Il governo ha approvato il Documento di programmazione economico-finanziaria. Dietro le trionfali dichiarazioni del ministro si nasconde un sostanziale immobilismo. Che difficilmente sarà utile all’Italia
Berlusconi e Tremonti hanno presentato l’ultimo Dpef di questo governo. La frase di Tremonti, che si riferisce al processo di riforma della procedura di bilancio in discussione in parl
amento suona un po’iettatoria, visto lo stato comatoso dei conti pubblici e dell’economia italiana, analizzato in questi mesi da tutte le istituzioni economiche e finanziarie, internazionali e nostrane. Analisi bollate fino ma ieri dal governo come Astrologia e iettatura. Ma che il Dpef ha tranquillamente fatto proprie adesso. Continuando però a dire che la strada è giusta e che va tutto bene.
UN OGGETTO MISTERIOSO – Un po’ sconcertante. Il Dpef prima dell’avvento di Tremonti, che lo ha progressivamente svuotato di senso e di significato, rappresentava il caposaldo della manovra finanziaria dello Stato, il documento fondamentale della politica economica. Adesso è diventato un oggetto misterioso. Viene presentato sempre in ritardo (qui il link, fresco di pubblicazione). Viene svillaneggiato da chi ha la responsabilità di redigerlo. Su questo [[Dpef]] poi se ne sentono di tutti i colori. Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani ha detto l’altro ieri dopo l’illustrazione di Tremonti: “Questo Dpef verrà approvato senza una discussione preventiva, tra l’altro con cifre che al momento neanche conosciamo e che credo non rappresentino neanche il sistema Paese”. Luigi Biggeri, presidente dell’Istat invece ieri lo ha definito “il migliore Dpef che io abbia mai letto. Peccato che sarà l’ultimo”. Il fatto che sia in scadenza di mandato e sotto minaccia di licenziamento è naturalmente casuale. Anche Giovanni Carosio di Banca d’Italia ne ha parlato bene.




mi concentrerei sulla questione del “risanamento”. Sono davvero curioso di sapere come lo otterrà, il signorino. Specialmente l’abbattimento della parte strutturale del debito pubblico.
Attendiamo le tabelle…
Non è inazione, è lungimiranza:).
Se le cose dovessero peggiorare, Tremonti dirà che hanno fatto poco perchè avevano previsto il peggioramento e non volevano aggravare la situazione. Se invece dovessero migliorare, direbbe che non ha fatto quasi niente perchè aspettavano la congiuntura in miglioramento. E comunque, va da sè, qualunque cosa dovesse succedere, lui l’avrà prevista.
( btw, leggo di interventi sulle pensioni)
non si parlava dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico a 61 anni?
1. “Non è inazione, è lungimiranza”. Quindi tutti gli altri (Usa, Cina, Francia, perfino la Germania), che non sono rimasti affatto inattivi, anzi hanno sfoderato tutto l’armamentario a loro disposizione, tutti miopi?
2. “Qualunque cosa dovesse succedere, lui l’avrà prevista”. Le previsioni valgono se si fanno e si esplicitano prima, non se si dichiarano dopo. A posteriori siamo tutti dei maghi.
Grano, forse dovevo mettere le virgolette a ” lungimiranza”, perchè volevo scherzare.
E sono d’accordo con te sulle previsioni che si dovrebbero esplicitare prima, ma Tremonti è il mago delle previsioni posteriori, vedi anche il suo dichiarare di avere ” previsto” la crisi in arrivo. La crisi, per la verità, è venuta da ovest e non da est, come prediceva lui, e non è venuta dal capitalismo arrembante post comunista come prediceva lui, ma da quello non meno arrembante dell’ovest, ma vogliamo togliergli la soddisfazione di dire ” io l’avevo detto” per piiiiicoli, insignificanti dettagli come questi?
( senza cotare che il buon Tremonti anni fa suggeriva di impegnare la casa per darsi allo spendere, cioè la ricetta che ha innescato la crisi. Ma ora dice che ” aveva previsto”)
“il Dpef non è un documento di analisi, ma un documento di governo: dichiara al parlamento, quindi al paese, QUAL’E’ la sua situazione economica, CHE COSA il governo intende fare per affrontarla e COME, con quali strumenti.”
forse per dire la situazione al momento del paese non serve un documento di analisi, ma per dire cosa si vuol fare qualcuno deve aver analizzato la situazione, se non altro perché le manovre e gli strumenti messi in campo dovrebbero avere una qualche attinenza con le cause della situazione attuale, se no è solo cabaret.
Poi non so, magari è il termine analisi che è ambiguo, tanto quanto le sue prime quattro lettere…
Che poi per “fronteggiare la crisi” venga messa in campo una miseria… Carlo, conosci bene le condizioni delle finanze italiane, e sai bene come si stanno profilando quelle estere (con conseguente riempimento del mercato)… Il Governo (qualunque Governo ci fosse stato) non può che FINGERE di fare qualcosa (e tu te ne accorgi bene, leggo) per fare REALMENTE qualcosa non è consentito se non al prezzo di un fallimento statale abbastanza immediato.
Che non è un modo per appoggiare Tremonti, il cielo mi scampi, ma solo un modo di dire che nemmeno potevamo aspettarci nulla, soprattutto da chi non ha una vera e coraggiosa impostazione liberista.
Un sorrisone analitico
Beh, veramente si poteva fare qualcosa, tipo non spendere
oltre 3 miliardi di euro per l’Alitalia…
Oppure si potevano evitare tagli di 41.000 persone nel settore
della scuola, eliminando cosi’ parecchie fonti di reddito e capacità
di spesa e di consumo in una fase cosi’ critica…..
Oppure una lotta incisiva all’evasione fiscale che invece
sta andando a picco (ma chi paga, visto che tanto un condono
arriva sempre??? Tre condoni in 6 anni di governo non
sono mica pochi…)
E comunque dire nel DPEF che ci sarà una caduta del PIL
del 5% quando fino a qualche mese fa il governo diceva -2% e tacciava chi diceva -5% con epiteti vari e ultimamente diceva che
bisognava chiudere loro la bocca……
Ma si sa l’importante è spararle grosse, confidando che le persone non si ricordino e che i mezzi di informazione non rinfaccino le cose…..
@Gregorj:
le sto guardando…^_^
@MJ:
Sì, come Andreotti, quando diceva che era meglio tirare a campare che tirare le cuoia…era poco prima del ’92!
@enrico:
La faranno per decreto, probabilmente
@Grano:
A prevedere il passato siamo tutti bravissimi, vero?
@Leo:
Ciao!
Volevo dire, in quel passaggio, esattamente quello che dici tu: IL Dpef fa un’analisi accuratissima della situazione (con mesi di ritardo rispetto al resto del mondo, e già questo non va mica tanto bene…)
Ma non è sufficiente: Dovrebbe essere ANCHE un documento che dice cosa si vuol fare a fronte dell’analisi. E la risposta è: nulla.
Un po’ pochino, anche al netto delle cautele tremontiane (giuste o sbagliate che siano) sul deficit spending.
Hai perfettamente ragione sul fatto che il governo non sa essere nè liberista nè socialdemocratico: è statalista e basta. Cioè, la cosa peggiore.
Un sorrisone analitico anche a te
@Leogan:
Giusto anche questo: un conto è la prudenza, un altro l’inazione. O le scelte sbagliate che poi ti costringono a non fare altro.
@tutti:
Chiedo scusa per la latitanza, ma sto anche io – nel mio piccolo – cominciando a fare il mio “personale” Dpef…^_^
Un sorriso economicomico
C.
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