Con efficacia 1° luglio 2009, la circolare n. 1 dell’AIA per la stagione 2009/10 ha dettato le novità regolamentari per la corrente stagione, ratificate dall’IFAB il 28 febbraio 2009. Esse toccano 4 punti: terreno di gioco, fuori gioco, i calci di rigore e l’area tecnica.
Nel dettaglio, per il terreno di gioco la modifica è solo formale, in quanto i
criteri a cui devono rispondere i campi in sintetico sono ora denominati FIFA Quality Concept for Football Turf e non più FIFA Quality Concept for Artificial Turf. Quanto al fuorigioco si è (finalmente!) aggiornata la parte relativa al difendente uscito dal terreno di gioco, che ora è esplicitamente da considerare come se stesse sulle linee perimetrali fino alla prima interruzione di gioco, quale che sia la ragione della sua uscita. In effetti la precedente stesura era un retaggio del passato che non si era adeguato alle ultime interpretazioni sul fuorigioco, rendendola ambigua ed anche paradossale. Ora l’ambiguità è scomparsa, ma rimane il paradosso: prevedendo ancora l’ammonizione per il difendente che volontariamente esce solo per mettere in fuorigioco l’avversario, si va a punire un comportamento non solo antisportivo ma anche totalmente inutile. Infatti, se il difensore rimane sul terreno di gioco, evita il fuorigioco dell’avversario ma se lasciasse il terreno… lo eviterebbe comunque, giacché dev’essere considerato come se fosse su una delle linee perimetrali. Vien da chiedersi perché punire col giallo un giocatore che, di fatto, non trae alcun vantaggio illecito dal suo comportamento antisportivo, o meglio astrattamente antisportivo, di fatto solo autolesionistico poiché uscendo evita solo di poter intervenire. Forse una punizione per l’essere un perfetto babbeo… Fra l’altro la prima versione della norma modificata prevedeva l’ammonizione non solo per chi lascia volontariamente il terreno ma anche per ne ritarda il rientro.
ESCLUSIONE DAI TIRI DI RIGORE - Passiamo ora ai calci di rigore,
dove l’IFAB aveva accolto la richiesta gallese di precisare meglio la seguente norma: Se, al termine di una gara e prima dell’inizio dei tiri di rigore, una squadra ha un numero di calciatori maggiore di quello della squadra avversaria è tenuta a ridurre tale numero per eguagliarlo a quest’ultima ed al capitano della squadra spetta il compito di comunicare all’arbitro il nome e il numero di ciascun calciatore escluso dai tiri di rigore. Anche se l’interpretazione parrebbe chiara, in qualche parte del mondo del calcio qualcuno deve aver avuto dei problemi al riguardo (e si muore dalla curiosità per avere notizia dei casi concreti avvenuti, solo per farsi due risate), tanto da sentire l’esigenza di aggiungere alla fine il seguente periodo: Di conseguenza un calciatore escluso non potrà prendere parte all’esecuzione dei tiri di rigore. Se temete di non aver letto bene, in realtà avete letto benissimo: c’è qualche genio che non aveva capito che un calciatore escluso dai tiri di rigore non poteva prendere parte all’esecuzione degli stessi. Inoltre la prima versione della modifica prevedeva anche che il portiere non potesse essere fra gli esclusi. È da ricordare che nei calci di rigore chiunque fra i giocatori chiamati a batterli può ricoprire il ruolo di portiere (volendo anche cambiandolo ad ogni rigore). Fortunatamente si è scelta una versione che non lascia adito ad ambiguità (vere, stavolta) sull’annosa questione di identificare con esattezza il portiere: è colui che come tale ha terminato la gara (ricordandosi che chiunque degli 11 giocatori può ricoprire tale ruolo, perché in qualsiasi istante della gara vi deve essere sempre un portiere per squadra) o colui che come tale era indicato nelle liste (com’era ai tempi dei cambi 2+1, ovvero due più il portiere)?
SOSTA IN AREA TECNICA - Infine l’IFAB aveva accolto la richiesta della FIFA di permettere ad una sola persona di sostare nell’area tecnica per impartire disposizioni tattiche, abolendo l’obbligo di ritorno in panchina
una volta ultimato tale compito, al fine di eliminare le innumerevoli dispute fra tecnici e quarto uomo. L’IFAB in febbraio aveva anche deciso di proseguire l’esperimento degli assistenti supplementari –ora previsti in Europa League – e di mettere una pietra sopra alle espulsioni temporanee sulle quali l’Irlanda del Nord aveva chiesto un parere. Le proposte non accettate, almeno in prima battuta (fra parentesi chi l’aveva formulata) erano state le seguenti:
- un quarto cambio per squadra per le gare che dovessero andare ai supplementari (Scozia). In realtà l’IFAB ha solo deciso di rimandare ogni decisione alla competenti commissioni della FIFA;
- imporre che i nastri adesivi usati per evitare che scendano i calzettoni fossero del loro stesso colore (predominante) per evitare alterazioni alla divisa (Scozia);
- aumentare la durata dell’intervallo da 15 a 20 minuti, a causa di alcuni impianti in cui gli spogliatoi sono talmente distanti dal campo di gioco da consumare il quarto d’ora solo per gli spostamenti (FIFA, che poi l’aveva ritirata prima della votazione).























