The final Ricchiuti

The Final Ricchiuti #312

16 luglio 2009

C’è posta per Totò Riina. Finalmente qualcuno si ricorda di lui. Sepolto vivo nella Palermo underground, era nominato costantemente da tutti. E dalli a Riina, e dalli a U Curtu, Mamma ho perso Totò. Sepolto vivo nel 41 bis, invece.
Gli ha scritto la madre di una scampata ai Georgofili, per fargli sapere che la figlia sopravvissuta al tritolo ma non al fascino dell’accademia ha preso coraggio da quelle bombe. Si è “spezzata ma non piegata”. Ed ha conseguito la laurea. Tiè. Tiè, zu totò. Alla faccia sua. In cosa ? Architettura. Anni ? Quaranta, all’incirca. Povero boss. Lo vedo già grattarsi la testa. Incredulo. Vinto. Come non mancassero le recriminazioni. Eppure. Almeno in questo caso. Lui, morta, un’occupazione gliela aveva trovata.

2 commenti a The Final Ricchiuti #312

  1. maria teresa

    «Io brinderò pubblicamente quando moriranno coloro che nel 1993 ci hanno messo nelle mani della mafia, ogni volta che ne morirà uno solleverò un calice e urlerò come fece Bagarella quando morirono i nostri figli».

    Ecco qualcosa di chiaro, per una volta.

  2. redmail

    La facoltà di Cosa Nostra o mafia ( dall’arabo mafiah) è da prima del 1861, dal Saladino o da prima ancora, che conferisce lauree honoris causa in Antistato e relativi indirizzi. Non so se la neo architetta è andata fuori corso per la convalescenza, per l’indolenza o perchè la vita è a quell’età che si apre inconsueta. Certo si è trovata una occupazione curiosa. Studiare per costruire, la dove l”’onorata società” per contro, distrugge. Anche senza l’ausilio macabro delle stragi. Curioso paradosso del destino. Ce ne fossero paradossi così.

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