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Economiadi Leonardo Daverio Patrizi (IHC)
pubblicato il 17 luglio 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Una montagna di liquidità ha invaso i mercati, spinta soprattutto dalla Federal Reserve e dalla Bank of England, la BoE per contrastare la crisi economica. Ma è utile immettere moneta nelle tasche di chi non vuole spenderla? Se guardiamo oltremanica, sembra proprio di no. E Londra è molto vicina all’Europa

La scorsa settimana c’è stata una piccola delusione sui mercati finanziari: la Banca d’Inghilterra era attesa rinforzare il suo quantitative easing (politica monetaria ultra-espansiva) tirando il tasso di riferimento dallo 0,5% allo 0,25% (detto fra noi, ma cosa cambia?) ed incrementando il target degli interventi sul mercato (acquisto diretto di titoli, nei fatti creando moneta) da 125 ad almeno 150 miliardi di stadamsmithnote02 Perché guardare cosa fa la Banca dInghilterra?erline. E invece non se n’è fatto di nulla. Anzi, la velocità di creazione di sterline è rallentata, probabilmente per cerca di non esaurire lo spazio di intervento attuale prima di agosto, quando verrà diffuso l’Inflation Report, una analisi molto ampia sull’economia che va ben oltre le semplici attese di inflazione.

LA POLITICA  ESPANSIVA DELLA BoE – La situazione è in verità un po’ strana, ed ormai il consensus sul mercato si è spaccato in due tra chi si aspetta un ulteriore allentamento monetario a dicembre e chi già vede la fine del quantitative easing a causa di incipienti pressioni inflazionistiche. Ma c’è chi si spinge oltre come gli analisti Barr e Monks di JP Morgan, che da una parte vedono logici rischi di [[inflazione]] all’orizzonte e dall’altra rilevano una sostanziale delusione riguardo gli effetti della politica monetaria ultra-espansiva; i due analisti affermano infatti che date le manovre realizzate dalla BoE “è difficile dire che [le famiglie] non abbiano liquidità sufficiente per spendere, se decidessero di farlo” e che “l’idea che non ci sia abbastanza denaro per sostenere l’espansione della spesa nominale deve essere giudicata con sospetto”. In sostanza, in una analisi costi-benefici della politica della BoE, il rischio dei primi può solo salire mentre i secondi non arrivano, quindi sarebbe il caso di fermarsi. È ben possibile che la stessa BoE condivida queste perplessità e preferisca non impegnarsi in ulteriori sciacquoni di liquidità a meno che in questo mese non cambino i pesi sulla bilancina. In fondo la BCE si è spesso mossa con i piedi di piombo, ed in realtà i comportamenti anomali sono stati quelli sfrontati di Federal Reserve e, finora, BoE.

LA BREVE VITA DELLA “SPINTA” MONETARIA – Ma a noi, che ragioniamo in euro e non in sterline, interessa quel che fa la BoE? Io credo ci debba interessare un pochino, e non tanto perché la Gran Bretagna è sempre una economia rilevante a livello internazionale, ma un po’ perché è fisicamente addossata alla UE e soprattutto perché tra le economie europee è quella con il ciclo economico più legato a quello USA, in avvicinamento a quello continentale: la Gran Bretagna è un indicatore, insieme agli USA, di cioè che entro un anno accadrà in Europa (e questa crisi lo ha mostrato bene). Quello che ci dice la BoE è che la spinta monetaria non solo non è infinita, ma nemmeno può avere una vita molto lunga, ed inoltre i risultati non sono necessariamente rilevanti, sempre che arrivino. E questo è un monito che ripeto volentieri a tutti coloro che credono nello stimolo statale infinito all’economia, alle forzature della crescita, e trascurano la profonda natura reale dell’attuale congiuntura.

BASTA CON LA LIQUIDITA’! – Voglio infine soffermarmi su alcune parole dei due analisti di JP Morgan. Anzitutto questi sottolineano che le famiglie hanno liquidità da spendere “se decidessero di farlo”; questa precisazione è importante, perché sottolinea una diffusa tendenza a non voler spendere come prima bensì risparmiare. E questa tendenza è assolutamente coerente con la natura reale della crisi (come da me sostenuto) e con l’origine della stessa nella scarsità di risparmio: l’aver forzato il consumo ha comportato uno squilibrio cui adesso si sta ponendo rimedio nel modo più naturale possibile e cioè incrementando il risparmio. Insomm Perché guardare cosa fa la Banca dInghilterra?a, i privati non vogliono spendere, non importa quanto siano liquidi, e hanno ragione. I due analisti sottolineano poi la natura nominale della spesa che verrebbe incrementata se i privati volessero spendere, e questa espressione lascia il dubbio che tutta questa moneta in circolazione possa avere solo una funzione inflativa e non un effetto propulsivo reale (iniettare moneta serve in caso di crisi di liquidità, ma qui il problema è diverso, quindi iniettare moneta per definizione non serve o è dannoso); quali sospetti i due economisti nutrano verso chi continua a ostentare la necessità di ulteriore liquidità sinceramente non saprei dire, ma in generale il sospetto che o non abbiano capito la crisi o stiano facendo qualche gioco “strano” è da mettere sul piatto.

GRAN BRETAGNA UGUALE EUROPA – E tutto questo vale sia per la Gran Bretagna che per il resto dell’Europa, solo con qualche mese di ritardo. Ricordiamocene, perché tra poco l’indice dei prezzi comincerà a venir confrontato con i valori in calo di un anno prima e non più con i valori di “picco”, cui al momento si è quasi al pari per l’Area Euro (tasso tendenziale di inflazione nullo significa “eravamo arrivati a un massimo del costo della vita? Bene, lì siamo rimasti”), quindi anche la foglia di fico statistica di una temuta deflazione se ne volerà via.

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