Ecco cosa fanno i parlamentari al lavoro!
di Redazione - Basta parlare male dei nostri onorevoli. Leggete qui e capirete che je tocca fa'
LA RICETTA IDEALE – E dunque ecco, in precisi allegati, la ricetta ideale del gelato italiano: “Nel caso di gelato di crema all’uovo la percentuale minima di tuorlo d’uovo prevista in ricetta e utilizzata deve rappresentare almeno il 6% in peso”. E per gli amanti del gelato al limone: “E’ necessario prevedere in ricetta l’impiego di almeno il 15% in peso di agrumi o il 30% di altra frutta”.
OLI, VINI E CASTAGNE - Oli, vini e castagne godono di altrettanto credito: “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” (S.3211), “Norme per la promozione delle attività turistiche legate al vino piemontese e istituzione delle strade del vino piemontese e delle tipicità enogastronomiche locali’ (C.4342) e “Disciplina degli itinerari turistici denominati percorsi delle castagne” (C.4645) vanno in tale golosa direzione. La proposta più poetica del settore è sicuramente quella che viene incontro alle aziende agricole “danneggiate dal virus della tristezza degli agrumi” (C.1187), che non riguarda la malinconia dei mandarini ma un virus che attacca le piante e le fa rapidamente morire. Per chi ha un animo più casereccio, dal deputato bolognese del Pd Marco Beltrandi arriva la proposta di legge per la “valorizzazione e la promozione della sfoglia emiliano-romagnola” (C.1058).
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LA RISTORAZIONE – Poi c’è la più generica “tutela della qualità della ristorazione italiana nel mondo”: lo sviluppo di tale settore, scrive nella sua proposta di legge (C.122) il deputato Giuseppe Angeli (Pdl), “è avvenuto in modo disarmonico”. Una situazione insostenibile, per il politico nato in Abruzzo ma eletto in America Meridionale, che propone la tutela della ristorazione italiana nel mondo attraverso l’introduzione di regole ferree per i gestori all’estero, quali la cittadinanza dei cuochi, una non meglio precisata “esperienza minima di cinque anni nell’arte della cucina regionale” e il made in Italy dei prodotti utilizzati. Non mancano le proposte che abbinano arte e gastronomia: su tutti l’onorevole Elisabetta Rampi del Pd, che chiede l’istituzione del “Museo dei prodotti agro-alimentari del riso e del formaggio gorgonzola” (C.1715).
LA REGIONE ROMAGNA – Se il bolognese Beltrandi vuole promuovere la sfoglia emiliano-romagnola, il suo collega (e concittadino) Gianluca Pini (Lega Nord) pensa più in grande e mira a promuovere l’istituzione di una nuova Regione, la Romagna (C.176). E se la letteratura sull’argomento insegna che ogni popolo che si rispetti (i romagnoli, in questo caso) ha una sua lingua, lo stesso Pini chiede, in un’altra proposta (C.178), che lo Stato tuteli il patrimonio linguistico romagnolo e le sue varianti locali. Anche attraverso – ed ù sempre il deputato del Carroccio a chiederlo – l’istituzione di un’università degli studi della Romagna (C.180).
IL PRINCIPATO DI SALERNO – Sulla scia di Pini anche il deputato del Pdl Edmondo Cirielli, che ha chiesto l’istituzione del Principato di Salerno (C.4230). L’onorevole, che è anche presidente della Provincia, ha motivato così: “Quando, a suo tempo, si identificò quale Campania il territorio regionale che ancora oggi è a noi ben noto, si prese in prestito un termine che, in realtà, connotava sul piano storico soltanto la piana del Volturno che circondava la città romana di Capua: ossia quell’area meglio conosciuta, dall’alto medioevo fino ad oggi, con l’accezione di Terra di lavoro. Si potrebbe a pieno titolo obiettare, quindi, che la soluzione adottata allora si riferiva soltanto a una parte dell’intero territorio regionale e non riguardava affatto, ad esempio, l’estesa provincia di Salerno”.
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Cicciolina era esperta di ippoterapia, mi pare.
no lei era per la salvaguardia del pitone