karl Marx”), il segretario locale che gli ha fornito il fogliettino plastificato risponde al nome di Andrea Forgione, ha 45 anni, è un infermiere professionale, sposato con due figli, ex-Ds. È stato lui, oggi, a tesserare Beppe Grillo contravvenendo le indicazioni della commissione nazionale di garanzia, secondo cui il comico genovese non ha i recquisiti per entrare a far parte del Partito democratico visto che “egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile” al Pd. “Se vogliono, quelli di Roma mi caccino pure. Io – dice Forgione all’ADNKRONOSsono entrato nel Pd da uomo libero e se mi dicono di andarmene lo farò allo stesso modo, da uomo libero“. E come tale, Forgione ha ritenuto sbagliata la decisione della commissione di Garanzia di tenere fuori Grillo dal Pd. Così ha contattato tramite blog il comico genovese ed oggi ha firmato la tessera numero 40 del suo circolo a Paternopoli per Giuseppe Piero Grillo, in arte Beppe. “Ma su che basi a Roma si decide chi è ostile al Pd e chi no? Io, dopo alcuni anni di distanza dalla politica, dopo una lunga militanza nei Ds, mi sono riavvicinato -racconta Forgione- perchè credevo nel progetto di Veltroni di partito riformista, aperto, democratico davvero. E quello che sto vedendo, invece, è un’involuzione, un ritorno alle burocrazie del passato, al partito dei Marini e dei D’Alema. Ma sappiano, a Roma, che fuori da questi vecchi schemi, c’è tanto di più. C’è tutto un mondo che può essere un contributo per il Pd e se ci chiudiamo, non vinceremo mai. Noi il 29 e 30 luglio facciamo la festa del partito a Paternopoli e inviteremo il nostro iscritto Grillo. Ascoltiamolo, anche quando dice parole dure, parole politicamente scorrette e magari potremmo scoprire che la democrazia sta anche lì“.

Ora, non si sa quanto sia credibile un tesseramento del genere, se non altro perché a quanto risulta è stato effettuato autonomamente dal segretario Forgione, senza che Grillo abbia richiesto l’iscrizione né che abbia ritirato la tessera. Certo, visto che in Campania ne sono successe di cotte e di crude al PD, un iscritto in più o in meno non cambierà molto. Poi c’è anche da ricordare che Grillo non è residente in Irpinia; quindi, anche questa iscrizione è a fortissimo rischio di annullamento. Ma soprattutto, bisogna ricordare che la tessera al massimo può dare al comico genovese il diritto di votare all’assemblea (visto che è stata staccata prima del 23 luglio), ma rimane sempre che nello statuto del PD, articolo 9, c’è scritto che si possono candidare solo gli iscritti al partito “presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni“. Ovvero, il 26 giugno. Grillo potrebbe votare ma non candidarsi, insomma, secondo l’interpretazione restrittiva circolata in questi giorni.

Nel frattempo,  Tino Iannuzzi, segretario regionale della Campania del Pd, sbarra di nuovo la porta: “L’iscrizione al Partito democratico di Beppe Grillo è da considerarsi priva di ogni valore. Infatti la Commissione nazionale di Garanzia del nostro partito, con una decisione che produce i suoi effetti sull’intero territorio nazionale, ha giustamente stabilito che Grillo con il suo movimento politico ha ispirato posizioni totalmente contrarie e ostili alla linea e all’azione politica del Pd. Pertanto la sua iscrizione è del tutto incompatibile con l’adesione al Partito democratico. Sappiamo che le regole possono a volte apparire fredde, ma a Grillo ricordiamo che rappresentano, in democrazia, una garanzia per tutti“.  Anche Gero Grassi, vice responsabile nazionale Organizzazione del Pd, conferma: “L’iscrizione di Grillo da parte del circolo di Paternopoli è priva di validità. La Commissione nazionale di Garanzia ha escluso all’unanimità di poter accogliere la richiesta di iscrizione al Partito democratico da parte di Beppe Grillo per aver promosso e sostenuto liste apertamente ostili al nostro partito. In ogni caso, ricordiamo che lo Statuto prevede che l’iscrizione avvenga nel proprio comune di residenza. L’accettazione da parte di qualunque coordinatore di circolo della richiesta di iscrizione di Grillo – conclude – è da considerarsi un’iniziativa estemporanea palesemente contraria allo Statuto“. A stretto giro di posta arriva la replica di Forgione: “Se Iannuzzi ha il potere di decidere la validità o meno del tesseramento di Grillo allora me lo comunichi per iscritto. L’amico Iannuzzi - ha detto Forgione all’ANSA – è stato eletto anche grazie ai nostri voti. Se vuole farmi una nota in cui dichiara nullo il tesseramento di Grillo si accomodi. Ma non è lui che deve decidere. È Roma“. Sulla motivazione addotta da Iannuzzi, cioè il parere della Commissione nazionale di Garanzia del Pd, secondo cui Grillo con il suo movimento politico ha ispirato posizioni totalmente contrarie e ostili alla linea e all’azione politica del partito, Forgione non ha dubbi. «Hanno tradito il partito, hanno fatto una fesseria», ha detto aggiungendo che il vero problema è che il comico genovese «ha parlato male di D’Alema»

Il comico non sembra essersene ancora accorto: “Sono contento. Ma io deve prendere 2.000 firme entro due giorni e non so se ce la faremo. Però andrò al congresso a parlare – spiega – Vuol dire che io sono tesserato e che andrò al loro congresso a parlare. Adesso bisogna vedere se lo statuto prevede che un tesserato parli al congresso. Se non ci sarà un’altra commissione di garanzia dove l’articolo 4 del paragrafo 9 dirà che io non posso parlare. Allora vedremo. Comunque andrò al congresso. Questo è sicuro“. Insomma, da quello che dice forse la boutade della candidatura si risolverà alla fin fine soltanto in uno show. L’ennesimo.