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Niente resterà impunitodi John Christian Falkenberg (Falkenberg)
pubblicato il 20 luglio 2009 alle 10:29 dallo stesso autore - torna alla home

Nella vicenda  Banca d’Italia- Zopa le “spiegazioni” sono del tipo che fan sorgere ulteriori domanda, soprattutto riguardo a certe “ingenuità” di  chi  avrebbe un curriculum  da banchieri di lungo corso  e che invece hanno reso inevitabile l’intervento della Banca Centrale .

Come abbiamo già scritto,  gli appunti di Banca d’Italia non riguardano il modello del social lending di per sé, tant’è vero che nessun rilievo è stato mosso a società come Boober.it o Prestiamoci.it, attive nello stesso ramo. Sembra ormai chiaro che l’irregolarità contestata   riguarda soltanto le modalità di gestione delle somme di denaro che i potenziali  prestatori si impegnano a versare a conclusione delle pratiche. Zopa.it prende in deposito tali somme in attesa della conclusione dell’operazione, mentre gli altri servizi si limitano a concludere la documentazione e ad informare il futuro creditore che è giunto il momento di trasferire il denaro.La questione può sembrare puramente tecnica, ma riveste grande importanza per Banca d’Italia e può oggettivamente essere sfruttata per compiere abusi (che non sono stati contestati a Zopa): l’attività di raccolta di depositi è strettamente regolamentata, dato che il depositario potrebbe impiegare a proprio piacimento le somme raccolte, senza dover tener conto a nessuno, nel periodo fra l’impegno a concedere credito e il momento in cui il debitore avrà effettivamente prelevato il denaro.

A questo punto ci si deve chiedere che ruoli hanno ricoperto per decenni  i “professionitsti della finanza” che occupano posizioni elevate in Zopa.it .  L’incarico di banchiere in senso tradizionale non pare essere stato fra questi, altrimenti avrebbero saputo che la raccolta abusiva di depositi è peccato mortale agli occhi di Bankitalia. Lo insegano al secondo anno di eocnomia dei mercati finanziari…

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