Di Pietro è indignato per la mancata candidatura di Grillo alla Segreteria del Pd. Attacca gli alleati accusandoli di non essere popolari e democratici per aver escluso il comico perché critico nei loro confronti. Dia adesso lui l’esempio di democrazia e partecipazione…
Antonio Di Pietro condanna il Partito Democratico per aver respinto la candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del principale partito di opposizione: “Quel che più deprime e deve deprimere il mondo della rete, la società civile è la motivazione addotta. La motivazione è “fa parte di un movimento che ci ha criticato”. Grillo quindi non viene far fuori in quanto Grillo, ma in quanto rappresentante di una moltitudine di persone”, dice oggi indignato l’ex magistrato. E aggiunge: “C’è un movimento che nel momento in cui si vuol
mettere in gioco e vuole confrontarsi e vuole far sentire la propria voce vede i suoi rappresentanti esclusi”. Sarebbe uno scandalo, quindi, fa sapere Di Pietro, che un partito che si dice popolare, aperto a chi più vuole interloquire resti chiuso in se stesso e nella propria nomenclatura.
LA NORMA IGNORATA – Ma sembra che il Presidente dell’Idv prima sollevi un falso allarme, poi, come se non bastasse, ometta di fare alcune precisazioni. Innanzitutto il suo amico Grillo in questi giorni vede sfumare la sua chance di concorrere alla segreteria del Pd non perché vittima di una congiura, ma per via di una norma (articolo 9 dello statuto del Pd, comma 3) che, a dire il vero, non ha proprio nulla di illiberale. Ecco cosa si legge: “Possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni”. Sembra che Beppe a proporsi come successore di Franceschini, ci abbia pensato davvero troppo tardi e male e che non ci sia bisogno di nessun complotto per fermarlo: il comico ha la residenza in Liguria. Oramai è andata. Ed anche Andrea Forgione, il segretario del Pd di Paternopoli che ha da poco tesserato Grillo, come qualche giorno prima avevano fatto in Sardegna, nel suo intervento di sei minuti e mezzo fa attenzione a non fare nessun riferimento alla norma dello statuto che vieta a Grillo, ma a chiunque altro di tesserarsi oggi e candidarsi alla guida del partito, indipendentemente dal volere del D’Alema, del Bersani e del Franceschini di turno.
ANTI-DEMOCRATICI CHI? - E c’è di più. Tonino, sempre così ligio al rispetto delle regole, evita di soffermarsi su un altro punto. Evita di precisare che meccanismi elettivi così trasparenti e democratici per la scelta del segretario, dei componenti dell’Assemblea Nazionale, o comunque di tutti i principali organi di partito, presenti nel Pd, risultano del tutto assenti in casa sua. “La Presidenza nazionale del partito spetta al Presidente dell’Associazione. In caso di rinuncia, il Presidente del partito viene nominato dall’Esecutivo Nazionale a maggioranza assoluta dei componenti” è quel poco che si legge in termini di elezione del presidente del partito nello statuto dell’Italia dei Valori. E son parole, quelle dello statuto Idv, che avvicinano molto i criteri di elezione del proprio leader a quello del Popolo della Libertà berlusconiano, per il quale il Cavaliere, sullo stile dei precedenti congressi di Forza italia, è stato eletto Presidente a fine marzo per acclamazione da una platea festante. Nessuna alternativa, nessuna opposizione interna, nessuna voce critica nei confronti
del capo. Idv e Pdl: due facce della stessa medaglia, il personalismo.
VOGLIA DI PARTECIPARE – Perché, dunque, Beppe non prova oggi a scalare l’organigramma dell’Idv per diventarne Presidente? Se è così ignobile, come dice Di Pietro, che un partito che si dice popolare ostacoli le ambizioni di un rappresentante del popolo, di un movimento di massa, perché allora non invitare l’amico Beppe a sfidarlo ad un congresso con regolari elezioni? Il connubio tra Italia dei Valori e Beppe Grillo, in fondo, stabilitosi fin dai tempi della raccolta firme per i referendum, negli ultimi tempi è andato consolidandosi sempre più, come se ci fosse un’unica cabina di regia. Sia per grillini, sia per i dipietristi, infatti, come per magìa, i quesiti referendari son diventati da una necessità per la salvezza della democrazia in Italia ad un pericolo di deriva autoritaria del partito berlusconiano. E già in vista delle ultime politiche, 15 mesi fa, si inveiva all’unisono contro il parlamento dei condannati, contro la candidatura dei cittadini condannati penalmente con sentenza definitiva. L’apice del feeling è stato poi raggiunto durante l’ultima campagna elettorale per le Europee: si è arrivati al punto di confondere (e non è uno scherzo) il blog di Grillo con quello di Antonio Di Pietro, e non solo perché dietro c’è la stessa società editrice (la Casaleggio). I contenuti erano gli stessi, i filmati, i post, le battaglie, le posizioni assunte su ogni tema che spuntava fuori del dibattito politico italiano, erano anima e corpo. Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Carlo Vulpio e tutti gli altri candidati tra le fila del partito dell’ex magistrato si sono sentiti di casa sul primo blog del Bel Paese, hanno trovato una vetrina preziosa dove proporsi e, visti i risultati, probabilmente anche efficace. Una spinta propagandistica da non sottovalutare: siamo nell’era in cui i candidati alla Presidenza degli Stati Uniti vincono anche grazie al web. Se è vero che la rete ha dato man forte ad Obama per conquistare gli Stati in bilico oltreoceano, sarà vero anche che ha aiutato Di Pietro a passare dal 2 all’8% in tre anni e a conquistare ampio spazio tra l’elettorato più giovane. Beppe non si sentirebbe, quindi, affatto in trasferta. Sarebbe anche più logico che il salto di qualità dal movimentismo alla politica il popolo che fu del V-Day lo faccia attraverso la propria forza politica di riferimento. Di Pietro il movimento lo descrive così: “Sente che la politica non è da la parte dei cittadini e sente di non voler stare alla finestra a guardare, né rassegnarsi, né limitarsi alla polemica. Vuole partecipare, è un popolo che c’è, che nelle elezioni territoriali, comunali, provinciali addirittura, già partecipa alle competizioni proponendosi in modo democratico”. Adesso gli dia lui la possibilità di realizzare il desiderio di entrare in politica in prima persona: Beppe Grillo Presidente dell’Idv!























Ma se per levare il nome Di Pietro dal simbolo ci vuole un congresso… pensa per cambiare presidente dell’IDV
Cmq l’IDV è la naturale collocazione di Grillo, che lo ha votato anche alle Europee…
“Se è vero che la rete ha dato man forte ad Obama per conquistare gli Stati in bilico oltreoceano, sarà vero anche che ha aiutato Di Pietro a passare dal 2 all’8% in tre anni e a conquistare ampio spazio tra l’elettorato più giovane.”
Su questo non concordo… l’IDV è salito non per il web, ma perchè molta gente del PD o di “sinistra” ha voluto far crescere il peso dell’IDV per dare una smossa all’opposizione troppo “morbida”… per non passare da antiberlusconiani, quelli del PD si sono travertiti da zerbini… ok non essere giustizialisti… ma manco essere totalmente nulli!
Bravissimo Donato!
Il Pd ha 10 miliardi di difetti. Ma l’attacco di questi demagoghi da strapazzo me lo ha fatto incredibilemtne tornare simpatico (e credimi ce ne vuole).
Il fatto è che cambiano le sigle ma non cambia la sostanza: il peggiore nemico della sinistra è la demagogia e il populismo da “sinistra”. Spiace che tanti in buona fede abbocchino all’amo
Un sorriso velato
C.
Ma Di Pietro non può guardare a casa sua?
Chi decide i candidati dell’IDV? Chi comanda?
PS: un altro elemento comune tra i siti di Grillo e Di Pietro è la costante presenza di filmati del “giornalista” Daniele Martinelli, una specie di Emilio Fede grillino e dipietresco.
Mmmm… non vedo perchè dovrebbe essere proprio DiPietro a dare “l’esempio di democrazia e partecipazione” in questione; tra l’altro ha già dichiarato che se Grillo si presentasse all’IdV la tessera non gliela rifiuterebbe, ma certo non può andare a prenderlo per i capelli.. Poi se vogliamo disquisire sul perché ci sia ancora DiPietro in quel posto, direi di rivedersi la storia di IdV e l’uomo che lo ha fatto diventare un partito, da piccola associazione che era.. a destra con Forza Italia prima e il PdL ora il meccanismo è simile (non la scala, certo), ma l’uomo DiPietro lo preferisco cento volte al papi..
Poi tutto l’articolo è incentrato sulla porta in faccia ricevuta in merito al tentativo di entrare da parte di Grillo nel PD, ma secondo voi, lui non lo sapeva, non se l’immaginava..? Ma quale presidenza scusate? Qualsiasi fosse stata la reazione, Grillo avrebbe solo potuto guadagnarci, nel mettere in luce lo schifo dirigenziale esistente nel PD.. se poi, mettiamo, fosse riuscito ad entrare in qualche modo e diciamo, sempre ipoteticamente, anche ad assumere una qualche ruolo dirigenziale.. io credo che la sua reazione sarebbe solo quella di dirigere il Titanic PD contro il primo iceberg di adeguate dimensioni per velocizzarne il più presto possibile la fine! Un pò come farlo implodere dall’interno, altro che presidenza! Vogliamo esaminare il quadro in cui diventa dirigente del PD, magari reggente unico? Ecco allora la situazione perfetta per attuare un’efficace manovra a tenaglia, probabilmente proprio in concerto con l’IdV..
Perchè diavolo Grillo avrebbe dovuto (o dovrebbe ora) andare a bussare all’IdV dico io? IdV ha già un leader con cui si trova d’accordo, molto meglio conquistare un’altro vascello allora, per prendere la flotta nemica da due lati no? Poi, sempre secondo me, se nel tentativo disperato (e questo Grillo lo sa) di conquistare il PD ci si trovasse in un vicolo cieco senza possibilità tranne quella di fare qualche altro buco nella chiglia, non sarebbe comunque un risultato in linea Grillo?
E i vertici del PD a minimizzzare e a ridurla a boutade, io credo che ci siano d parti ben distinte nella MOSSA di Grillo, una è boutade (come tutto quel di provocatorio si lascia uscire sulla faccenda) ma l’altra è vera, e tocca cose vere.. vi sembra poco che manco sull’uscita di Grillo i politici del PD siano riusciti a mettersi d’accordo e che ci siano voluti dei giorni..? Chi crede ancora nel PD non può fare a meno di notare quanta frammentazione ci sia nel partito a cui insiste a tesserarsi.. bella roba eh?
Tutti a disquisire sui possibili effetti delle mosse di Grillo, e poi è proprio tutto questo parlarne l’effetto che si voleva trarne, tutto il resto (per quanto plausibile) è grasso che cola.. E intanto con 2 tesseramenti per gioco Grillo da una svegliata alle radici popolari del PD, non è da tutti credo.. ciao! TEO
PS comunque a dire no al Grillo baffino e soci si giocano anche un bel malloppozzo di voti, fossi in loro ci penserei bene.. che non son tempi di vacche grasse, le europee non son andate come raccontano loro, e si poteva far ben di meglio, andiamo su..
Perché, non vi siete nemmeno accorti che i siti di grillo e Di Pietro sono gestiti dalla stessa società, la Casaleggio e associati?
Sono siti gemelli e gli altri che avete nominato fanno loro da corolla.
Un affare ben concegniato, che rende qualche milione l’anno.
Vabbè, congegniato, insomma.
si scrive congegnato.
Sulla Casaleggio, c’è scritto nel pezzo: ” si è arrivati al punto di confondere (e non è uno scherzo) il blog di Grillo con quello di Antonio Di Pietro, e non solo perché dietro c’è la stessa società editrice (la Casaleggio). I”
e per ulteriori approfondimenti, leggi qui
http://www.giornalettismo.com/archives/15501/casaleggio-grillo-la-premiata-ditta/
Lo so benissimo che si scrive congegnato!!! è che ho bisogno di dormire.
Il fatto è che Idv, Grillo, di Pietro, Casalaggio e compagnia, fanno già parta di uno stesso partito, o movimento, o società, o come cavolo volete chiamarla, i cui intenti sono oscuri, così come i suoi metodi: basta vedere cosa ne pensa Carlo Vulpio, prima irretito e poi affossato dalla oscura associazione politico affaristica.
Troppo anarchico e incontrollabile Vulpio, meglio lasciarlo dov’è.
“Lo so benissimo che si scrive congegnato!!! ”
sìsì, dicono tutti così
Spiritoso. Sappia che i miei scritti non sono mai stati corretti.
perché non ne valeva la pena, forse
Credo che il gioco delle destre lo facciano le divisioni. Qualsiasi progetto politico di alternativa non può fare a meno nè di Di pietro nè di Grillo e nemmeno di una sinistra rivelatasi autistica e perlomeno ambigua. Per quanti difetti posano avere gli uni o gli altri non sono difetti tali da tagliarli fuori da qualsiasi discorso politico. Chi agisce con al logica ad escludendum delle discrimanti, coscientemente o incoscientemente fa il gioco di Berlusconi
E’ singolare come l’autore dell’articolo si dia tanta pena per cercare d’insozzare l’immagine di Grillo e Di Pietro, tentando di trascinarli nel marasma comune ed indistinto del panorama politico italiano, invece di fare l’unica cosa che il PD e qualunque sostenitore del PD dovrebbe fare se nutrisse anche il minimo barlume di speranza di veder rinascere questa formazione politica: autocritica.
Atteggiamento peraltro tanto più sgradevole quanto atteggiamento assolutamente tipico della claque idolatra berlusconiana che grida al complotto comunista ogniqualvolta emerge qualche magagna interna, tanto per alzare un po’ di cortina fumogena e confondere le acque.
Credo che solo un cretino abbia mai potuto pensare che in questo PD Grillo avesse anche solo mezza possibilità di candidarsi alla segreteria, quando lo stesso Furio Colombo era stato fatto fuori due anni fa in nome dei maneggi della burocrazia interna al partito.
Come già qualcuno ha fatto notare, quella di Grillo è stata più che altro un’uscita il cui scopo era mettere in evidenza l’ipocrisia e le contraddizioni interne di un partito che tutto è tranne che democratico, una formazione politica che rappresenta la partitocrazia allo stato puro, che fa della lottizzazione, del correntismo, del burocratismo e della connivenza il proprio programma elettorale, al di là di tutte le stronzate che stanno scritte nel proprio statuto e che non hanno mai contato un cazzo per niente e per nessuno, se non per Grillo.
Sì, ma Grillo è un demagogo, Di Pietro un analfabeta personalista e cicì e ciciò…E allora? Ciò non toglie il fatto assolutamente incontestabile che il PD sia uno zombie acefalo senza un’idea che sia una, senza un indirizzo, senza un’anima, un puro apparato di potere alternativo all’apparato di potere per antonomasia solo in virtù della necessità della retorica dell’alternanza democratica.
Grillo qualche idea ce l’ha e la porta avanti, giusta o sbagliata che sia, nel bene e nel male.
Di Pietro, in mancanza d’altro, è un giustizialista. Doversi accontentare di un giustizialista per un elettore di sinistra è una mezza debacle, ma è l’unico politico italiano che mantiene un minimo di coerenza e decoro.
Ed è proprio questa la tragedia, De Sena.
La tragedia di tutti gli elettori di sinistra che si son ritrovati a votare un candidato fondamentalmente di destra perché consapevoli del fatto che se questo dice A oggi, domani potrà essere A- o A+, ma non sarà B o C o Z. Che ti piaccia o no una parte dell’elettorato della sinistra moderata è passata a Di Pietro perché è l’unico candidato presentabile e credibile. Un mezzo analfabeta. Ma sempre meglio di quella fogna a cielo aperto che è il PD, che per votarla ti devi turare non solo il naso, ma anche tutti i pori della pelle.
Questa è l’analisi che deve fare un sostenitore del PD, e non tutte le minchiate infantili su chi stia messo peggio, su chi abbia più scheletri nell’armadio, su chi abbia iniziato prima…
Di Pietro esiste perché il PD non esiste.
Il problema dell’Italia è che in questo paese impera una logica al ribasso.
Per ogni problema che emerga si cerca sempre di scantonarlo evidenziando i problemi dell’avversario: c’è sempre qualcuno che fa peggio e questa è una ragione sufficiente per non affrontarli.
Nei paesi del nord europa i modelli di riferimento son quelli messi meglio e l’ideale di riferimento è l’eccellenza.
Da noi invece ci si consola con quelli messi peggio e l’ideale di riferimento è superare la nottata.
Qualcuno è stato di recente in Germania, in Olanda, in Francia?
Qualcuno si rende conto di vivere in un paese di merda?
Tu, De Sena, ti rendi conto che viviamo in un paese di merda anche grazie al fatto che abbiamo sempre la possibilità di paragonarci al paese di letame e di consolarci del fatto che la nostra merda sia più fresca e fragrante?
MISTER “Z”: “E’ singolare come l’autore dell’articolo si dia tanta pena per cercare d’insozzare l’immagine di Grillo e Di Pietro, tentando di trascinarli nel marasma comune ed indistinto del panorama politico italiano, invece di fare l’unica cosa che il PD e qualunque sostenitore del PD dovrebbe fare se nutrisse anche il minimo barlume di speranza di veder rinascere questa formazione politica: autocritica.”
RISPOSTA: Non entro nel merito delle proposte e delle battaglie condotte da Grillo e Di Pietro… ma nel metodo di come le battaglie vengono condotte. Candidarsi pur sapendo di non poter essere candidati non rende onore ai due combattenti. E’ mai possibile che non c’è altra maniera per attirare l’attenzione e tenere accese le luci dei riflettori su di sè diversa da piccoli escamotage come questi?
MISTER “Z”: “Atteggiamento peraltro tanto più sgradevole quanto atteggiamento assolutamente tipico della claque idolatra berlusconiana che grida al complotto comunista ogniqualvolta emerge qualche magagna interna, tanto per alzare un po’ di cortina fumogena e confondere le acque.
Credo che solo un cretino abbia mai potuto pensare che in questo PD Grillo avesse anche solo mezza possibilità di candidarsi alla segreteria, quando lo stesso Furio Colombo era stato fatto fuori due anni fa in nome dei maneggi della burocrazia interna al partito.”
RISPOSTA: Quindi per interpretare Grillo dobbiamo dare per scontato che non fa sul serio?… un po’ come ci siamo abituati a fare negli ultimi 15 anni per Berlusconi. Bene a sapersi… meglio tardi che mai…
Punto secondo: ma non è Grillo quello che grida al complotto ogni qual volta si abbassa l’audience? O solo Berlusconi lo fa col fantasma comunista?
MISTER “Z”: “Sì, ma Grillo è un demagogo, Di Pietro un analfabeta personalista e cicì e ciciò…E allora? Ciò non toglie il fatto assolutamente incontestabile che il PD sia uno zombie acefalo senza un’idea che sia una, senza un indirizzo, senza un’anima, un puro apparato di potere alternativo all’apparato di potere per antonomasia solo in virtù della necessità della retorica dell’alternanza democratica.”
RISPOSTA: Ma sul Pd chi ha detto il contrario di quello che riferisci tu? Non ho elogiato il Pd… ho detto che ha un organigramma che garantisce (almeno sulla carta) maggiore democrazia e partecipazione dell’Idv.
MISTER “Z”: “Grillo qualche idea ce l’ha e la porta avanti, giusta o sbagliata che sia, nel bene e nel male.
Di Pietro, in mancanza d’altro, è un giustizialista. Doversi accontentare di un giustizialista per un elettore di sinistra è una mezza debacle, ma è l’unico politico italiano che mantiene un minimo di coerenza e decoro.
Ed è proprio questa la tragedia, De Sena.
La tragedia di tutti gli elettori di sinistra che si son ritrovati a votare un candidato fondamentalmente di destra perché consapevoli del fatto che se questo dice A oggi, domani potrà essere A- o A+, ma non sarà B o C o Z. Che ti piaccia o no una parte dell’elettorato della sinistra moderata è passata a Di Pietro perché è l’unico candidato presentabile e credibile. Un mezzo analfabeta. Ma sempre meglio di quella fogna a cielo aperto che è il PD, che per votarla ti devi turare non solo il naso, ma anche tutti i pori della pelle.”
RISPOSTA: Ma non sono entrato nel merito di A, A+, A-, B, C o Z. Ho semplicemente spiegato perchè, se davvero come dice Di Pietro i movimentisti hanno voglia di entrare in politica attivamente, dovrebbero farlo tra le fila di un partito nel quale si riconoscono totalmente e non in un partito che prendono di mira un giorno e l’altro pure. In ogni caso, credo sia sbagliato dare per assodato che Grillo, essendo un comico, uno show man, il capo di un movimento, di una rete di persone, e non un politico di mestiere, non debba essere preso sul serio. E’ come se si dicesse che i deputati del pdl Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci, essendo stati in passato dei presentatori televisivi, non debbano essere presi in considerazione con la stessa serietà ed attenzione che rivolgiamo a Gasparri, Schifani, Bocchino, Giovanardi, Della Vedova, Formigoni.
MISTER “Z”: “Il problema dell’Italia è che in questo paese impera una logica al ribasso.
Per ogni problema che emerga si cerca sempre di scantonarlo evidenziando i problemi dell’avversario: c’è sempre qualcuno che fa peggio e questa è una ragione sufficiente per non affrontarli.”
RISPOSTA: Se non ragionasse in questa logica di cosa camperebbe Grillo? Lui ci vive coi problemi degli avversari.
MISTER “Z”: Nei paesi del nord europa i modelli di riferimento son quelli messi meglio e l’ideale di riferimento è l’eccellenza.
Da noi invece ci si consola con quelli messi peggio e l’ideale di riferimento è superare la nottata.
Qualcuno è stato di recente in Germania, in Olanda, in Francia?
Qualcuno si rende conto di vivere in un paese di merda?
Tu, De Sena, ti rendi conto che viviamo in un paese di merda anche grazie al fatto che abbiamo sempre la possibilità di paragonarci al paese di letame e di consolarci del fatto che la nostra merda sia più fresca e fragrante?”
RISPOSTA: Sì, me ne rendo conto. Su questo punto ti do ragione.
Z, ha ragione. Sostanzialmente ha ragione, il Suo ragionamento si presta a discussione, si può dissentire su alcuna parti (come su ogni ragionamento). Purtroppo, tutti, buttiamo là delle opinioni che vorrebbero trovare un contraddittorio per essere chiarite, mica si pretende di aver ragione ad ogni costo. Comunque ci sono dei punti concreti. Nessuno nel PD., vuole sentir parlare di corruzione, corrotti o inciuci.(il primo è Dalema). Coloro che sono eletti con le tessere (ottenute al mercato), vuole sentire parlare di Primarie. Questo per me ha lo stesso significato di Berlusconi e la Sua corruzione o Berlusconi e le Sue Donne a Pagamento. (un significato l’avranno o no?) Saranno una misura con cui valutare il soggetto?
Bell’ articolo chiaro e chiarificatore.
Bravo Donato De Sena!
giornalettismo: dov’eri fino ad ora ? E’ da tanto che ti cerco…che cerco un blog dove finalmente non si celebri a 360° il beppe (paiono tutti invasati!!). Io non lo reggo proprio…e finalmente trovo qualcuno che cerca di analizzare il fenomeno con un po’ di obiettività
Prechè Di Pietro non fa entrare nel suo partito Grillo? Ma lo vorrebbe nel PD. D'alema, Finocchiaro e altri, non lo vogliono Grillo. E poi, che politico sarebbe? Il PD, dopo avere fatto entrare i Radicali e Di Pietro, si sonomessi subito a litigare, con Di Pietro è facile litigare, è una persona che blatera e grida solo. Perchè non è più magistrato? Ha dato le dimissioni certo, ma sotto c' era bel altro. Per questo è in politica oggi. Grillo, avrebbe fatto bene a continuare a fare il comico, alme3no si rideva qualche volta, oggi sono stanco di vederlo e sentirlo dire Vafffaaaa. Sono queste le sue capacità, se si, io ve lo lascio volentieri. In questo caos, vuoi Fini, Bossi, Casini, Rutelli, ecc…se ci fossero le elezioni anticipate, “altro dispendio di denaro pubblico” quale partito potrebbe andare al Governo? Partitini messi assieme per avere un pò di maggioranza, ma che, si fa per ridere…ottenessero l' ok, subito si metterebbero a litigare. Vedi PD ultime elezioni.
Signori, qui ci vorrebbe un altro partito, uno nuovo intendo, facce nuove e costituito da tecnici. L' Italia ha la necessità se vuole riemergere di questo. Ad oggi, non mi muoverei da casa per andare a votare quelli che di rimpasti sono i fautori. Gira e rigira, sono sempre loro a comandarci. Tecnici e lo ridico, non nomi della finanza, medici, comici, ex magistrati, veline, ed altro.