Quando il fisco ti chiede gli scontrini della farmacia
21/05/2012 - Sul Corriere il racconto di Elisabetta Soglio
di Dario Ferri
Elisabetta Soglio, giornalista del Corriere della Sera è una dei “fortunati” che hanno ricevuto la lettera per il controllo formale sui dati della dichiarazione dei redditi del 2010. Un lavoratore dipendente, perché adesso Attilio Befera forse ha deciso che sono loro quelli che evadono, e non gli autonomi. “Una formalità”, ha dichiarato il clarissimo direttore dell’Agenzia delle Entrate qualche tempo fa. Ma per chi deve mettersi a cacciare carte e cartuccelle non è la stessa cosa:
Quindi la prima cosa è afferrare il telefono e chiamare la responsabile del procedimento, rigorosamente indicata in calce all’odiata missiva. La signora è gentilissima e le premetto subito che io non ce l’ho né con quelli del fisco, né con quelli di Equitalia, né con nessuno. Ma vorrei capire se ho fatto qualcosa di male perché, retaggio di una intensa formazione cattolica, mi monta già il senso di colpa. La signora è cortese: «Tranquilla, sono solo controlli a campione».
Che fortuna, eh?
Chiedo se, per stare più serena, posso fissare un appuntamento, porto tutte le mie scartoffie, lei se le guarda e prende quello che serve. Impossibile: «Deve seguire le istruzioni, fotocopiare i documenti chiesti, metterli in una busta e venire allo sportello a consegnarli. Noi controlleremo e le faremo sapere».
Quindi, comincia la ricerca dei documenti. Un’impresa.
Già, perché la funzionaria mi spiega che, se dal 2002 sto riscuotendo una rata di rimborso per le spese di ristrutturazione del condominio, devo presentare il documento del 2002 (dieci anni fa…) che l’amministratore aveva firmato certificando l’avvenuto pagamento della mia quota. Così per la ristrutturazione del 2005 e per quella del 2007. Dico io: ma se ve le ho inserite nella dichiarazione del 2002, non potete recuperarle voi?
E questo è il domandone più importante che viene fatto: il fisco, e la burocratzija all’italiana che lavora con metodi da processo kafkiano, non si accontenta di documenti presentati: continua a chiederteli come se loro non avessero il dovere di tenerseli ma tu hai quello di ricordarteli per tutta la vita. E così via, di ingiustizia in ingiustizia:
Altro paradosso: nel 2009 abbiamo finito di pagare il mutuo e quindi avevamo meno di 400 euro di interessi da far rimborsare. Per quelli, mi viene chiesto copia del rogito e copia dell’atto di mutuo stipulato con la banca. Una trentina di pagine: le fotocopie mi costeranno più di quello che mi viene detratto. Azzardo: «Ma non basta la lettera della banca che certifica quanto ho pagato per il mutuo tal de tali nel corso del 2009?». La butto sul simpatico: «La lettera è pure firmata da un attuale ministro, allora amministratore delegato della mia banca…».
Ovviamente Corrado Passera. Ma l’assurdità va letta in originale sul quotidiano (vi invitiamo a leggerlo) per comprendere l’assurdità della situazione.












Mi è successo lo stesso per due anni di fila.
Richiesta di tutte le fotocopie degli scontrini farmacia, spese mediche, spese recupero edilizio.
Risultato: visto che alcuni scontrini scritti su carta chimica non erano piu’ leggibili una multa con gli interessi di mora, circa 100 Euro.
Ma cosa è costato tutto questo ad Equitalia e a me?
Magari cerca di vedere le cose da un punto di vista diverso; non necessariamente quello dell’Agenzia delle Entrate, ma quello di un cittadino qualsiasi che è stufo di constatare quanti furbastri o semplici ignoranti presentano, quando le presentano, dichiarazioni mendaci dei redditi. Ne dedurresti che ai controlli “a campione” della veridicità delle dichiarazioni, devono essere soggetti tutti e non solo certe ben note categorie che dell’evasione e dell’elusione fiscale fanno un caposaldo della loro vita. E’ una banale questione di equità.
Ok. Mi spieghi perché devo cercare e riconsegnare documenti già consegnati al fisco? Non è giusto che se li cerchi lui, visto che io il mio dovere l’ho già fatto?
OK. Mi spieghi tu, invece, quali documenti avresti presentato al fisco? Probabilmente tu non fai la dichiarazione dei redditi, altrimenti sapresti che ad essa non devi allegare scontrini, ricevute fiscali, fatture o altre documentazioni di valenza fiscale.
Gli unici che ti possono richiedere fotocopie delle pezze giustificative che riguardano gli sgravi (detrazioni) che esigi con la tua dichiarazione, sono i CAF o gli altri soggetti leggitimati a compilare per conto tuo e inviare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione dei redditi.
Tuttavia costoro NON inviano al “fisco” le tue fotocopie ma, dopo averle usate per redarre/controllare la tua dichiarazione, le trattengono nei loro archivi solo per cautelarsi, nel caso di succesivi controlli. Infatti i CAF o gli altri soggetti, in caso di dichiarazione mendace o errata, ne rispondono all’Agenzia delle Entrate…. e non è poco!
E tu invece mi spieghi perché non basta inviargli, magari via mail, le copie della documentazione ed occorre presentarsi allo sportello ?
Per inciso: gli appuntamenti durano mezz’ora e se, allo scadere, non hai ancora finito, devi prendere un altro appuntamento dove troverai un altro impiegato che inizierà di nuovo tutto da zero.
Se per disgrazia devi fare un’operazione che dura più di mezz’ora, non riuscirai mai a portarla a termine. Fanculo all’agenzia delle entrate ed ai suoi metodi assurdi per riscuotere e pure a chi li giustifica.
Quindi, tra le altre caz*ate di Equitalia ( che possa sprofondare!), un documento che andrebbe in prescrizione, in realtà viene “resuscitato”? Poi non si lamentino se si assiste ad atti di ritorsione ( ben giusti).
‘Fanc*lo…
Prima di sparare sentenze a caso e basate sul “sentito dire” e sull’onda di polemiche costruite ad arte da evasori abituali e malavitosi, sarebbe opportuno sapere molte più cose. Gli sgravi per lavori di ristrutturazione delle case ci vengono “restituiti” (e semmai su questo ci sarebbe da protestare) in 10 (dieci) rate annuali. Quindi le relative documentazioni devono essere conservate per tutto quel periodo e, se non rammento male, anche per altri 5 anni successivi per poter dimostrare, anche in quel caso, la veridicità delle nostre dichiarazioni che le comprendevano, in caso di eventuali, seppur tardivi, controlli.
Per gli scontrini fiscali delle farmacie, la conservazione necessaria è di 5 (cinque) anni, dopo di che non siamo più tenuti a dimostrare una mazza; tuttavia non è una cattiva abitudine quella di conservarli più a lungo.
E’ sempre opportuno fare delle fotocopia degli scontrini, unendone un certo numero per foglio al fine di risparmiare carta e soldi. Infatti buona parte di essi “sbiadisce” col passare del tempo e in base all’ambiente in cui essi sono tenuti, fino a diventare illegibili.
Tuttavia si può tentare di recuperanne il contenuto grafico, fotocopiandoli ad alta risoluzione e intervenire con un software di fotoritocco, aumentando a piacere il contrasto delle immagini. Questo dovrebbe permettere di rendere visibili e decifrabili le scritte che ad occhio sembrano scomparse.
Ecchissenefrega, spiegami piuttosto perché io ho 30 giorni per fare ricorso contro una cartella esattoriale mentre lo Stato ha 5 anni per contestarmi una dichiarazione dei redditi.
E basta con questa storia degli evasori, è trita e ritrita. Sono un dipendente quindi non posso evadere, e mi sono visto recapitare lo stesso una cartella esattoriale di equitalia per un bollo auto che l’ufficio ACI aveva destinato per errore ad una regione diversa. Innanzitutto è stato già un problema capire cosa cavolo mi contestassero, visto che non c’era scritto nulla, poi il bollo era da 200 e la cartella era da 430 (bello così, vero ?), terzo ho risolto solo con un certo numero di raccomandate A/R (21 euro totali).
Avrebbero potuto chiamarmi, gli avrei detto che per errore avevo pagato nel Lazio anzichè in Piemonte (tra l’altro, pagando di più del dovuto) e sarebbe finita lì. A proposito: loro hanno compensato tra regioni, ma a me la differenza di 11 euro tra Lazio e Piemonte mica me l’hanno data.
Se trovi così problematico vivere onestamente in Italia puoi anche emigrare!
Pare che c’è del posto libero a Vafankulen; ridente cittadina che ti andrebbe a pennello!
Beh, certo… Io non ho problemi a vivere onestamente in Italia ma gli contesto tutte queste procedure che alla fine sunoano di presa in giro… Se emigrassi, non avermene ma preferisco altri posti da te non citati, ad esempio in Inghilterra sarebbe molto più semplice! O in Germania. E ripeto, tutti i dipendenti che fanno la dichiarazione dei redditi non evadono, al massimo si sbagliano, quello che da fastidio è che prendano 500 € qui e li e lascino eludere le aziende, se facessero più sforzi anche nella lotta all’elusione e non chiedessero a noi gli scontrini credo recuperebbero molti più soldi. Posso capire la difesa della legalità (lavori per loro? sembri più piccato che preoccupato dell’onestà degli scriventi) ma la difesa di procedure da barzelletta no!
Perché non ci andate te e quell’altro miserabile di Befera, invece?
certo, perchè io non ho un ca@@o da fare nella vita che star a conservare tutti gli scontrini oltre i 5 anni, andarmeli a guardare, fotocopiare, fascicolare, e soprattutto andare a cercare programmi adatti per recuperarne il contenuto grafico… e spendere una barca di soldi alla fine dei conti…
E se ci rifiutassimo tutti di inviare quanto richiesto? Cosa rischiamo?
Ciao Firmino, trovo disarmante notare un comportamento, quantomeno, devi ammettere iniquo dell’agenzia delle entrate ed equitalia, ma che per caso ci lavori?!!! Ti vorrei far notare che chi vive onestamente soffre, proprio ed appunto, quando subisce delle ingiustizie e, al contrario, chi evade, presenta con tranquillità ed una certa fretta le carte “mascherate” dal commercialista compiacente dell’autonomo!!!! E poi trovo volutamente illegibili queste cartelle esattoriali, dove, veramente non si capisce a quale presunta evasione si riferiscano, almeno che tu non vada li a farti spiegare le cose e la tanto amata trasparenza dove la mettiamo???
A me che sono lavoratore dipendente, hanno chiesto per rimborsi di 1000 euro (comprensivi di due 1/2 figli che non porto a carico in busta paga), per il secondo anno, la documentazione dei miei 730 (che, tra l’altro non mi sembra tantoa a campione) ma vuoi che ti racconti di come so di lavoratori autonomi che si scaricano le cene o pranzi della comunione dei figli facendole passare per meeting di lavoro o di come il bilancio di un’azienda e i relativi utili dei soci vengano “stabiliti” a tavolino? o di mezza Napoli che ha yotch intestati a nullatenenti che hanno anche gli sconti per isee inferiori a 6.000 euro!!! o di tutti i figli dei dentisti o ristoratori che hanno il buono libri!!! E’ questo che ferisce e chi dovrebbe emigrare sono quelli che hanno parlato di colpire notai, farmacie, medici e non hanno avuto le palle per farlo perchè “la casta” è troppo potente!!1 Ma non mi dire che non sapevi nulla di tutto ciò????!!!! Diventa, perciò, frustrante perseguitare il piccolo che può solo difendersi e non ha la forza di attaccare!!! Ma è certo che matematicamente parlando sarebbe più redditizio investire un’equipe di persone a controllare questi abusi lasciando stare “la povera gente”….
Per Firmino e per quelli di Equitalia ci vorrebbe una medicina semplicissima. Che tutti i contribuenti onesti li prendessero in parola ed andassero a pagare le tasse in un altro paese. La cosa ributtante di Equitalia, del nostro fisco e dei loro sospetti difensori d’ufficio, è che basta andare in qualsiasi altro paese sviluppato per smentire le loro scuse, nei paesi civili il fisco è più semplice, meno vessatorio, meno intricato e l’evasione è enormemente inferiore che in Italia. Il fisco italiano è una jungla assassina per gli onesti, che strangola (oltre a strangolare sé stesso) con montagne di scartoffie e con un numero abnorme di imposte diverse, e un comodo nascondiglio per gli evasori. Di fronte a queste cose, e come hai fatto notare, all’assurda complicazione delle cartelle, si possono ipotizzare solo due spiegazioni: ignoranza e incapacità oppure malafede.
se ad emigrare in questa località fossi tu insieme ai tuoi amati simpaticoni? insieme a tutti gli evasori veri e a coloro che li coprono perseguitando quelli che cercano di essere il più onesti possibili? Emigrate voi a Vafankulen e l’Italia sicuramente tornerebbe un Paese rispettabile!