Antonio Gava è morto.
Marco Travaglio, invece, no.
E lotta insieme a noi.
Il coro bipartisan di commemorazioni gavianee lo ha stupito e turbato perché in fondo è un ingenuo, un puro, un appassionato. Lungi da lui pensare che quel venticello benevolo, il prendere l’innocenza di un monarca sul serio, fosse uno scherzo da preti (ops) della maligna stampa italica a chi ha costruito di sé una immagine fascinosa chè sulfurea sacrificandole una vita. Secondo, che i morti, si ignora in cielo ma almeno qui in terra, quantomeno sottoterra, siano ministri della malavita o dello Stato sono (trattati) sempre tutti eguali. Terzo, vicere sepolto, ci sarebbe sempre quella bezzecola, per i repubblicani e democratici come voi e Marco, del come riesca in democrazia la monarchia a farsi amare sempre più della repubblica.






















